Giovedì 15 Aprile 2021
   
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Botti di Capodanno, arriva l’ordinanza del sindaco

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Vietato utilizzare qualsiasi articolo pirotecnico fino al 6 gennaio

Il 27 dicembre il sindaco Tina Resta ha emanato un'ordinanza, contingibile e urgente, che vieta fino al 6 gennaio “ogni tipo di sparo in luogo pubblico di prodotti pirotecnici”, anche se di libera vendita. Nello specifico, non si potrà utilizzare alcun fuoco d’artificio “a meno di 200 metri dai cosiddetti luoghi sensibili, quali chiese, case di cura e case di riposo per anziani, scuole di ogni ordine e grado, uffici pubblici e ogni altro luogo di aggregazione”.

In parallelo, nello stesso periodo, è vietata la vendita degli articoli pirotecnici che abbiano effetto scoppiante, crepitante o fischiante, tipo raudi o petardi.

Il provvedimento nasce dalla volontà dell'Amministrazione di tutelare la sicurezza dei minori, che spesso si trovano a maneggiare botti e petardi senza la giusta cognizione, e l’incolumità degli animali domestici e selvatici, che, terrorizzati dal fragore delle esplosioni, perdono l’orientamento, aumentando il rischio di smarrimento e la possibilità di procurarsi lesioni. Inoltre, lo spirito dell’ordinanza mira a prevenire gli eventuali danni economici a carico del patrimonio pubblico e privato, come ad esempio gli incendi connessi all'accensione incontrollata di articoli pirotecnici.

Multe ‘salate’ per i trasgressori

I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. Il compito di vigilare affinché l’ordinanza sia rispettata è affidato ai Carabinieri e alla Polizia Locale. Le Forze dell’Ordine, se necessario ad accertare compiutamente le violazioni e al fine di sanzionare il maggior numero di trasgressori, potranno effettuare riprese fotografiche e filmati video. La stessa facoltà “viene concessa, nei luoghi pubblici o comunque aperti al pubblico, ad ogni cittadino che intendesse documentare nell'interesse proprio o della collettività la violazione della presente ordinanza”.

Difatti, si legge in un passaggio dell’ordinanza, “l'Amministrazione comunale intende fare affidamento soprattutto sul senso di responsabilità individuale e della sensibilità collettiva, affinché ciascuno sia pienamente consapevole delle conseguenze che tale comportamento può avere per la sicurezza propria e degli altri”.

Una risposta all’appello del dott. Totire

Il dispositivo del sindaco fornisce anche una risposta all’azione di sensibilizzazione promossa dal concittadino Vito Totire, medico del lavoro e consulente presso l'Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute. Qualche settiman fa, il dott. Totire aveva per l'appunto inviato al primo cittadino un appello a 'mettere al bando' botti e fuochi d'artificio, spiegando le varie motivazioni dell'iniziativa.

Di seguito pubblichiamo alcuni estratti del documento cofirmato da numerose associazioni.

“Si avvicinano giorni in cui sprechi, rifiuti e petardi abitualmente subiscono un’impennata. Non possiamo pensare di proporre e ancor meno di imporre sobrietà e frugalità assolute; certo, in alcune aree del mondo si festeggia col silenzio e la meditazione ma si tratta di esempi a cui non tutti, pare, intendono ispirarsi.

Dunque, vogliamo riproporre una realistica azione di contrasto a cominciare dalle “usanze” e dalle merci più pericolose. È doveroso, anche alla luce della ultima strage operaia di Barcellona Pozzo di Gotto, dove sono morti 5 operai in un contesto del quale pochi conoscono i veri e ingravescenti rischi. Concretamente, le materie prime sono cambiate e oggi hanno maggiore peso e incidenza le nano particelle che incrementano, rispetto alle materie prime più tradizionali, il rischio di esplosività. Senza dimenticare la strage di Modugno del 2015 e lo stillicidio continuo di morti in tante fabbrichette del sud d’Italia e dei diversi sud del mondo.

La prima azione deve essere dunque quella di contrasto alla produzione e all’uso dei fuochi artificiali; la seconda, più generale, deve essere tesa a ridurre sprechi, imballaggi, rifiuti e ogni forma di consumismo. Ancora: ridurre i rumori molesti in tutta la giornata e particolarmente nelle ore dedicate al riposo.

Come procedere:

1) Chiediamo ai sindaci, nelle more di un provvedimento nazionale che l’attuale ceto politico in carica non ha mai posto all’ordine del giorno, di emanare ordinanze di divieto d’uso e commercializzazione di botti e fuochi artificiali. L’anno scorso abbiamo assistito, ancora una volta, al disomogeneo procedere dei Comuni: divieti pochissimi, calendari di divieto (quando emanati) disomogenei, anche per comuni confinanti! Caos totale e assurde disomogeneità anche nella stessa Città Metropolitana (per esempio di Bologna)! Fatto sta che, se un Comune sponsorizza o paga penose manifestazioni pirotecniche, non ha alcuna credibilità nel proporre timide ordinanze tese a ridurre l’uso più violento e teppistico dei botti

2) Divieto di tutte le manifestazioni che prevedono roghi e incendi. Si tratta di manifestazioni sponsorizzate, gestite o tollerate da Comuni i cui sindaci magari, come si diceva, ammiccano a Greta Thunberg o perché hanno capito poco del movimento giovanile contro i cambiamenti climatici o, peggio, per pura ipocrisia.

3) Oltre il target “botti e fuochi”, l’azione di contrasto dovrebbe diventare culturale, territoriale, capillare. È certamente difficile perché non ha un singolo obiettivo fisico e specifico ma deve mirare ad un cambiamento complessivo dei costumi e dei comportamenti; comunque, sia pure controcorrente, dobbiamo pur andare avanti.

Per concludere chiediamo ai cittadini (a noi tutti e a noi tessi) di interrogarci/si sul livello di inquinamento e spreco che ogni singola merce produce; ai sindaci (in assenza di una decisione politica e in assenza di una pure auspicabile linea-guida dell’ANCI) di emanare ordinanze di divieto di commercializzazione e uso di botti e fuochi artificiali, se possibile non per singoli Comuni ma per aree sovracomunali omogenee.

Per evitare, il 2 gennaio, di dover fare la solita conta di feriti e mutilati, che con una energica azione di prevenzione e contrato potrebbe ridursi fino ad azzerarsi. Boicottiamo le manifestazioni, le feste, le parrocchie che fanno fuochi fatui, cominciando a censire quelle che sprecano e inquinano e quelle, invece, virtuose”.

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