Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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Calcio a 11: “dal letame nascono i fior”

La situazione attuale

Tre ragazzi dell’ASD Nuova Sporturi firmano per squadre semiprofessionistiche, ma cosa ne è del nostro campo sportivo?
La parola a mister Paolo Mastrofrancesco e Gianfranco Lerede


I 5 FIORI COLTIVATI A TURI

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” – questi i versi più sdoganati tratti dal brano “Via del Campo” di Fabrizio De Andrè. Il riferimento a queste poetiche parole torna spesso utile a chi, con un’immagine, vuol parlare del concetto di “resilienza”, poiché parafrasandole, si intende sottolineare quanto di buono possa esserci e si possa ottenere galvanizzando le avversità.

Ebbene, prima di passare al “letame”, parliamo dei fiori: Paolo Mastrofrancesco, allenatore dell’ASD Nuova Sporturi, ci comunica infatti che, nell’ultimo mese, tre gioielli cresciuti dall’età di 5 anni nella società cittadina di calcio a 11 hanno firmato per squadre semiprofessionistiche; si badi bene, semiprofessionistiche. Ecco i tre nomi dei giovani atleti turesi: Donato Bux, classe 2006, passato alle giovanili del Bari, categoria giovanissimi; Vito Amendolaggine, classe 2002, è stato invece accolto tra le fila della primavera del “galletto biancorosso” ed infine Alessio Salvatore, classe 2004, il quale ha firmato per la Virtus Francavilla Calcio.

Negli scorsi anni, seppur in un numero minore, altri giovani calciatori cresciuti nella scuola calcio dell’ASD Nuova Sporturi sono stati notati da squadre e società importanti: è questo il caso di Cesare Caffò, classe 2001, passato due anni fa nei giovanissimi della Società Sportiva Matera Calcio, come anche di Francesco Di Bari, attaccante classe 2002, entrato a far parte dei giovanissimi biancoverdi del Monopoli Calcio.

calcio a 11 turi

 

CAMPO SPORTIVO: UNA VERGOGNA INACCETTABILE

Insomma, come detto poc’anzi, pare che il vivaio turese della Nuova Sporturi funzioni abbastanza bene da poter destare l’interesse di altre società che, a differenza di quella locale, godono anche di un settore giovanile florido e ben supportato da strutture funzionanti. Ed è qui che c’è il “letame” di cui prima, la cui disamina è rimandata più avanti, negli sviluppi di questo articolo. Intanto, con un’umiltà davvero degna di nota, mister Mastrofrancesco tiene a rimarcare: “Gran parte del merito per la crescita di questi ragazzi, adesso approdati altrove, va dato al mister Paolo Netti”. Ad ogni modo, negli scorsi giorni, in vista dell’inizio del campionato 2019/20 fissato per la fine di ottobre, i ragazzi dell’ASD Nuova Sporturi sono stati impegnati in un’amichevole contro la scuola calcio di Sammichele, terminata 3-1 a favore dei padroni di casa sammichelini. In realtà, parlare di questi ultimi come padroni di casa è in parte scorretto, poiché, esattamente come avvenuto durante la stagione scorsa, i ragazzi agli ordini dei mister Mastrofrancesco e Netti si vedono in un certo senso costretti a disputare le gare ufficiali proprio sul terreno di gioco della “città della zampina”: gli allenamenti, invece, vengono paradossalmente condotti, anche quest’anno, sul campo da calcio a 5 del Centro Sportivo “Askesis”, tra l’altro a pagamento.

Alla luce di quanto detto, è facile capire il senso del riferimento a De Andrè, poiché, nonostante le avversità e i paradossi appena citati, i nostri ragazzi della Nuova Sporturi riescono comunque a fiorire, ad emergere: laddove per “emergere” si intende, nella piena filosofia dell’intero Sud Italia, andare altrove, “emigrare”. E come dare torto a questi giovani atleti, costretti a crescere, metaforicamente e da un punto di vista calcistico, nel “letame” di una città che li spinge ad allenarsi in un campo non adatto allo sport che praticano? Sì, perché il calcio a 5 non ha nulla a che fare con il calcio a 11 ed il nostro impianto sportivo comunale è in una situazione di abbandono e degrado tale che altre immagini utili a descriverlo, diverse da quella del “letame”, risulterebbero fuorvianti.

