Sabato 29 Febbraio 2020
   
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Drosophila: non tutto il male viene per nuocere?

La Drosofila

Le modalità d’azione e i danni della Drosophila nel convegno di lunedì 27. Giuliani parla nelle tv nazionali e Dell’Aera punta ad un’azione in sinergia

Da “Il Dolomiti” dello scorso 1° agosto apprendiamo che il Trentino, già all’epoca, iniziava a muoversi nella lotta alla Drosophila Suzukii attraverso l’utilizzo di un imenottero antagonista di questo “moscerino killer”. Procediamo con ordine: la Drosophila Suzukii è un parassita che può attaccare tutte le specie frutticole e viticole, arrivando a distruggere anche l'80% della produzione di una pianta (fonte: Dipartimento Ripartizione agricoltura della Provincia di Bolzano). Le condizioni ideali per la diffusione di questo insetto sono le alte temperature unite al tasso di umidità: un incubo per gli agricoltori del Trentino, ma soprattutto della nostra terra, sempre più vittima di estati torride ed umide, con precipitazioni che si alternano a temperature elevatissime.

La Drosophila vede rosso

Ma qual è il meccanismo d’azione della Drosophila? Lo ha spiegato ai microfoni di “Studio Aperto” Vito Donato Giuliani, presidente della sezione turese di Coldiretti: «L’infezione si verifica quando la ciliegia è ormai matura, ovvero quando assume la sua colorazione rossa. Molti interventi non riusciamo quindi a farli per il problema del residuo dei prodotti di trattamento».

Giuliani

Ebbene sì, il tallone d’Achille della nostra ciliegia risiederebbe proprio nella sua stessa colorazione e dunque, volendo sdrammatizzare, ci sarebbe da augurarsi che la maturazione non si completi mai. Amara ironia a parte, il problema è piuttosto serio, tanto da creare la necessità di un convegno, tenutosi lunedì 27 a Casa delle Idee, tutto incentrato sulla Drosophila.

«Per i cambiamenti climatici in atto, il surriscaldamento e le barriere comunitarie colabrodo sono arrivati in Puglia parassiti "alieni", mai visti prima, che si sono accaniti su alberi, piante e frutti: dalla Drosophila Suzukii dei frutti rossi all’Aleurocanthus spiniferus che attacca agrumi e vite; dalla Xylella degli ulivi al punteruolo rosso che ha fatto strage di decine di migliaia di palme, fino alla Tristeza degli agrumi”. Questo l'allarme lanciato da Coldiretti Puglia a Turi per denunciare e allertare le istituzioni in merito all'invasione dei moscerini della frutta (Drosophila Suzukii Matsumura), arrivati in Puglia nel 2012, probabilmente portati con le merci provenienti dall'Estremo Oriente.

Chiare le intenzioni nell’appello di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia: «Gli insetti killer colpiscono le ciliegie e i frutti con colorazione dall’arancio al rosso e gli effetti si vedono solo in un secondo momento sui frutti raccolti. L'invasione di virus e insetti alieni impone una strategia complessiva della Regione Puglia contro le numerose e incontenibili malattie delle piante, che arrivano in Puglia attraverso le frontiere colabrodo dell'UE. Strategia che sia improntata su una tempestiva quanto efficace azione di prevenzione e contenimento, per non mettere a repentaglio il patrimonio arboreo e produttivo pugliese, già messo seriamente a dura prova».

Stando ad un report fornito dalla Coldiretti, il moscerino Drosophila Suzukii si sta diffondendo indisturbato in assenza di efficaci antagonisti naturali ed è già stato individuato in 12 regioni italiane e in 13 Paesi europei. Secondo Vincenzo Verrastro del centro di ricerche CIHEAM di Bari l’attività di monitoraggio e controllo sono determinanti, perché l’infestazione registrata nel 2015-2016 si manteneva nella forbice tra il 3 il 16 per cento, mentre nel 2019 si è allargata esponenzialmente dal 18 al 100 per cento, con le varietà Ferrovia e Lapins particolarmente esposte a rischio.

Le difficoltà diagnostiche

Per i ricercatori la complessità del problema è da rintracciarsi nell’impossibilità di verificare ad occhio nudo i primi sintomi dell’infestazione, nonché alla mancanza di strumenti efficienti per il controllo. Tutto ciò comporta, quindi, la conseguente perdita del valore commerciale del prodotto dopo 1-2 giorni dall’avvenuta ovideposizione e la perdita economica del prodotto fino all’80 per cento.

