Venerdì 24 Gennaio 2020
   
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“Gramsci gay”: dopo tre anni viene ripulito il murale

L'atto vandalico del 2016

PicTuri, Retake, le segnalazioni di Piero Rinaldi, l’intervento dell’Amministrazione, l’indignazione collettiva ed un’eredità intellettuale ancora da liberare

Contrariamente a quanto riportato da un organo di informazione parecchio discutibile attivo sul nostro territorio, la scritta “gay” sul volto di Gramsci dipinto sulla “grave” di Largo Pozzi non risale agli scorsi giorni: inutile poi discutere sui vari dettagli aggiunti artificiosamente per creare una notizia in realtà vecchia di tre anni. Prima di procedere oltre, è bene fare alcune considerazioni. Ciò che più appare deplorevole non è la deturpazione in sé di un’opera d’arte, ma la scelta di apporre sul viso del fondatore del Partito Comunista Italiano la parola “gay” come se fosse un insulto, piuttosto che l’attestazione di un orientamento sessuale.

A modesto parere di chi scrive, ritenere questo termine un’offesa – e dunque cancellarlo - significa cadere nella trappola di chi 3 anni fa decise di impugnare una bomboletta spray per fare dell’ironia piuttosto infantile: forse sarebbe stato più significativo continuare l’elenco, riportando sotto la parola “gay” tutti gli altri orientamenti sessuali contemplabili nella natura umana.

Se questo potrà sembrare visionario, psicotico agli occhi del lettore, è bene ricordare un fatto accaduto lo scorso Gennaio a Ravenna finito poi su molti notiziari; per comprendere meglio la questione ecco qui l’estratto di un articolo apparso su corriere.it: “«Il preside è gay», ha scritto qualcuno in nero sul muro della scuola. Ma quando gli hanno fatto notare la cosa, Gianluca Dradi — il dirigente scolastico del liceo scientifico «Oriani» di Ravenna — ha deciso di non cancellarlo. Anzi. «Ciò che offende non è la falsa attribuzione di una condizione, ma il fatto che uno studente del mio liceo l'abbia pensata come un'offesa. Non la farò cancellare: resti lì come pietra d'inciampo per l'intelligenza umana. Dradi ha poi aggiunto: «In un primo momento la mia reazione è stata semplicemente un'alzata di spalle. Poi però ha prevalso l'idea di cogliere l'occasione per un piccolo gesto educativo nei confronti del presunto autore”.

Fatta questa dovuta premessa, sfogliamo a ritroso il calendario per tornare al 2013 e, più tardi, al 2015.

Le iniziative di Artemista: Picturi 2013 e 2015

PicTuri 2013

Nel 2013, durante l’Amministrazione di Onofrio Resta ed in occasione della sagra delle percoche, l’associazione “Artemista” si impegnò assieme alla Pro Loco per dare un nuovo volto alla grave di Largo Pozzi. I ragazzi dell’associazione si adoperarono volontariamente per ridipingere gli intonaci fortemente scrostati della grave: terminata questa operazione i writers conversanesi Cesare "Shia" Totaro, Vito "Sauz 52" Boccuzzi e René "Suen" D'Aragona mostrarono tutto il loro estro nel “lettering” e nella riproduzione di un piacevole volto femminile, tra l’altro poi anch’esso imbrattato, sempre nel silenzio di tutti. Forse nessuna testata nazionale si accorse di nulla e dunque nessun turese gridò allo scandalo, destandosi dal sonno. Alcuni riquadri della grave vennero inoltre dedicati a giovani concittadini, desiderosi di contribuire in maniera artistica all’evento.