Il campo sportivo a maggio 2019

Facciamo un attimo il punto della situazione. Degna di una sceneggiatura hollywoodiana è infatti la storia del nostro campo sportivo comunale, o almeno del suo fantasma, essendo da ormai 10 anni inagibile; eppure riavvolgere il nastro di questa vicenda “all’italiana” non è affatto semplice: molte sono le incertezze e gli aspetti poco chiari. Ciò su cui invece si può mettere la mano sul fuoco è, come appena detto, l’inagibilità del nostro impianto. A marzo, durante un’altra intervista condotta ancora una volta assieme all’appassionato mister turese, gli chiedevamo cosa si intende per inagibilità. “Semplicemente che il campo non ha le caratteristiche di idoneità per far sì che possa disputarvisi una partita di calcio: spogliatoi funzionanti, campo in condizioni accettabili, panchine e spalti messi a norma ecc. Tutto deve essere a regola d’arte per gli atleti, l’arbitro ed ovviamente per i tifosi: aspetti, questi, dai quali non si può prescindere pur se stessimo parlando di una partita tra giovanissimi, i primi a praticare questo sport in maniera agonistica”.

Successivamente Mastrofrancesco raccontava: “Un tentativo di risoluzione venne attuato grazie al forte impegno dell’Amministrazione Coppi, in particolar modo dell’Assessore allo Sport Giuseppe Tardi: furono infatti stanziati 50mila euro per aggiustare l’impianto sportivo comunale, o almeno per poter tornare a condurre gli allenamenti. Le gare, infatti, si sarebbero giocate comunque fuori Turi. Il Comune affidò l’incarico ad una ditta che, però, aveva dei debiti a causa dei quali venne poi costretta a lasciare a metà i lavori fino a quel momento condotti in maniera tutto sommato precisa. Ovviamente parte di quei 50mila euro vennero comunque incassati dalla ditta e noi, almeno, potevamo tornare ad allenarci. Ad ogni modo, il periodo dei cantieri ci avrebbe tuttavia precluso l’impiego del campo per circa 3 mesi: anche questo aspetto abbiamo deciso di sopportarlo, sempre sperando nella possibilità di condurre i soli allenamenti. Il rammarico più grande è che mancava davvero poco alla conclusione dei lavori che, invece, furono interrotti prima del previsto, come detto poc’anzi. Ebbene, questo fattore, unito all’assenza di manutenzione, ha fatto sì che il campo tornasse allo stato iniziale di degrado”.

Sempre a marzo, il calcio a 11 turese era in odore di finanziamenti da parte del CONI i quali, anche loro, finirono per incagliarsi in un ennesimo metaforico letamaio. Ecco cosa chiedemmo all’epoca: per quanto riguarda invece i recenti sviluppi inerenti al progetto di recupero presentato al CONI? “Un paio di anni fa il CONI stanziava 50 milioni di euro sotto forma di bando per gli Enti che avevano bisogno, come Turi, di recuperare e riqualificare periferie ed infrastrutture sportive: assieme a Michele Iacovazzi, ci recammo al Comune per informare l’Ufficio Tecnico di questa possibilità, ottenibile solo se si fosse presentato un progetto. A 4 giorni dalla scadenza del bando non era stato fatto nulla: grazie all’insistenza dell’Assessore Tardi, il Comune di Turi riuscì a presentare un progetto. Usciti gli esiti, la situazione era questa: al primo posto c’era Gioia Del Colle con 1 milione e 80mila euro, al secondo Turi con 150mila euro. A Gioia si attrezzarono per bene, chiedendo il massimo dei comfort, addirittura gli impianti fotovoltaici; Turi invece ottenne quello che poteva alla luce di un vecchio progetto inerente un campo in terra battuta, insomma il minimo sindacale. Ancora una volta, costretti ad ingoiare un boccone amaro, abbiamo voluto vedere il bicchiere mezzo pieno, pensando che con queste nuove finanze, più le residue dai lavori interrotti, sarebbero state sufficienti. A gennaio, però, arrivava a Turi un rappresentante del CONI che, acclarata di persona la situazione del campo, asseriva che la nostra città avrebbe avuto bisogno di una quantità molto più ingente di denaro. 150mila, o se vogliamo 200mila euro, sarebbero pochi e Turi, insomma, non è stata in grado nemmeno di saper chiedere la giusta somma di denaro che sicuramente sarebbe arrivata dal CONI. Avremmo potuto presentare un progetto simile a quello di Gioia, ma dobbiamo accontentarci di quanto ci è pervenuto: se non fosse che il 13 Febbraio anche queste nuove finanze ci sono state revocate fino al 20 Aprile, data entro cui il Comune di Turi deve presentare un progetto valido”.