Invasione aliena e disparità di trattamento

coldiretti turi

«L'arrivo di fitopatologie, parassiti e virus provenienti da altri continenti è favorito dall'intensificarsi degli scambi commerciali, attraverso cui arrivano in Puglia» - aggiunge Coldiretti Puglia, tenendo anche conto dell’habitat favorevole di destinazione offerto naturalmente dalla nostra terra.

«Se la Xylella fastidiosa, che sta facendo strage di ulivi nel Salento, proviene dal Costa Rica, il punteruolo rosso, che ha letteralmente falcidiato le palme secolari pugliesi, è originario dell'Asia sudorientale. Inoltre, la Puglia convive da anni con la virosi, altrettanto virulenta, dell'alter ego della Xylella fastidiosa di cui si parla poco. Non dimentichiamo anche la 'Tristeza' degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV) proveniente dall'Asia Minore, per cui nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti. I controlli in uscita sui prodotti agricoli pugliesi non sono altrettanto pressanti e stringenti su piante e prodotti esteri con un danno incalcolabile per l'agricoltura pugliese» - chiosa il presidente Muraglia.

Prospettive future e l’impegno di Dell’Aera

Se da un lato la parte politica è coinvolta nel dover assicurare pari trattamento e controllo per i prodotti pugliesi e quelli esteri, dall’altro è sempre la politica a doversi impegnare sul fronte strettamente tecnico della lotta, in questo caso, alla Drosophila.

coldiretti turi

Tornando, infatti, alla notizia di agosto che ha interessato il lontano, ma vicino, Trentino, le risorse per iniziare a combattere l’insetto furono già all’epoca inserite nella manovra di assestamento al bilancio ed è stata sempre la Regione a stanziare le prime risorse per predisporre le sperimentazioni sull'utilizzo dell'imenottero antagonista alla Drosophila. Utilizzo che, a differenza di Svizzera e Francia, non ha trovato subito il placet del Governo Nazionale, perché in Italia sussiste il divieto di introduzione in ambiente di parassitoidi o altre specie non autoctone. Se qualcosa è stato fatto, è stato grazie ad una deroga del divieto di cui poc’anzi, motivata da fini sperimentali orientati all’interesse pubblico. E dunque, dopo aver per anni inseguito il sogno di arginare il problema con l’uso delle cosiddette reti anti-insetto, costosissime e invasive poiché richiedono la copertura di tutti gli impianti, adesso si guarda al futuro, sempre senza l’impiego di pesticidi: a quanto ci è dato sapere, sono la Trichopria drosophilae e la Ganapsis brasiliensis (sottospecie Japonica) i due profili di insetto antagonista su cui bisogna puntare, come anche suggerito dalle dichiarazioni di Giuliani il quale auspica un impiego di imenotteri per contrastare la preoccupante avanzata aliena.

Le istituzioni politiche devono tuttavia, come ribadito fino ad ora, fare la propria parte: «In qualità di Assessore all’Agricoltura proporrò, nel prossimo Consiglio Comunale utile, un apposito ordine del giorno con cui chiedere alla Regione Puglia di attivare un monitoraggio del fenomeno e non lasciare soli i nostri produttori. Nel frattempo sto coinvolgendo le Amministrazioni del nostro comparto per fare rete e farci sentire con un’unica grande voce insieme alle associazioni di categoria» – scrive sui social l’Assessore turese Stefano Dell’Aera.

“Sòtte o’ guàste, vèene l’aggiùste”

La direzione tracciata da queste sue dichiarazioni è perfettamente in linea con quanto richiesto da Coldiretti Puglia ed è interessante capire se, in questa tragedia economica, non possa davvero crearsi quella rete “rossa” a cui Dell’Aera fa riferimento: chissà se, magari, non possa essere questo il presupposto per un’unione che in futuro rappresenti il punto di partenza di nuovi spunti di sviluppo condivisi e supportati dalla sinergia che si verrebbe a creare tra le varie realtà cerasicole del sud est barese. D’altronde, da anni, in molti attendono tutto ciò per il bene della Ferrovia: chissà se, magari, come si suol dire dalle nostre parti, “sòtte o’ guàste” non venga “l’aggiùste”. Unisce più un funerale che un matrimonio? Vedremo.

LEONARDO FLORIO

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