Martedì 12 Novembre 2019
   
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La “Rivoluzione Caldararo” dell’IISS Pertini-Anelli

caldararo ites fai

Un bilancio dopo 40 giorni: la possibilità di una o più giornate dell’arte, l’importanza di fare rete col territorio e tanto altro

Alle porte di settembre, quando il sole estivo ancora non aveva lasciato spazio ai primi freddi autunnali, intervistavamo Giusy Caldararo per documentare l’inizio del suo mandato da dirigente scolastico dell’IISS “Pertini – Anelli” di Turi. Dal 16 settembre, data di inizio dell’anno scolastico 2019-2020, sono trascorsi circa 40 giorni: quali sono stati, in questo arco di tempo, i provvedimenti presi dalla neopreside turese? Tanti furono i propositi esposti all’epoca e, come stiamo per vedere, la maggior parte ha già trovato attuazione pratica nell’operato della Caldararo.

Preside Caldararo, volendo fare un primo bilancio del suo mandato, quali sono state le sue prime decisioni?

«Come si era detto nella nostra ultima intervista, una delle mie priorità ha riguardato la visibilità dell’istituto. In questi 40 giorni mi sono impegnata al fine di restituire all’IISS Pertini-Anelli un’impronta più innovativa rispetto al passato, in termini di comunicazione verso l’esterno: il nostro operato, i progetti realizzati e da realizzare non devono e non possono più restare visibili esclusivamente all’interno delle quattro mura dell’istituto scolastico. E dunque, se è vero che la ‘mission’ deve essere relazionata e coerente con la ‘vision’, abbiamo dato subito impulso all’innovazione digitale, apportando alcune modifiche al sito istituzionale della scuola per quanto concerne la sua immagine e le modalità di organizzazione, accesso e immissione dei documenti ufficiali. D’altronde dobbiamo rispondere anche noi alla legge della trasparenza, la 33 del 2013. Sempre riguardo la comunicazione esterna, abbiamo innovato la nostra pagina Facebook: prima si chiamava ITES “Sandro Pertini” Turi, mentre adesso riporta il nome completo ed ufficiale, ovvero IISS “Pertini-Anelli” Turi – Castellana. Anche l’immagine di copertina è cambiata: prima ritraeva un gruppo di nostri studenti coinvolti in un progetto scolastico, mentre adesso, per non privilegiare nessuno, abbiamo inserito la foto di un gruppo di ragazzi sconosciuti. Stiamo inoltre cercando di metter su la pagina Instagram dell’istituto, perché sappiamo che questo social rappresenta un collegamento veloce, adoperato dalla maggior parte dei ragazzi».

 

Quali contenuti andrete a pubblicare su questo profilo Instagram?

«Tutte le progettualità che noi facciamo, sempre con l’autorizzazione dei genitori che, di volta in volta, ci garantiscono di poter pubblicare le foto. Con ciò intendo tutte le progettualità didattiche, educative, gli eventi e le manifestazioni che andremo a svolgere, come ad esempio la giornata dell’arte sulla quale stiamo lavorando. Attraverso canali di questo tipo rendiamo visibile la nostra attività».

 

Tornando al suo mandato, cosa si attende nei prossimi sviluppi?

«In questo mese d’ottobre ci sarà il rinnovo dell’elezione dei rappresentanti di classe e d’istituto: dopo la loro votazione, ho promesso ai ragazzi di istituire il comitato studentesco composto da tutti i rappresentanti di classe votati e presieduto dal rappresentante d’istituto. Assieme al comitato andremo dunque a valutare tutti i progetti che possono interessare maggiormente i nostri studenti: tutte le progettualità che i professori presentano verranno giudicate anche in base a quanto sono curvate sui bisogni dei ragazzi, mentre questi ultimi avranno la possibilità di portare a scuola le esperienze e i suggerimenti che possono arricchire la vita scolastica. Per dirne una, nel nostro istituto non c’è mai stata un’attività di cineforum, magari programmata ogni 15 giorni, seguendo tematiche ben precise ed ovviamente educative. Per quanto riguarda la festa dell’arte, con i ragazzi stiamo valutando l’eventualità di organizzare non solo una giornata verso la fine dell’anno scolastico, ma di inserire e dilazionare questo evento anche durante le domeniche dedicate all’open day, tra dicembre e gennaio. Solitamente sono quattro e per ognuna di esse si è pensato di dare un taglio artistico specifico: ad esempio una domenica di open day si può dedicare al teatro, un’altra alla musica, un’altra ancora alla pittura ecc. Per adesso questa è solo un’idea che andremo a pianificare e calibrare in stretta collaborazione col comitato studentesco che andrà a formarsi. Di certo sappiamo quanto l’espressione artistica, assieme alla didattica, sia importante nella crescita delle giovani generazioni».

 

Nell’ultima intervista si era parlato anche di disciplina, di regolamento d’istituto e di quello che sarebbe stato il suo rapporto coi ragazzi.