PicTuri 2015 (2)

Due anni più tardi, nel 2015, l’occasione venne riproposta durante l’Amministrazione di Menino Coppi: non tutta la grave venne ridipinta, ma solo alcuni spazi; a compensare questa limitazione artistica, c’era però la tribute band dei Litfiba ed i writers chiamati ad intervenire che, in quanto professionisti, si dimostrarono anche più capaci rispetto ai precedenti. I retroscena di pura ignoranza non mancavano già all’epoca e forse in questa città non ne saremo mai esenti; ecco a tal proposito la testimonianza di Carmen Meliota, membro di Artemista: “Chiunque ha voglia di fare qualcosa di disinteressato per questo paese, finisce per essere bersaglio di tutti i mentecatti da bar che criticano senza sapere mai nulla di quello che c’è dietro l’organizzazione di qualcosa. Di Sant’Oronzo hanno sempre detto che “père nu droghète”, perché ha gli occhi rivolti verso l’altro. Riguardo Gramsci, la maggior parte della gente che ci passava davanti non sapeva chi fosse. Insomma, sempre tutto motivante e costruttivo in quel di Turi”.

PicTuri 2015 (4)

Persino sul nome dell’evento la stupidità si spreca: “Volevamo chiamarlo “Pozz’Art”, ma molti iniziarono a parlare di “Puzz’Art”. Comunque sia Gramsci venne dipinto nella seconda edizione, quella del 2015. Ed i mentecatti anche qui non persero occasione di tacere, affermando che avevamo realizzato Gramsci perché ce l’avevano imposto i “comunìste”. Poco tempo dopo il suo volto venne imbrattato: per mancanza di fondi non lo abbiamo potuto ripristinare subito. L’autore del graffito non era disposto a tornare gratis e purtroppo noi non disponevamo di nessuna cifra di fondo cassa”.

Ecco invece le parole di Nicola Zita, presidente di Artemista: “Dispiaciuto che la scorsa Amministrazione di centrosinistra non abbia ritenuto necessario intervenire a tutela di un simbolo della sinistra. Soltanto dopo il clamore creato dai quotidiani nazionali nei giorni scorsi, qualcosa si è mosso. Ringrazio comunque l’Amministrazione attuale per essersi impegnata e ci scusiamo per non aver insistito prima con le segnalazioni”.

La denucia del 2016

La segnalazione di Piero Rinaldi

Come detto poc’anzi, nonostante la centralità della grave, pare che per tre anni nessuno si fosse accorto delle deturpazioni presenti non solo sul volto di Gramsci, ma anche su altri murales, tra l’altro meno piacevoli all’occhio. Non mancano infatti simbologie falliche ed un cuoricino che, manuali di criminologia a parte, lasciano pensare ad un’azione compiuta da un ragazzino desideroso di attenzione, in piena tempesta ormonale. Quantomeno l’ipotesi del fascismo sarebbe in tal caso scongiurata.Piero Rinaldi

Tornando al clamore mediatico che ha destato i turesi dal sonno, tutto è partito da una segnalazione del 10 Novembre di Piero Rinaldi, barese di nascita e turese da circa 10 anni. Ecco le sue dichiarazioni: “È capitato che domenica mattina sono andato a piedi in Largo Pozzi e sono ripassato a vedere i murales, che tanto avevo apprezzato quando furono realizzati, presenti sulla costruzione che tutti chiamano “La Gravina”. In particolare mi aveva colpito il murale dedicato ad Antonio Gramsci, noto intellettuale comunista che, all'epoca del fascismo, fu detenuto, per motivi politici, nel carcere di Turi. Ora, vederlo lì, infangato da una scritta omofoba, inopportuna e di chiara entità dispregiativa nei confronti di un personaggio così importante anche per le sue qualità intellettuali, mi ha fatto molto male. Lo so, non si tratta di un monumento, è "solo" un disegno su un muro, ma ho ritenuto segnalarlo, al fine di porre in risalto un'azione priva di senso e perché spinto dal mio impegno civile per un paese che ritengo molto tollerante e per niente razzista. Ho dunque denunciato il tutto, sperando possa essere di esempio a tutti i cittadini di qualsiasi parte d'Italia, in questi tempi in cui l'odio prevale. C'è bisogno di preservare il senso civico e soprattutto il rispetto per gli altri e salvaguardare ogni forma d'arte”.

