Domenica 15 Dicembre 2019
   
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SCOUT FOR FUTURE: “IO MI RIFIUTO”

scout portacicche

Installati i cinque portacicche. Spetta ora ai cittadini ‘usare il buonsenso’

Ebbene sì, il nostro pianeta non è più quell’oasi di serenità che Boccaccio descriveva, immersa nella natura incontaminata, dove godere dei piaceri della vita lontano da un mondo di dolore e violenza. Effettivamente, si sente parlare sempre più frequentemente di alluvioni, riscaldamento globale, scioglimento di ghiacciai e calotte polari, fenomeni di erosione, inondazioni, carenza di risorse idriche, incendi forestali, siccità e ondate di caldo e così via… Queste sono solo alcune delle tante conseguenze dei cambiamenti climatici in corso, che portano a rischi molto importanti per la vita umana e per la società.

I cambiamenti climatici sono proprio l’effetto delle variazioni del clima che da sempre ha modellato la vita sulla Terra. Tutto segue un equilibrio perfetto fino a quando i gas serra contenuti nell’atmosfera, fra cui l’anidride carbonica, riescono ad intrappolare il calore del sole e mantenerlo in quantità sufficienti: tuttavia, l’uomo, con le sue attività, produce molta altra anidride carbonica alterando le temperature globali. Ed è qui che bisogna intervenire: ecco perché milioni di giovani sono scesi in piazza, nel cosiddetto “Global Strike for Future”, per sollecitare i leader mondiali ad impegnarsi concretamente per salvare la Terra.

Ma anche a Turi, l’azione non è venuta meno: parliamo proprio del progetto “Io mi rifiuto” portato avanti dai ragazzi del Clan Aung San Suu Kyi, del Gruppo Scout Turi 1. Infatti, il 4 maggio, nell’oratorio della Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice, i giovani organizzarono un convegno per sensibilizzare la popolazione riguardo l’abbandono dei rifiuti sul territorio: furono affrontati diversi temi, come ad esempio quanto un rifiuto impiega per decomporsi naturalmente, l’inquinamento delle falde acquifere e le diverse tipologie di plastica presenti in commercio.

Il clan, che utilizza come proprio motto “Io mi rifiuto”, annotò l’importanza di godere della bellezza della nostra natura e per fare ciò bisogna attuare dei cambiamenti, dei comportamenti finalizzati alla salvaguardia e tutela dell’ambiente: e perché non cominciare dalle piccole cose, come ad esempio gettare una cicca di sigaretta? Ecco come, gli scout hanno avuto l’idea di realizzare cinque portacicche, lavorati a mano e curati creativamente e fantasiosamente. Infatti, ciascuno dei contenitori è diviso in due parti e riporta alla sommità una simpatica domanda, in modo tale che i cittadini, buttando la cicca in una o nell’altra parte, possano dare la risposta che più desiderano. Le domande sono davvero variegate, passando da quello che si considera l’acquisto migliore per il Fantacalcio, alle prospettive per il futuro, al tempo libero e agli eventi da valorizzare durante l’estate turese, a domande riguardo le preoccupazioni sui cambiamenti climatici.

I cinque portacicche sono stati installati in paese lo scorso 7 novembre, accompagnati da un post del sindaco Tina Resta che recita «“La Terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”. Il rispetto dell'ambiente deve essere per ognuno di noi una priorità. Ogni piccolo gesto può fare la differenza!»

La domanda che resta da porci è la seguente: “vengono realmente utilizzati?” Effettivamente, giungono segnalazioni che mostrano come i mozziconi di sigarette non vengano buttati nei portacicche, ma a terra. A Casamassima, la questione viene commentata ironicamente sui social: «Non è meglio da noi che almeno non ci sono e abbiamo una scusa reale per buttarle a terra?». Si potrebbe dire che la situazione è non poco paradossale e imbarazzante. Ci auguriamo che i cittadini facciano davvero uso dei portacicche… e del loro buonsenso.

SIMONA BIANCO

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