Attuazione della Rete Trauma nella Regione Puglia

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Finalmente percorsi chiari per ridurre decessi e disabilità evitabili

Nei giorni scorsi è stato emanato il documento tecnico per l’attuazione della rete trauma della Regione Puglia, ispirato al Decreto Ministeriale 70 del 2015, in cui l’introduzione precisa che:

“Poiché il trauma maggiore è una condizione clinica tempo-dipendente, tali provvedimenti sono finalizzati a far sì che i pazienti con trauma maggiore giungano, nel più breve tempo possibile, nella struttura ospedaliera in cui possano ricevere il trattamento definitivo […] Tanto al fine di ridurre i decessi e le disabilità evitabili”

A questo riguardo Turi ha già pagato a caro prezzo la mancanza di indirizzi univoci e giudiziosi sulle fasi successive al trauma stradale e che destinavano il paziente al posto più vicino, che non sempre era quello più adeguato alle condizioni di gravità del traumatizzato, indirizzo che da assessore provinciale ho contestato duramente nel corso delle audizioni in seno al Comitato Provinciale della Sicurezza.

È esemplificativa l’esperienza drammatica e per certi versi grottesca del giovane turese Danese, che investito sulla statale 172 tra Putignano e Turi nonostante il gravissimo stato fu avviato al Pronto Soccorso di Putignano, notoriamente non provvisto delle competenze necessarie per questo tipo di danni, e solo dopo avviato all’Ospedale di Acquaviva, certamente più adatto, dove però arrivò morto, portandosi dietro la denuncia di ben sette medici, probabilmente per colpe non personali.

Esempio ancora più sconvolgente se si pensa che esattamente un anno prima lo stesso giovane era incorso in una situazione simile sulla stessa strada e, portato al Pronto Soccorso di Putignano in fin di vita per shock emorragico gravissimo e trauma cranico, per tutta una serie di eventi fortunati che ho vissuto personalmente, fu in tempo trasferito al Policlinico di Bari, dove dopo ben 15 ore di intervento chirurgico (con ben tre equipe chirurgiche a lavoro) e dopo una lunga degenza riuscì a salvarsi!

Certo, eravamo negli anni 2012-2013 e ora le cose sono sicuramente migliorate, perché al medico è lasciata una certa libertà sul destino del traumatizzato, ma la nuova regolamentazione individua con certezza e con percorsi obbligati la strada da seguire per l’afferenza del traumatizzato alla struttura a lui più congeniale in relazione alla gravità del caso e alla tipologia di organi coinvolti.

Il SIAT (Sistema Integrato di Assistenza al Trauma), così si chiama il nuovo percorso, è costituito da una rete di ospedali per la fase acuta dei traumatizzati, ubicati in aree geografiche auspicabilmente coincidenti con le aree di competenza delle centrali operative del 118. Ogni SIAT ha un bacino di utenza ottimale di 2 milioni – 4 milioni di abitanti.

Per ciò che concerne le risorse e le competenze di ciascun ospedale, il già citato Decreto Ministeriale 70/2015 distingue tre livelli:

- Centri Trauma di Alta Specializzazione (CTS), ubicati in una struttura sede di DEA di II livello con Team del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dedicato alla gestione del trauma maggiore;

- Centri Trauma di Zona (CTZ), collocati in una struttura sede di DEA di I o II livello;

- Pronto Soccorso per Traumi (PST), ubicati in ospedali dotati di Pronto Soccorso e di risorse sufficienti a garantire 24 ore su 24 il trattamento immediato, anche chirurgico, per la stabilizzazione emodinamica e respiratoria del traumatizzato.

L’alterazione di almeno uno tra i tre parametri vitali (respiro, pressione, coscienza), identifica il codice rosso, che nel 78% dei casi è associato ad un trauma maggiore. Se i parametri vitali sono normali la presenza di un indicatore di meccanismo traumatico ad alta energia identifica il codice giallo. Tutti i codici rossi e gialli devono essere avviati preferibilmente al CTS o tutt’al più, nei casi di trauma cranico, a un CTZ con Neurochirurgia.

Il SIAT 2 comprende la Città Metropolitana di Bari e, verso Ovest, il territorio collinare delle Murge. La CO 118 è quella di Bari con:

- CTS: A.O. Policlinico di Bari

-CTZ: Ospedale Bari-Sud “Di Venere” (con Neurochirurgia); Ospedale “San Paolo” di Bari; Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti; Ospedale di Altamura; Ospedale di Corato.

- PST: Ospedale di Monopoli; Ospedale di Putignano; Ospedale di Martina Franca (spostato da SIAT 3 a SIAT 2); Ospedale di Molfetta; CBH (ex Mater Dei).

Prof. Onofrio Resta