Giovedì 24 Settembre 2020
   
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Turi saluta la ‘maestra Ilaria’

Ilaria insiema al marito Francesco e ai figli Pierluigi e Arianna

Un malore improvviso ha spento il sorriso di Ilaria Lerede e la sua instancabile dedizione all’insegnamento

In questi giorni di denso silenzio, la comunità turese si trova a perdere un’altra sua ammirevole cittadina. Un improvviso malore ha strappato all’affetto dei suoi cari Ilaria Lerede, turese di nascita e milanese d’adozione.

Una vita interrotta troppo presto: 43 anni e nessun campanello d’allarme che potesse far presagire la tragedia che ha travolto in primis il marito Francesco Spada, Maresciallo dell’Esercito, e i due figli Arianna e Pierluigi. E poi i parenti e i tanti amici pugliesi, che attendevano la fine di questa quarantena per potersi riabbracciare.

A nulla sono valsi gli sforzi dei medici del “San Raffaele”, che per due giorni hanno tentato di riaccendere il sorriso della “maestra Ilaria”, come la chiamavano ogni giorno i piccoli studenti della scuola dell’infanzia del Comune lombardo di Vimodrone.

ilaria lerede (1)

Ilaria, infatti, aveva lasciato Turi nel 2000, con la determinazione dei suoi vent’anni e la volontà di inaugurare un nuovo capitolo a Milano, città che le offre l’opportunità di realizzare la passione per l’insegnamento, coltivata in anni di studio. Inizia la carriera di docente mettendosi alla prova come maestra nelle scuole dell’infanzia del capoluogo lombardo; poi, dopo aver vinto un concorso pubblico, viene trasferita a Vimodrone, che diventa la sua “città adottiva”.

Non ha difficoltà ad integrarsi nella comunità vimodronese: la sua infaticabile dedizione, unita all’innato carattere solare, le fa presto guadagnare la fiducia dei genitori e la stima dei colleghi. E, per quattordici anni, dedica la sua vita professionale a “svezzare” i piccoli alunni, affiancandoli amorevolmente nel passaggio dal nido familiare alla scuola, al “mondo dei grandi”. Uno dei momenti più delicati che, a seconda di come viene vissuto, segna il futuro rapporto con lo studio.

«Ilaria era sempre positiva e sicura di superare le difficoltà e gli aspetti critici. Era docente affidabilissima – racconta il marito Francesco Spada – sia per i dirigenti che per i genitori, che le affidavano fiduciosi i figli. Il grande amore, l’attenzione continua e la cura che aveva verso i suoi alunni erano spontaneamente ricambiati da profondi sentimenti di gratitudine, stima e affetto».

«Da subito – prosegue il ricordo del marito – si era sentita parte viva di una comunità scolastica. Questo senso di appartenenza, unito a una forte passione educativa, la sollecitava ad aprirsi alle innovazioni didattiche e organizzative del plesso, a collaborare nella ricerca di risorse e opportunità per l’ampliamento e il potenziamento dell’offerta formativa, con una particolare attenzione alle attività laboratoriali, basilari per l’inclusione degli alunni nei primi anni del loro percorso scolastico».

ilaria lerede (2)

La maestra Ilaria, dunque, faceva parte di quella rara schiera di docenti per cui insegnare non è solo un lavoro, bensì una profonda vocazione: una sfida continua a migliorarsi e, di riflesso, a migliorare un sistema scolastico che spesso si piega alla logica dei numeri; a contrappore il gioco di squadra all’insicurezza dell’autoreferenzialità: «Sempre attentissima affinché emergessero le positività delle relazioni e delle azioni educative, instancabile nel chiedere affinché fossero garantite le migliori condizioni di benessere per tutti in particolare per i bambini con difficoltà».

«Ilaria – conclude Francesco – si è distinta per la serietà, il rispetto, la tenacia, la fermezza, la volontà, la flessibilità e la concretezza nel vedere le problematiche da diverse angolazioni, doti che hanno contribuito al raggiungimento di traguardi significativi, alla soluzione di problemi, al superamento di ostacoli. Pronta a collaborare sempre con le dirigenti, le docenti e i collaboratori scolastici che negli anni si sono alternati nel plesso, previlegiando la correttezza e il rispetto, il confronto e la mediazione, non perdendo mai di vista il bene degli alunni».

Ed il ritratto di un’insegnate per “amorosa scelta” - e non già per circostanza - viene rimarcato anche dal messaggio di cordoglio del prof. Francesco Di Gennaro, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Vimodrone: «Con la sua improvvisa dipartita viene a mancare all’affetto di tutti una persona di elevatissimo profilo umano e professionale. L’intera comunità Scolastica si stringe idealmente intorno ai familiari con intima commozione».

Un cordoglio cui si unisce anche la nostra comunità che, a causa dell’emergenza sanitaria, non ha potuto accompagnare Ilaria nel suo ultimo viaggio a Turi. La sua terra natale s’è fatta abbraccio muto per offrirle riposo accanto al padre, con la promessa di tributarle il meritato saluto quando questa inquieta “distanza sociale” sarà finita.

Fabio D’Aprile

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