Martedì 04 Agosto 2020
   
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Non dimentichiamoci dei nostri operatori ecologici

operatori ecologici turi (1)

“Nessuno li ha ringraziati. Anche loro rischiano la propria vita per tenere pulite le nostre strade e le nostre case”

Per tanto tempo, nell’immaginario collettivo, la professione del netturbino è stata spesso bistrattata e vittima di luoghi comuni dettati, se non altro, da un’ignoranza malcelata. La presa d’atto del dilagante inquinamento globale, tuttavia, ha condotto tutti quanti noi ad una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali e, di riflesso, verso il prezioso lavoro degli operatori ecologici, in prima linea nella lotta al degrado delle zone urbane ed extraurbane: sono loro, infatti, a ripulire non solo le strade della città, ma anche le vie di campagna, costantemente prese d’assalto dallo squallore di alcuni cittadini spregiudicati che, nella propria incoscienza, non riescono a rendersi conto delle proprie azioni scellerate e di ciò che ne consegue; in alcuni casi, nemmeno il pericolo di una sanzione salata riesce a contrastare il fenomeno dell’abbandono o dell’errato conferimento dei rifiuti.

Ad ogni modo, Turi resta tra i Comuni più virtuosi della regione dal punto di vista della raccolta differenziata e questa, nonostante alcune improvvise perturbazioni in arrivo, resta una notizia estremamente positiva.

operatori ecologici turi (2)

Venendo al presente, invitiamo i lettori ad immaginare quale sarebbe lo scenario attuale se non ci fossero gli operatori ecologici e se non fosse stata istituita, a tempo debito, la tanto criticata raccolta porta a porta; da questo punto di vista, ne siamo certi, il COVID-19 è riuscito ancora una volta a cambiare la percezione che una parte dei turesi, magari fino a poco tempo fa, poteva avere del lavoro degli operatori ecologici e della stessa raccolta porta a porta.

Ebbene, riportiamo di seguito il contenuto di un post, semplice ed efficace, condiviso sui social alcuni giorni fa da una donna turese, moglie di uno di questi instancabili e preziosi lavoratori, impegnati, nonostante tutto e come sempre, a favore della collettività. D’altronde, nonostante l’economia sia stata quasi totalmente bloccata, ognuno di noi continua a consumare e a produrre una certa quantità di rifiuti che, senza troppi giri di parole, non può certamente raccogliersi e smaltirsi da sola, qualora dovesse malauguratamente venir meno il lavoro quotidiano degli operatori ecologici. A loro, dunque, un applauso è più che doveroso.

«Mi dispiace – scrive la nostra concittadina – ma mi sento in dovere di dire una cosa. Abbiamo ringraziato le forze dell'ordine, la protezione civile, ma nessuno ha ringraziato gli operatori ecologici, padri di famiglia, compreso mio marito, che si alzano al mattino presto per tenere le nostre strade e le nostre case senza rifiuti. Anche loro rischiano la propria vita. Forza ragazzi, siete l’onore di tutti noi».

Il post in questione ha fatto subito il giro delle bacheche Facebook, riscuotendo un significativo consenso da parte dei turesi, evidentemente grati per il silenzioso impegno di quelli che, oggi, consideriamo eroi, ma a cui, per troppo tempo, non abbiamo dato il reale valore e tributato il giusto rispetto.

LEONARDO FLORIO

Commenti  

 
vito totire
#1 vito totire 2020-04-21 09:42
Sono solidale con i netturbini ; e devo dire che la cassazione tutela i lavoratori; uno su due dei miei commenti su Turiweb non vengono pubblicati; tra questi quello sui netturbini; ma non è una lamentela, la redazione (con la quale mi sono spesso complimentato per l'elevato livello culturale e e sociale di Turiweb-e lo dico sinceramente vedendone altri in giro) mi dice che c'è un problema nella piattaforma; ne prendo atto ma vorrei nuovamente sostenere la "causa" dei lavoratori dicendo questo: la Cassazione -sentenza 33133 del 16.12.2019-ha respinto una sentenza di secondo grado secondo cui gli indumenti devono essere lavati a carico dei lavoratori ; che di fatto significa quasi sempre dalle loro mogli; la Cassazione sostiene che ogni mezzo utile a tutelare l'igiene e la salute del lavoratore deve essere considerato un dispositivo di protezione individuale la cui manutenzione deve essere a carico del datore di lavoro; la Cassazione evidentemente, a differenza della corte d'appello, ha memoria dei morti e dei danni che ha fatto il portare a casa le tute inquinate da amianto o pesticidi o cariche batteriche.Ho ritenuto utile comunicarlo anche perchè credo che si tratti di un atto giusto , motivo di sollievo per i lavoratori e...per le loro mogli, anche per la signora di Turi che ha scritto a Turiweb; certo con questa prima censura della Cassazione la questione non è ancora finita, infatti si tratta di una diatriba che dura da più di venti anni ma secondo me le donne di Turi hanno qualche ricordo nel loro cervello limbico sul rischio di lavare indumenti inquinati...

Vito Totire, medico del lavoro
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