Domenica 15 Dicembre 2019
   
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I nostri volontari salpano in aiuto dell’Albania

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Digilio e Lacidogna resteranno a Durazzo per cinque giorni, collaborando alle operazioni di soccorso

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È di 28 morti e 600 feriti il bilancio provvisorio del sisma di magnitudo 6.5 sulla scala Richter che, alle 3.54 di lunedì 25 novembre, ha colpito la costa settentrionale dell'Albania, diffondendo la sua eco devastante anche nell’entroterra.

Il più forte terremoto che il Paese delle Aquile ha vissuto dal 1979, quando una scossa di magnitudo 6.9 causò 136 vittime e oltre mille feriti.

A sottolineare il dato storico è una nota del Ministero della Difesa albanese, impegnato fin dai primi minuti a coordinare le squadre di soccorso per sottrare quante più vite possibili alle macerie degli edifici crollati nelle città di Durazzo e nel borgo di Thumana, i due centri più colpiti dal sisma avvertito distintamente anche in Puglia, dove fortunatamente non ha causato danni.

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Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano, il sisma ha avuto epicentro tra Shijak e Durazzo. La prima scossa, la più forte, è stata avvertita qualche minuto prima delle 4.00 e, dopo una mattinata in cui si sono susseguiti 250 movimenti di assestamento, la terra ha ripreso a tremare nel primo pomeriggio quando, intorno alle 14.00, a nord di Durazzo si è registrata una nuova scossa di magnitudo 5.

E mentre si continua a scavare tra le rovine di palazzi e hotel accartocciati su se stessi, sembra che il bollettino delle vittime sia tragicamente destinato a salire, anche in considerazione delle 15 persone che al momento risultano ancora ufficialmente disperse. Molti italiani, che per ragioni di studio o lavoro erano in Albania, hanno deciso di rientrare a casa, lasciandosi alle spalle il ricordo ancora vivido di una notte infernale e il panorama di una terra segnata profondamente dalla furia della natura, con interi quartieri rasi al suolo e migliaia di sfollati che hanno trovato riparo nelle tendopoli allestite all’interno dei palazzetti sportivi delle città coinvolte dal sisma.

La macchina dei soccorsi

Il Sistema Nazionale di Protezione Civile si è immediatamente attivato per rispondere alla richiesta di supporto lanciata dalle autorità albanesi. Già nella serata di martedì 26 novembre, sono salpati dal porto di Bari, con destinazione Tirana e Durazzo, risorse umane e materiali che stanno aiutando a gestire queste prime concitate fasi dell’emergenza: si tratta di diversi mezzi e oltre duecento uomini tra Vigili del Fuoco, unità cinofile, personale medico e volontari delle colonne mobili del Servizio regionale pugliese di Protezione Civile.

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Tra i coraggiosi eroi, che non hanno esitato a immergersi nell’inferno post sismico pur di aiutare a salvare vite umane, anche due componenti della Protezione Civile di Turi: Nicola Di Giglio e Nicola Lacidogna. I nostri volontari, assieme a un centinaio di colleghi pugliesi, saranno impiegati nell'allestimento di un campo di assistenza per circa 250 persone. Secondo le prime notizie si fermeranno circa cinque giorni, offrendo supporto a feriti e sfollati. Una prova di solidarietà che attesta, una volta in più, il nobile sentimento che muove l’operato della Protezione Civile di Turi, pronta a esporsi in prima linea senza chiedere nulla in cambio.

Una “grandezza d’animo” sottolineata anche dal sindaco Tina Resta, che ha voluto ringraziare i nostri concittadini con un post pubblicato sul suo profilo ufficiale: «Da stamattina (mercoledì 26, per chi legge) due volontari del gruppo di Protezione Civile del Comune di Turi sono presenti in Albania per prestare soccorso al popolo albanese, distrutto dopo il tragico terremoto. Grazie per la grandezza d'animo e per la vostra umanità. Buon lavoro!».

Nel frattempo, è arrivata la disponibilità a collaborare anche da parte dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bari. «Dalle prime comunicazioni della Protezione Civile – scrive il presidente Roberto Masciopinto – abbiamo dedotto che si trattasse, purtroppo, di una scossa importante e che avesse causato feriti e danni ingenti. Siamo solidali con i nostri fratelli albanesi, molti di loro sono parte integrante della nostra comunità professionale e molti nostri colleghi ed imprese del territorio lavorano in Albania. Inoltre, ci teniamo a rendere noto anche che siamo a disposizione qualora dovesse essere richiesto il nostro aiuto per approfondire quanto avvenuto e collaborare alla gestione dell’emergenza post sisma. In tal senso, abbiamo già allertato i nostri specialisti».

FD

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Commenti  

 
Nik
#1 Nik 2019-12-03 20:06
Elogio per i nostri due concittadini Esempio unico per il gesto di generosità e stima alla nostra protezione civile BRAVI RAGAZZI
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