Cara dottoressa Resta…

5g

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’Osservatorio socio-culturale turese sull’ordinanza che il nostro sindaco, come la maggior dei primi cittadini pugliesi, ha emanato per fermare la sperimentazione della tecnologia 5G, in attesa di conferma da parte della comunità scientifica.

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Cara dottoressa Resta,

Rispondendo alla sua volontà di attendere “di disporre di linee guida scientificamente rigorose ed aggiornate in merito alla rilevanza di salute pubblica delle radiofrequenze 5G” vorremmo semplicemente ricordarle come in effetti… queste linee guida ci siano già. L’istituto superiore per la sanità si è già espresso come anche la comunità scientifica internazionale.

L’introduzione di nuove tecnologie è spesso in grado di scatenare paure viscerali ed atteggiamenti luddisti. Ma un ritorno alla natura, ad uno stile di vita più frugale e bucolico - ai piccioni viaggiatori, magari - non è sempre auspicabile. Ci viene in mente una citazione famosa attribuita a Sir William Preece, Capo Ingegnere del servizio postale britannico “gli Americani avranno bisogno del telefono, ma noi no. La Gran Bretagna ha abbastanza postini”.

"Onde elettromagnetiche" o "radiazioni", sono parole che subito evocano eventi funesti del passato; non dimentichiamo però che i raggi solari sono onde elettromagnetiche, il wifi installato a casa emetta radiazioni, la corrente elettrica stessa è un‘onda elettromagnetica. Lei probabilmente ci risponderà: “è risaputo che queste onde non fanno male”. Ebbene, è nostro desiderio ribadire che studi internazionali ed accreditati considerano le temibili onde del 5G NON DANNOSE; al contrario, esse espongono il corpo umano ad un inquinamento molto inferiore rispetto a tecnologie radiotelefoniche obsolete, come il 2G e il 3G.

Le riportiamo qui di seguito un estratto delle “Linee guida ICNIRP 2020” pubblicate in data 27 aprile: «La Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP, International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) è un organismo scientifico indipendente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che fornisce pareri e indirizzi in tema di protezione della salute dalle esposizioni alle radiazioni non ionizzanti.

L’ICNIRP pubblica linee guida che costituiscono il principale riferimento per la definizione di normative nazionali in numerosi paesi. Nel marzo 2020 ha pubblicato un aggiornamento delle sue linee guida per la protezione del pubblico e dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici a radiofrequenza.

Queste linee guida si applicano a molte applicazioni dei campi elettromagnetici, tra cui i sistemi per le telecomunicazioni compresa la nuova tecnologia 5G, in vista del cui impiego su larga scala sono stati effettuati degli aggiornamenti specifici per le frequenze più elevate.

Alla luce delle diffuse preoccupazioni in merito ai rischi per la salute connessi alle esposizioni ai campi elettromagnetici, recentemente focalizzatesi sul 5G, ricercatori dell’ISS, del CNR, dell’INAIL e dell’ICS Maugeri hanno ritenuto utile fornire al pubblico italiano una traduzione delle FAQ (domande poste frequentemente) che la stessa ICNIRP ha pubblicato sul suo sito web».

Che sia chiaro: il punto focale era e resta quello di salvaguardare la salute ed il benessere di ogni cittadino. Ma diversi esempi passati o tristemente presenti ci insegnano che prendere posizioni politiche - in campo tecnologico, sociale, scientifico, culturale e via discorrendo - sull’onda del furor di popolo, o di post provocatori su Facebook, o di scie (chimiche…) di pensiero populista, non è mai un bene per la società stessa.

Non si comporti come tutti quei politici da salotto dell’infotainment pomeridiano che fanno speculazione sulle ansie del momento, pur di racimolare qualche consenso in più. Prenda questa nostra lettera come un invito ad una più approfondita disamina della situazione. E qualora volesse esporre le sue posizioni sull’argomento pubblicamente, saremmo lieti di proporci come controparte di un dibattito informato.

OSSERVATORIO SOCIO-CULTURALE TURESE