Retake Turi? Raffaele Valentini c’è.

La segnalazione di cui parla Rinaldi è stata da lui stesso rivolta a Retake-Bari. Ma cos’è Retake? Ecco ciò che apprendiamo dai social – “Trattasi di un movimento no-profit che parte dai cittadini e che ha come obiettivo la cura dei luoghi, dei beni comuni e la diffusione tra la gente di un senso di appartenenza verso tutto ciò che è condiviso come piazze, giardini, strade, scuole e qualunque cosa appartenga al vivere quotidiano. Retake Bari cerca di porre una diga un limite al degrado e riparare i danni procurati da atti di vandalismo”. Anche a Turi c’è gente che si mobilita in tal senso, ovvero MoBeDì, il Movimento per la Bellezza Diffusa, impegnatosi ad esempio, in stretta collaborazione con Navita srl., nella rimozione di una certa quantità di rifiuti che andavano a “popolare” le nostre campagne. Gruppi di questo genere però non bastano letteralmente mai e vedere anche a Turi una sezione di Retake, così come si registra in alcuni comuni limitrofi, non sarebbe affatto male: di lavoro ce n’è tanto e ce n’è per tutti. Di questa opinione è il gioielliere, candidato in Patto per Turi nell’ultima tornata elettorale, Raffaele Valentini: “Ad Aprile avevo provato a portare Retake nella nostra città. Da Roma però mi spiegarono che serviva un gruppo attento e coeso che formasse un’associazione attiva nel decoro urbano: l’idea è rimasta tuttavia in sospeso per questioni burocratiche, ma soprattutto per l’assenza di un gruppo nutrito. A Bari ci sono almeno 20, 30 persone impegnate a rimboccarsi le maniche in forma volontaria per il decoro della città. Considerando anche soltanto la strada del mio esercizio o il centro storico, l’immondizia che viene abbandonata è parecchia. Se ci sono turesi interessati a portare Retake qui a Turi, me lo facciano sapere. Io sono totalmente disponibile: troviamoci e creiamo questo gruppo”.

l murales restaurato

L’intervento: l’assessore Dell’Aera e l’artista Daniela Angelillo

E così, arriviamo finalmente all’intervento di ripulitura dell’11 novembre. Ecco il resoconto dell’assessore al decoro urbano Stefano Dell’Aera: “In seguito alla segnalazione di Retake e quindi all’articolo uscito su Repubblica, ci siamo attivati immediatamente e abbiamo individuato Daniela che, in maniera gratuita, si è prestata alla rimozione della scritta e al ripristino dell’opera. Il Sindaco ha inoltre ritenuto opportuno, a nome di tutta l’Amministrazione, sottoscrivere una nota dopo una serie di segnalazioni di tutto l’apparato che ruota intorno a Gramsci, col quale siamo in stretto contatto per quanto riguarda tutte le progettualità che prevedono la realizzazione del monumento di Pirri e la riqualificazione delle aree adiacenti al carcere”. Ci sono altre novità? Si interverrà anche sul resto della “grave”? “È stata anche determinata la ripulitura dell’intera grave dalle varie deturpazioni e si sta individuando l’azienda che provvederà in tal senso. La grave sarà ad ogni modo pulita e si interverrà sugli alberi presenti al suo interno; gli intonaci saranno invece oggetto di intervento successivo”.

