Giovedì 01 Ottobre 2020
   
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DONARE FA BENE!

fidas (2)

L’impegno della Fidas Turi per promuovere la “cultura del dono”

Ci avviciniamo velocemente al Santo Natale. Cominciamo a prendere atto del fatto che non possiamo sfuggire all’ansia da “pensierino dell’ultimo secondo”; iniziamo ad organizzare pranzi e tavolate con zie, zii, fratelli, cugini e chi più ne ha più ne metta; da lontano, come un’eco, sentiamo giungere minacciosa la fatidica domanda: Che si fa a Capodanno?… Insomma, il pentolone colmo di preparativi natalizi comincia a bollire. Le strade, i negozietti, noi stessi ci tingiamo di rosso per festeggiare, perché si sa, il rosso è il colore tipico di questa festività. Questo colore, rappresentando il sangue, è simbolo, sin dall’antichità, di nascita e di rinascita. Ed è proprio una rinascita che si garantisce donando sangue.

Il primo dicembre, la Fidas Turi si è occupata proprio di questo: ha raccolto ben 28 sacche di sangue provenienti da 32 donatori. Si può parlare di un bilancio estremamente positivo, anche a detta del presidente della Fidas Turi, Michele Troiano, che da anni si impegna intensamente per promuovere e richiamare l’attenzione su un tema così importante. Michele è uno dei volti del volontariato vero, che nonostante la scarsa presenza delle Istituzioni, una struttura non ideale come sede, sceglie di lottare a nome di quelli che non possono farlo: talassemici, anemici, ustionati, chiunque, per le più varie necessità, abbia bisogno di sangue per continuare a vivere.

Ma nel mondo quanto si dona? Le donazioni di sangue sono in aumento e hanno toccato la quota di 112,5 milioni all’anno, ma la metà di queste arriva da Paesi ad alto reddito, dove purtroppo vive solo il 19% della popolazione mondiale. E in Italia? Nel 2018, i donatori sono stati 1.682.724, con un aumento dello 0,2 % rispetto al 2017. I giovani donatori, però, sono ahimè pochi. Il donatore italiano medio è avanti con l’età. Quelli dai 18 ai 25 anni stanno, ormai, sparendo dal 2013. Diminuisce anche il numero di coloro che per la prima volta donano il sangue. A Michele Troiano abbiamo chiesto un personale parere proprio per spiegare lo scarso avvicinamento dei giovani a questo gesto di grande nobiltà. “Molto – ci spiega – è dovuto al fatto che i giovani sono poco informati. Dovremmo cominciare il percorso di sensibilizzazione a partire dalle scuole medie, anche facendo un solo incontro l’anno. I ragazzi avrebbero modo di informare a loro volta le famiglie, allargando il bacino di utenza”.

Giovani, donare fa bene! Non è solo spicciola campagna pubblicitaria. Questa pratica non è solo indispensabile per chi riceve, ma appare un toccasana anche per chi dona. Eh, no, non ci stiamo riferendo ai soli benefici psicologici del gesto; si fa riferimento a recenti studi, i quali hanno dimostrato che donare il sangue, almeno una volta l’anno, ridurrebbe il rischio di sviluppare diabete mellito e patologie a carico dell’apparato cardiovascolare (la donazione abbassa, infatti, i livelli di ferritina tissutale). Il prelievo, si ripercuote, quindi, sui depositi di ferro, con un conseguente incremento del flusso arterioso. Il prelievo di sangue riduce, inoltre, la viscosità ematica (il sangue diventa più fluido e si abbassa così la possibilità di sviluppare trombi).

Per concludere, rosso o blu? Per definire la condizione di nobiltà di discendenza di una persona è comunemente utilizzata l’espressione “sangue blu”. Tale definizione risalirebbe al Medioevo e farebbe riferimento al fatto che i nobili fossero soliti rimanere all’interno dei loro possedimenti senza esporsi al sole, per cui la loro carnagione era talmente chiara da lasciare intravedere le vene, di colore bluastro. Bene, ci piace immaginare, che ogni persona che decide di donare un po’ di ciò che scorre nelle sue vene, abbia il sangue blu! In passato, forse, i nobili erano quelli che non uscivano di casa e rimanevano nelle loro fortezze. Oggi, i nobili sono quelli che decidono di uscire a donare. In quelle vene, in quelle persone, riconosciamo il vero sangue blu, frutto di una nobiltà molto più importante: quella dell’animo.

MARIANNA LUISI

Commenti  

 
Michele troiano
#1 Michele troiano 2019-12-10 20:42
La fidas turi ringrazia
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