Martedì 11 Agosto 2020
   
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Un grande evento liberatorio quando tutto sarà finito

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I ragazzi di Continuum Events si fanno avanti dando la propria disponibilità: chi risponderà all’appello?

La scorsa settimana il gruppo “Sei di Turi se…” riapriva i battenti dopo due anni di “morte apparente”. Nessuno infatti, a distanza di così tanto tempo, avrebbe più scommesso un singolo centesimo sulla resurrezione – come qualcuno ha avuto il dispiacere di definirla – della community virtuale turese più grande, nel cui spazio, alcuni giorni fa, veniva lanciato un sondaggio.

Prima di procedere oltre, è opportuno chiarire una questione preliminare. Il sondaggio, come chiaramente scritto, mirava a comprendere, tramite libera votazione, come cambieranno le abitudini dei turesi quando l’emergenza Coronavirus sarà rientrata. Certamente l’interesse non era rivolto alle abitudini personali, intime dei turesi, quanto piuttosto al rapporto che essi hanno con la propria città.

Insomma, più che il cambiamento delle “abitudini dei turesi”, il sondaggio aveva come obiettivo quello di misurare il cambiamento, eventualmente indotto dalla quarantena, delle “abitudini turesi”: tra queste, per fare un esempio lampante, la tendenza a trascurare gli eventi culturali organizzati nella nostra città. Ecco altre opzioni votabili nel sondaggio: farò più acquisti nei negozi turesi; frequenterò più spesso locali, bar, pizzerie turesi; uscirò più spesso a Turi nel week-end invece che restare a casa o uscire fuori paese; frequenterò più spesso il centro storico; saluterò più volentieri i miei concittadini ecc. Come detto, l’obiettivo consisteva nel valutare l’eventuale cambiamento delle “abitudini turesi”, nello specifico quelle che incidono negativamente sul nostro paese, dal punto di vista economico ma soprattutto sul piano dell’aggregazione sociale.

Ciononostante, per quanto preziosa, l’opzione più suffragata è stata la seguente: “Continuerò regolarmente a proseguire la mia vita quotidiana come accadeva prima di questa pandemia”. È senza dubbio corretto inserire questa possibilità, se non altro per comprendere una prospettiva che al sondaggio inizialmente mancava; d’altro canto, però, quest’opzione risulta essere pressoché inutile ai fini di un’indagine che, lo ribadiamo, era mirata ad individuare gli scostamenti dalla norma, piuttosto che la norma stessa. In ogni caso quest’opzione, alla fine dei giochi, ha permesso a un numero maggiore di turesi di votare, contribuendo così a delineare un quadro finale e una lettura più ricca.

Provando adesso ad analizzare i risultati, va detto che nel gruppo di coloro che desiderano semplicemente un ritorno alla normalità rientrano anche alcuni turesi che, Coronavirus o meno, sostengono sempre e comunque l’economia e le iniziative culturali, sociali e sportive locali. Tutti gli altri invece? Continueranno per una qualche ragione a trascurare determinate buone “abitudini turesi”? È probabile, ma certamente non è possibile dirlo e d’altronde, come ripetuto più volte, ciò non rientra neanche nell’obiettivo del sondaggio, utile invece a far emergere ben altro.

A tal proposito, pare infatti che l’esperienza della quarantena abbia spinto molti cittadini ad un cambiamento che, in futuro, dovrebbe concretizzarsi in una maggiore ricerca di dialogo con l’Amministrazione, le associazioni culturali e i turesi stessi per il bene della nostra città e della sua vitalità.

Il secondo dato che emerge chiaramente rimanda invece ad un’esigenza, più che ad un cambiamento vero e proprio: i turesi vogliono una festa post-Coronavirus. Questa volontà è venuta fuori grazie ad Andrea Acito, uno degli esponenti di Continuum Events, ovvero la triade che lo scorso anno, in estate, ha organizzato all’interno del boschetto Zaccheo la prima edizione del Greenwood Music Festival. Il giovane concittadino ha infatti inserito nel sondaggio l’ipotesi di un “evento liberatorio musicale gratuito”, trovando il consenso di tantissimi turesi; questa sarebbe stata la scelta più suffragata, ma il ritorno alla normalità, più o meno passivo, alla fine ha prevalso.

Ad ogni modo, per non rendere vano l’impegno di quanti hanno perso qualche secondo della propria vita rispondendo al sondaggio, abbiamo interpellato direttamente Andrea Acito.

Avete ricevuto molti voti: cosa ne pensi di questo risultato?

«Devo essere onesto: non mi aspettavo questa risposta». Colpisce tuttavia quanto afferma Andrea a proposito di una videochat antecedente al sondaggio, durante la quale, assieme ai suoi due soci di Continuum, Giuseppe e Davide, immaginava un Greenwood in piazza, piuttosto che al boschetto Zaccheo.

Sareste disponibili a farvi carico di quest’esigenza dei turesi?

«Sinceramente, se questo è quello che vogliono, perché no? Noi siamo disponibili a collaborare con qualsiasi associazione che abbia voglia di realizzare questo desiderio della collettività. Certamente – aggiunge più tardi – per progettualità di questo genere, è necessario che anche l’Amministrazione sia dalla nostra parte».

Non sappiamo, parafrasando una canzone degli anni ’90, dove ci porterà questa marea: a largo o a riva non ne abbiamo idea. Ciò che invece è certo è che presto dovrebbe comparire un nuovo sondaggio nel gruppo Facebook cittadino “Sei di Turi se…”: invitiamo i lettori ad iscrivervisi.

LEONARDO FLORIO

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