Scopriamo adesso in cosa è consistito l’intervento dell’artista locale Daniela Angelillo, precisa nelle spiegazioni di seguito fornite: “Nella tarda mattinata del 10 Novembre, l’assessore Dell’Aera ed il sindaco Tina Resta mi hanno chiesto un sopralluogo a Largo Pozzi. Una volta arrivata, ho fatto dei saggi di pulitura e ho optato per quella chimica, eseguita mediante l’applicazione di miscela di solventi addensati (solventi in forma di gel); si è scelta questa tipologia di pulitura poiché permetteva di operare in maniera circoscritta, mirata alla scritta da eliminare, senza che il solvente percolasse sul resto del manufatto che tutto sommato era in buono stato. Sono state quindi rimosse anche le macchie presenti sul naso di Gramsci ed il disegno di un cuore stilizzato”. Un applauso va dunque doverosamente tributato all’Amministrazione e a Daniela Angelillo che, a titolo gratuito, ha voluto mettersi a disposizione per la risoluzione di questo problema.

Pd, Fratelli d’Italia e Tina Resta: un’indignazione condivisa

Anche le sezioni locali di PD e Fratelli d’Italia hanno fatto sentire il proprio dissenso riguardo l’accaduto. Ecco il commento del PD: “Cosa avrà avuto in testa quel ragazzo che ha pensato bene di sfregiare con un pennarello un simbolo della cultura europea? Perché Gramsci? Perché nella sua testa la parola “gay” è un insulto? Questo è un giorno triste per Turi, perché questi quesiti non avranno mai degna risposta, neanche se si scoprisse il responsabile e se gli fossero rivolte direttamente queste domande. Perché sono certa che neanche lui (o lei) lo sappia. Perché il vandalismo è un fenomeno sciagurato in quanto quasi sempre del tutto immotivato. Se invece alla base di questo gesto ci fosse una ragione, un’intenzione pseudo-politica o pseudo-ideologica, allora sarebbe davvero grave. Perché sarebbe segno che l’ignoranza e la tracotanza dei leoni da tastiera è debordata, ha superato i confini del virtuale per andare ad imbrattare i muri del reale. E mi cadono le braccia ben sapendo che l’autore del gesto ha voluto probabilmente colpire il simbolo non conoscendolo, ha voluto esprimere il suo micro-pensiero di opposizione alla cultura comunista non conoscendo né il comunismo né colui che ha contribuito a fondare il partito comunista italiano”.

Queste invece le parole di Fratelli d’Italia: “Ripulito giustamente e velocemente il murales di Antonio Gramsci a Turi. Un grazie all'Amministrazione Comunale tutta, all'assessore al decoro Stefano Dell'Aera per la solerzia e a Daniela Angelillo!”.

Concludiamo con la nota del Sindaco: “Si prova subito un sentimento di indignazione. Indignazione è la prima reazione dinanzi ad un atto di grande inciviltà che infrange la figura straordinaria di Antonio Gramsci. Il Comune di Turi ha avuto e ha il pregio di onorare Antonio Gramsci per la sua storia che lo lega profondamente e in maniera permanente alla nostra terra. E noi tutti ne siamo fieri e orgogliosi. L'intero Consiglio comunale e tutto il Paese prendono le distanze in maniera netta, forte e determinata da un gesto vandalico, vergognoso e incommentabile che procura amarezza, ma che stimola ad una maggiore vigilanza non solo sul gesto stesso, ma anche ad un'attenta riflessione sul pensiero collettivo”.

Liberiamo Gramsci

Intanto, in un articolo pubblicato sul nostro settimanale, la scorsa settimana, Tina Resta dichiarava: “Turi ha anche un bel patrimonio librario (inerente a Gramsci) nella nostra biblioteca che, a onor del vero, necessita di ristrutturazione”. Finora Gramsci ed il suo valore nella mente dei turesi non sono ancora riusciti a venir fuori dalla cella del nostro carcere: portare alla luce gli scritti che conserviamo, fornire manutenzione costante al murale a lui dedicato, nonché l’installazione artistica di Pirri potrebbero finalmente liberare l’eredità culturale di uno dei più grandi intellettuali italiani del secolo scorso, a Turi forse dimenticato, snobbato come d’altronde per anni lo è stata la scritta “gay”.

LEONARDO FLORIO

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