IL PROGETTO DI ‘PATTO PER TURI’

Bene: il progetto. Prima di lanciare inutili filippiche, possiamo dirvi che l’Amministrazione attuale avrebbe promesso di risistemare quantomeno il manto del campo da calcio, ma giustamente, come fa notare lo stesso Mastrofrancesco, non è possibile far nulla senza un progetto ben strutturato che allo stato attuale, per chi mastica fisica quantistica, sembrerebbe essere un gatto di Schrödinger: in pratica il progetto potrebbe esserci, come non esserci; non è chiaro e, citando Shakespeare, questo è il dilemma.

Lerede Gianfranco

Abbiamo chiesto ad un esponente della maggioranza delucidazioni in merito e, pazientemente, attendiamo. Chi invece non ha esitato un attimo ad intervenire in nostro soccorso è Gianfranco Lerede, candidato consigliere non eletto tra le fila di Patto per Turi: la telefonata a Lerede non è casuale, poiché quest’ultimo avrebbe promosso in campagna elettorale un personale progetto.

Esiste ancora il progetto?

“Certo che esiste. È nelle mani di Patto per Turi”.

In cosa consisteva per sommi capi?

“Consiste, non consisteva – precisa – nel ristrutturare e rimodernare tutto l’impianto per renderlo idoneo ad eventi sportivi ed interculturali. Dunque non solo l’area del campo a 11 e gli spogliatoi, come qualcuno ha fatto invano in questi ultimi anni. Ridare vita e vitalità al nostro paese: è questo l’obiettivo mio e del mio gruppo”.

È ancora realizzabile?

“È realizzabile solo con fondi CONI o europei, e naturalmente con buona volontà ed interesse di chi governa”.

Questo progetto è stato proposto alla maggioranza?

“Qualora la maggioranza fosse interessata, potrebbe collaborare con noi dell’opposizione, naturalmente accettando alcuni paletti”.

 

Intanto, da quel che ci risulta, gli spalti dello stadio comunale furono realizzati dall’Amministrazione Coppi del ’93-’97 mentre i fari vennero installati (ma quasi mai accesi) dalla Stefanachi nell’amministrazione successiva; l’ultima consistente manutenzione risale al 2004 durante il mandato di De Grisantis: con 450mila euro ricevuti a fondo perduto dalla Regione vennero risistemati i vari campi presenti e ricostruiti gli spogliatoi. Adesso la domanda è una: quale amministrazione dopo 15 anni avrà la volontà di montare concretamente in sella sul cavallo di battaglia delle ultime campagne elettorali? Perché, col tempo, il letame inizia ad emanare un odore terribile ed il cavallo di battaglia, ovvero la promessa di ridare a Turi un impianto sportivo degno di tale nome, inizia ad assomigliare sempre più ad un cavallo di Troia da sfruttare per entrare nel cuore degli elettori.

LEONARDO FLORIO

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