Domenica 15 Dicembre 2019
   
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Auser Turi: ignorata dalle politiche culturali

Il presidente Antonio Conte

Antonio Conte: “L’appello che rivolgo alla dott.ssa De Carolis è di essere l’assessore alla Cultura di tutti”

“Dialogare, cambiare e crescere”. Queste le tre parole chiave che da sette anni motivano l’impegno sociale e culturale dell’Auser Turi, guidata dal suo presidente Antonio Conte. La missione dell’associazione è coinvolgere gli anziani nella vita della nostra comunità, organizzando eventi culturali e ricreativi che, favorendo il cosiddetto “invecchiamento attivo”, contrastino la piaga dell’isolamento, in cui spesso si cade per assenza di opportunità di socializzazione. Un obiettivo tanto nobile quanto faticoso, e se le Istituzioni scelgono di ignorarti, la strada diventa ancora più in salita.

«Quando ho chiesto di parlare con l’assessore alla Cultura – ci spiega Antonio Conte – mi è stato detto che dovevo “prenotarmi”. Ho preso il “biglietto” e mi sono messo pazientemente in fila, in attesa che si liberasse uno spazio nella fitta agenda della dott.ssa De Carolis. Non avendo avuto fortuna, dopo qualche settimana ho inviato ben due lettere all’indirizzo dell’assessore, rinnovando la richiesta di un incontro per ragionare insieme sulla possibilità di avviare un dialogo tra Auser e Amministrazione, stabilendo un rapporto di reciprocità in cui ognuno faccia la sua parte per arricchire il paese. Finora, oltre al silenzio, non è arrivata altra risposta. Così come non è mai arrivata risposta alle due lettere che ho protocollato all’indirizzo del sindaco e alla recente richiesta di confronto con il consigliere Onofrio Resta, delegato alle politiche sociali».

Un’occasione (finora) persa

«Un atteggiamento bizzarro – prosegue Conte – se si considera che l’Auser Turi è una delle prime associazioni turesi per numero di iscritti, organizza durante tutto l’anno corsi e attività gratuiti, senza mai pretendere nulla. La nostra è un’associazione di cui fanno parte famiglie e persone di tutte le età, di diversa estrazione sociale e culturale. Da quando è stata fondata si è ben inserita nel tessuto sociale del paese, organizza - gratuitamente e durante tutto l’anno - corsi e attività che contribuiscono alla crescita umana, sociale e culturale della nostra comunità. Vorremmo continuare nella nostra attività, collaborando con le Istituzioni, ma veniamo ignorati!».

Una collaborazione che potrebbe essere ancora più proficua: l’Auser, in ottemperanza alla riforma del Terzo Settore, ha adeguato il proprio statuto entrando a pieno titolo tra gli Enti del Terzo Settore (Ets). Un passaggio rilevante giacché, come sancisce il relativo Codice, le pubbliche amministrazioni hanno una maggiore possibilità di coinvolgere gli Ets nella programmazione e nella gestione di “servizi sociali di interesse generale”, attivando convenzioni o partenariati. Due strumenti, questi ultimi, che, oltre a incentivare la cultura del volontariato, risultano vantaggiosi per il Comune sia dal punto di vista economico che da quello operativo, in ragione della capacità delle associazioni di volontariato – radicate nel territorio e non animate da meri scopi lucrativi – di fornire risposte concrete ai bisogni e alle aspettative della comunità.

Una rappresentanza dei soci Auser Turi

“Un Natale senza anziani”

Anche per il contenitore degli eventi natalizi l’Auser è stata relegata ai margini: nessuno da Palazzo di Città ha pensato di coinvolgerla, fosse solo per ascoltare cosa avesse da proporre; nessuno ha pensato che valesse la pena ritagliare uno spazio di inclusione per gli anziani e le loro potenzialità, nonostante i nostri nonni a Turi “valgano” un terzo della popolazione.

«L’appello che rivolgo alla dott.ssa De Carolis è di essere l’assessore alla Cultura di tutti, non solo di una manciata di associazioni, privilegiate in base a ignoti parametri. Si ha l’impressione – contesta Antonio Conte – che manchi una regia capace di strutturare un cartellone di eventi, che coinvolga tutte le associazioni e che venga promosso con le giuste strategie di comunicazione. In campagna elettorale si è sbandierata l’intenzione di creare quella famosa “rete tra i promotori culturali turesi” per partorire un’idea comune sotto cui riunire le singole iniziative. Oggi, incassato il consenso, buona parte di quello che si è urlato dai palchi è già sbiadito, diventando vago ricordo».

«Turi e le politiche culturali – chiosa amaramente il presidente dell’Auser – continuano a vivere il flagello di una politica autoreferenziale, che si innamora della propria immagine riflessa e dimentica che oltre lo specchio c’è un mondo concreto, di appelli e bisogni inascoltati. Come ho ribadito in varie circostanze, una comunità che trascura i suoi “nonni”, o peggio li guarda con fastidio come “vecchietti”, è destinata a smarrire la “memoria del futuro”, quel patrimonio immateriale di valori e tradizioni che rappresenta la base solida su cui costruire la propria identità e l’idea di città cui aspiriamo».

Fabio D’Aprile

Commenti  

 
Di Giannantonio
#1 Di Giannantonio 2019-11-26 17:34
Dopo il momento d'oro vissuto col Commissario siamo tornati alla politica arrogante che non ascolta i cittadini.
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