Guadagnare meno ma accontentare tutti

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Marilena Catucci rivolge un appello ai turesi e alle attività locali, in attesa di risposte dall’Amministrazione

Come previsto dal DPCM del 26 aprile scorso, dal 4 al 17 maggio rimane in vigore la sospensione delle attività relative ai servizi di ristorazione tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. È però consentita la ristorazione con consegna a domicilio o da asporto (“take away”), purché si rispettino le norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto; inoltre, nel caso dell’asporto devono essere rispettati le distanze di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

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Dopo la tempesta, il cielo si fa dunque parzialmente sereno per questo settore, anche se le incertezze, le nuvole persistono. Marilena Catucci, titolare di “Cristalli di Zucchero”, ha pensato di scriverci proprio per raccontarci il recente passato e il presente delle attività ristorative: ne abbiamo approfittato per ampliare la panoramica, chiedendole, nei limiti del possibile, quello che sarà il futuro.

Come avete vissuto la fase di chiusura e quali sono i problemi che avete riscontrato?

«Sicuramente chiudere un’attività dalla sera alla mattina comporta ben di più di un singolo problema: siamo stati costretti a buttare la produzione, latte, panna, ecc. I danni non si contano. Abbiamo dovuto chiudere, senza sapere quale sarebbe stato il nostro “domani”, con tutti gli affitti, gli assegni, le bollette, gli stipendi ed 8 dipendenti ai quali non sai dare delle risposte, perché neanche tu le hai!».

Come vi siete preparati per la riapertura?

«Anche per la riapertura le comunicazioni sono arrivate all’improvviso. Riaprire, ancora una volta dalla sera alla mattina, era umanamente impossibile visto che bisognava innanzitutto sanificare gli ambienti e poi ricominciare a produrre».

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Vi ritenete soddisfatti delle misure adottate dal governo nazionale per supportare le attività commerciali?

«Sicuramente nessun commerciante ha gradito le misure adottate dal Governo, ma resto dell’opinione che “meglio feriti che morti”. Per la situazione economica che vive l’Italia, non ci si poteva aspettare altro».

Tassa per l’occupazione del suolo pubblico: le misure di distanziamento richiederanno più spazio e quindi potrebbe aumentare la spesa per aprire gazebo e quant’altro. Cosa vorreste dire a tal proposito?

«Per quanto riguarda la tassa del suolo pubblico, io personalmente già a fine febbraio avevo chiesto al vicesindaco di posticipare il pagamento a fine agosto: speriamo che comprendano le nostre esigenze».

Sempre riguardo il periodo estivo, come vi state organizzando?

«Per il periodo estivo preferisco non fare nessun progetto, viviamo alla giornata, anche il domani è un’incognita in questo momento».

Per quanto concerne invece la sanificazione del locale?

«Per la sanificazione non abbiamo ancora direttive specifiche. Ci stiamo attenendo al manuale dell’HCCP, utilizzando prodotti a base di cloro o alcool».

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Ogni quanto va ripetuta la sanificazione?

«La pulizia viene ripetuta, e non solo per il Covid-19, a ogni cambio turno e ogni qualvolta le collaboratrici hanno un attimo libero: questo, tuttavia, accade da sempre».

Pensate che sia indispensabile avere finanziamenti per affrontare questa spesa?

«Sicuramente la spesa della sanificazione è un investimento quotidiano che però viene affrontato da sempre. Piuttosto direi che i contributi dovrebbero essere destinati all’acquisto di guanti, che vengono sostituiti più volte al giorno, mascherine, igienizzante mani, ecc.».

Quale politica di incentivazione vorreste, invece, dal Comune?

«A parer mio il Comune non ha esperienza nel campo delle attività commerciali, tranne santo Fabio Topputi, sempre presente nell’ascoltare qualsiasi urlo di aiuto: gli altri non sanno. Penso che sia quindi necessario maggiore confronto per far fronte alle varie esigenze».

Ha un messaggio da rivolgere ai turesi?

«Il messaggio che in questo momento mi viene spontaneo è che dobbiamo spendere nelle attività del nostro paese, in quelle attività che in questo momento sono state al servizio di tutti, con il domicilio, con la beneficienza, con la solidarietà. Alle attività dico: guadagniamo qualcosa in meno e cerchiamo di accontentare tutti. Il rispetto e la stima della gente del nostro paese rappresenta la base del nostro lavoro».

LEONARDO FLORIO