«Sin da subito è stata stabilita una cosa molto importante: che, in qualità di preside, sono sempre a disposizione dei ragazzi. In quest’ottica di rafforzamento del rapporto nei confronti dello studente, si capisce perché io sia sempre tra di loro, con loro. Tuttavia, ho scoperto subito che avevano delle cattive abitudini da contrastare: ad esempio la tendenza ad uscire in corridoio per chiacchierare. Sebbene non si potesse uscire dalla classe prima delle 09.00, mi sono accorta che molti infrangevano questa regola, recandosi ai distributori e alla macchinetta del caffè, il cui consumo, anche tra i minori, pareva essere piuttosto elevato. Siccome inizialmente i distributori erano collocati in una rientranza “nascosta”, li abbiamo trasferiti all’ingresso, di fronte alla collaboratrice che dovrà vigilare per ridurre il consumo del caffè (a tutte le ore) e la chiacchiera in corridoio, in quanto fenomeni che vanno a ledere l’idea di una scuola intesa come luogo di apprendimento. Accordandomi coi ragazzi, ho inoltre cercato di disciplinare un regolamento sul parcheggio retrostante della scuola: oltre ai posti dedicati ai disabili, all’ambulanza, al carico e scarico merci ecc., ho garantito agli studenti che potrà esserci finalmente un parcheggio per i motorini. In questi giorni verrà ufficializzato questo mio dispositivo, utile a dare ordine e sicurezza all’istituto».

 

Per quanto riguarda invece le recenti progettualità intraprese?

«Abbiamo partecipato al ‘newspapersgame’, ossia una rubrica della Gazzetta del Mezzogiorno che garantisce, ogni qualvolta andiamo a concludere un evento, una pagina ai ragazzi, chiamati a raccontare quanto svolto. Il 12 ed il 13 ottobre, com’è noto, i nostri studenti del terzo, quarto e quinto anno hanno preso parte alle giornate FAI, facendo da ‘cicerone’ ai tanti turisti che hanno voluto visitare e conoscere, attraverso loro, i segreti della Chiesa di San Giovanni e del Forno Comunale. Nonostante l’impegno fosse fissato nel weekend, loro, come anche i professori, non si sono tirati indietro: sono stati davvero bravi e competenti nel prepararsi e nel far poi comprendere ai visitatori quanto ogni angolo del nostro paese sia ricco di tanta storia che a volte ignoriamo. Lo scorso 18 ottobre, invece, i nostri ragazzi dal primo al quinto anno si sono recati in mattinata da don Giovanni, presso la Chiesa Madre, per conoscere la storia della reliquia del Santo Patrono, celebrata durante Sant’Oronzo d’Ottobre: è stata per loro una vera lezione interattiva, in Chiesa piuttosto che in classe. Poi nel pomeriggio siamo stati ad una conferenza nella Sala consiliare del Comune dove alcuni rappresentanti dell’associazione dei medici italiani hanno discusso riguardo le dipendenze da droga, fumo, alcool ecc. Ho chiesto ai medici di essere più presenti nella formazione dei genitori, come anche dei professori e dei dirigenti, perché questo fenomeno tendiamo a coglierlo quando è già in atto. Dovremmo essere invece addestrati a capire quando queste situazioni iniziano a svilupparsi, specie noi professionisti della scuola, luogo in cui i giovani passano ormai la maggior parte del proprio tempo. D’altronde a casa le famiglie si mostrano sempre meno strutturate ed in grado di rappresentare un saldo punto di riferimento. Successivamente, prima in Chiesa e poi in processione, abbiamo preso parte alla celebrazione dedicata a Sant’Oronzo. Con tutti questi impegni ‘extra moenia’, abbiamo dimostrato come istituzione scolastica di voler dialogare con il territorio e con tutte le agenzie educative presenti. Insomma, anche nella nostra piccola realtà cittadina si può fare rete. In tal senso, sarebbe bello disporre di un calendario con tutte le manifestazioni organizzate (o in cantiere) dalle associazioni locali, affinché, coi nostri ragazzi ci si possa inserire e collaborare. Pensiamo al front office, alla capacità in lingua di fare reception dei nostri studenti: perché non impiegarli per accogliere i turisti, ad esempio, durante le sagre e altri eventi con grande affluenza di visitatori? Col FAI abbiamo dimostrato che questo è possibile e, nel frattempo, i ragazzi imparano facendo».


Per concludere, quali sono stati i feedback ricevuti dagli studenti sul suo operato?

«Dai ragazzi è ritornato tutto in positivo, anche da coloro che ho dovuto sgridare. Quando guardo i miei studenti mi sento a casa. Quando sto con loro, penso a quanto sia bello fare il dirigente scolastico. Qualche giorno fa, mentre si discuteva di alcune idee per il futuro, uno di loro mi disse: “Preside, ha cambiato tutto rispetto al passato”. Il loro apprezzamento vale per me come quello che un figlio rivolge al genitore». Insomma, la rivoluzione della Caldararo prende forma giorno per giorno ed i ragazzi sembrano davvero giovarne, seppur con qualche caffè e passeggiata in corridoio in meno. Ebbene, Turi avrà finalmente la sua giornata dell’arte? Sembrerebbe di sì, ma per la conferma ufficiale non ci resta che attendere l’elezione del comitato studentesco. Certamente possiamo anticiparvi che le innovazioni e i cambiamenti sono ben lontani dall’essere esauriti».

LEONARDO FLORIO

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