Domenica 18 Aprile 2021
   
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Coronavirus, la sfida smart del Pertini-Anelli

caldararo

E-learning e smart schooling per seguire le lezioni da casa e non rendere nullo l’anno scolastico. Intanto la dirigente Caldararo invia una lettera commossa ai suoi studenti e docenti ed esprime perplessità sulle nuove misure del Governo

La chiusura forzata rappresenta per certi versi un’opportunità di modernizzazione per la scuola ma rischia di diventare un enorme problema se dovesse prolungarsi troppo.

“Una cosa è certa – spiega il prof. Angelo Bardini, collaboratore nel Piano Nazionale Scuola Digitale del 2015 ed attualmente Ambassador dell’Indire – la didattica a distanza non può e non potrà mai sostituire quella tradizionale. Può però essere un’alternativa in una situazione straordinaria come questa, e un formidabile strumento di integrazione in condizioni normali”. Ciò che abbiamo appena riportato è uno stralcio dell’intervista condotta da Il Fatto Quotidiano a proposito delle misure adottate dagli istituti scolastici a causa del COVID-19. Lo stato di emergenza ha infatti imposto la sospensione delle attività didattiche che, nel frattempo, non possono certamente interrompersi andando a rendere nullo l’anno scolastico corrente.

Non tutto il male vien per nuocere, verrebbe dunque da dire con molta cautela: sì, perché quando si verificano eventi straordinari, le risposte e le reazioni del sistema colpito possono rivelarsi altrettanto fuori dall’ordinario.

COME UN BAMBINO COSTRETTO A NUOTARE

Come riportato in introduzione, infatti, adesso più che mai si torna a parlare di e-learning e tecniche di “smart schooling". Una rivoluzione che, stando sempre alle parole di Bardini, è stata fin qui solo studiata a livello teorico: “Parliamo seriamente di digitalizzazione dal 2015, ma in 5 anni tante scuole non si sono mosse, sono rimaste nella ‘confort zone’ dove non cambia nulla. Questa emergenza è come quando ti buttano in mare da bambino e sei costretto ad imparare a nuotare: per tanti sarà un impulso importante alla modernizzazione”.

LA RISPOSTA SMART DEL PERTINI-ANELLI

Nel mare è stato gettato, come tanti altri istituti scolastici, anche l’IISS “Pertini-Anelli” che, con molta prontezza, ha già predisposto le prime misure per non far arenare la didattica e conseguentemente non lasciar affondare anche l’anno scolastico.

“Ci siamo organizzati – spiega la dirigente dott.ssa Giuseppina Caldararo – con ciò che prevede la legge, ovvero con l’e-learning, dalle forme più semplici a quelle più concertate, per far fronte ai bisogni di tutti gli studenti, anche di coloro che non hanno pc e linea internet. Per iniziare, ogni professore coordinatore di classe ha creato un gruppo WhatsApp, mettendo gli studenti a conoscenza di tutte le attività da svolgere. Un altro strumento ci viene fornito dal registro elettronico di cui la scuola è dotata: grazie a quest’ultimo, ci sono una serie di possibilità di lavoro, tra cui completare l’agenda con le attività giornaliere; agenda aperta sia alle famiglie che agli studenti che, in questo modo, sanno cosa devono svolgere. Nel registro elettronico, inoltre, si attivano le aule virtuali nelle quali il docente può inserire la videolezione, sia condotta in tempo reale che registrata, ma anche inviare materiale di diverso tipo, dispense, esercizi con reale feedback da parte degli studenti. È un’aula a tutti gli effetti”.

PER NON PERDERE UN ANNO SCOLASTICO

E così, grazie al sostegno dei docenti coordinatori ed animatori digitali, tutto può continuare ad andare avanti.

“Dobbiamo lasciare traccia di quello che facciamo, perché se la situazione perdura dobbiamo poter rendere valido l’anno. Per norma i ragazzi devono aver seguito 200 giorni di lezione e dunque è per questo che il Ministro non ha chiuso le scuole. Le scuole, in ogni caso, sono tutt’ora aperte: le attività didattiche sono sospese, quelle amministrative no. Insomma stiamo continuando a lavorare, anche perché non possiamo tralasciare incombenze amministrativo-contabili nonché burocratiche che hanno precise scadenze. Il Ministro, lo ribadisco, almeno in prima battuta ha pensato in maniera corretta, affinché il lavoro di un anno scolastico possa essere validato, specie se si pensa ai ragazzi che devono sottoporsi all’esame di stato”.

