Domenica 17 Novembre 2019
   
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Spunta una “diga” in via Casamassima

diga via casamassima

Strada pubblica bloccata con pietre e tufi per “difendersi” dalla pioggia

Alcuni cittadini ci hanno segnalato la comparsa, in una traversa di via Casamassima, di una barriera fatta di tufi e pietre che blocca l’accesso a una strada pedonale pubblica. Parlando con i residenti del quartiere, abbiamo appreso che l’intenzione dell’autore del gesto sarebbe stata quella di creare un argine contro le acque meteoriche: non essendoci un tronco di fogna bianca, quando ci sono forti piogge, l’area tende irrimediabilmente ad allagarsi.

È vero che in caso di necessità bisogna ingegnarsi; tuttavia la soluzione adottata in questa circostanza ci pare sortire l’unico effetto di peggiorare la situazione. La “diga” improvvisata, oltre a costituire un potenziale pericolo per la viabilità, ha finito per creare non pochi disagi a chi in quella strada ha un garage o i contatori delle utenze: da tre mesi, ovvero da quando è spuntata la barriera, per parcheggiare la propria auto o effettuare la lettura dei consumi del gas si è costretti a impegnarsi in una poco pratica gimkana.

La segnalazione, oltre che dalla nostra redazione, è stata ricevuta anche dall’assessore Sandro Laera, che si è confrontato con il Comando della Polizia Locale. «Gli agenti mi hanno riferito che avevano già effettuato un sopralluogo – chiarisce Laera – prendendo atto dell’occupazione di suolo pubblico non autorizzata. E, in data 14 ottobre, accertato il responsabile dell’illecito, era stato inviato il relativo verbale di contestazione. Da quanto ho appreso, ora si è in attesa dell’avvenuta notifica di questo verbale in cui si intima il ripristino dello stato dei luoghi».

«Recentemente mi sono recato personalmente sul posto e non c’è alcun dubbio che quella barriera – afferma perentorio l’assessore – vada assolutamente rimossa perché insiste illegittimamente su strada pubblica, limita i diritti degli altri utenti e, per giunta, non risolve il problema per cui è stata pensata, ovvero fermare le acque meteoriche in caso di forti piogge».

«Laddove la parte in causa rifiuterà di ripristinare l’accesso – chiosa Laera – ci vedremo costretti a eseguire l’intervento in danno: previo parere della Prefettura, i lavori saranno effettuati a spese del Comune, che poi si rivarrà sulla parte inadempiente. Chiaramente, l’augurio è che prevalga il buonsenso e il rispetto tra vicini».

Da parte nostra, oltre a renderci disponibili a raccogliere le dichiarazioni di chi abbia diritto a intervenire sulla vicenda, continueremo a monitorare la situazione.

Fabio D’Aprile

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