NON STACCHIAMO LA SPINA

“L’importante è far capire allo studente che non è stata staccata la spina e soprattutto è necessario non far perdere il ritmo del lavoro e il pensiero di essere ancora a scuola. Questa situazione rappresenta una sfida per i docenti i quali, a distanza, dovranno essere ancor più bravi a motivare e a tenere alta l’attenzione dei ragazzi. Per queste ragioni, la capacità del docente si deve centuplicare: non è facile lasciare il segno nei ragazzi senza essere presenti. È un banco di prova per tutti e se i ragazzi risponderanno positivamente, vorrà dire che la scuola di Turi, ed italiana in generale, è solida e ben strutturata”.

“SENTO RIECHEGGIARE LE VOSTRE PRESENZE”

Mentre scriviamo questo articolo, la dirigente ci inoltra una lettera inviata a docenti e studenti del suo Istituto: “Carissimi docenti e studenti, dopo aver pianificato una serie di disposizioni sulla organizzazione didattica (didattica a distanza) e amministrativa (lavoro agile) che i vari decreti ministeriali uscenti impongono ad un Dirigente Scolastico, ho pensato finalmente di mettere per iscritto i miei pensieri che vi riguardano e che in tutti questi giorni mi hanno accompagnato. Innanzitutto volevo ringraziare tutti voi, docenti e studenti, per la grande collaborazione che state elargendo a piene mani in questo difficile momento.

La didattica a distanza, sempre sentita e proclamata dalla vigente normativa, ormai fa parte del nostro vivere quotidiano e non per libera scelta come detta la Costituzione, ma per imposizione normata che ci vede coinvolti in una fase di vita scolastica davvero complicata. Volevo, per questo, esprimere a tutti voi il mio sentire e ricordarvi che, ora più che mai, dobbiamo sentirci una comunità educante, una vera famiglia che educa e istruisce, nonostante tutto, un nucleo fondante e fondato sul necessario bisogno di esserci, tutti i giorni. Le aule, i corridoi, i laboratori, la palestra: ambienti vuoti e silenziosi in cui ogni giorno sento il riecheggiare delle vostre presenze, delle vostre parole, delle vostre richieste. Torneranno presto a rumoreggiare felicemente.

Agli studenti chiedo di non perdere il ritmo costante del lavoro, di ascoltare i consigli di ogni docente (vengono elargiti perché tutti noi possiamo e vogliamo essere orgogliosi di ciascuno di voi) e di fare gruppo: aiutatevi, consigliatevi, sostenetevi. Ne uscirete più forti e vincenti.

Ai docenti rivolgo un grande grazie per il sostegno dato agli studenti e alla scuola tutta, e li invito a sollecitare i nostri ragazzi sempre e comunque, utilizzando qualsivoglia modalità didattica. Torneremo a guardarci negli occhi a meno di un metro, a stringerci la mano e a sorridere alla vita, che Dio lo voglia. Ne sono certa. P.S. chiedo scusa per questa modalità informale di comunicazione, ma è necessario adeguarsi ai tempi”.

LE PERPLESSITÀ SULLE NUOVE MISURE

Nella nottata di mercoledì, immediatamente successiva alla conferenza stampa tenuta dal Presidente Conte, la dirigente Caldararo ci invita ad accogliere su queste colonne alcune sue perplessità del tutto comprensibili in merito alle nuove misure emanate dal Governo per il contenimento e il contrasto al Coronavirus.

“Alla luce di quanto espresso dal premier Conte in conferenza stampa, si deduce che le scuole rimarranno aperte. La sospensione delle attività didattica permane, ma gli uffici rimangono aperti. Il dirigente scolastico, il direttore dei servizi generali amministrativi e il personale, seppur in turnazione e pur vivendo in paesi limitrofi, sono costretti a spostarsi per poter andare a prestare il proprio lavoro nella sede di pertinenza. Quindi in realtà non stiamo tutelando la salute di tutti i cittadini e, considerato che abbiamo comunque garantito tutta l’organizzazione, la didattica a distanza e tutto l’aspetto amministrativo, si poteva anche pensare di chiudere le scuole per mettere in salvaguardia anche la salute dei dirigenti e di tutto l’apparato amministrativo che regge la scuola”.

Effettivamente queste persone non sono automi ed aggiungere altro è a dir poco pleonastico.

LEONARDO FLORIO

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