“Sant’Oronzo è patrimonio di tutti i turesi”

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Il Presidente Livio Lerede traccia il bilancio della Festa Patronale, organizzata coinvolgendo attivamente i cittadini

“Organizzare la Festa Patronale era il mio sogno fin da bambino”. Così Livio Lerede, poco meno di due mesi fa, commentò la fiducia che Curia e Amministrazione riposero nelle sue capacità. Una fiducia ampiamente ricambiata da un impegno instancabile che, in tempi record, ha consentito di realizzare una “Festa Grande” degna delle migliori annate.

La carta vincente di questa Festa Patronale è stata senza dubbio la partecipazione. E non ci riferiamo solo alla presenza di fedeli e turisti, che ha superato ogni più rosea aspettativa. Quello che pare degno di nota è che, grazie all’indole aggregativa di Livio Lerede, il Comitato ha aperto le proprie porte ai cittadini, raccogliendone suggerimenti e aiuto. Il risultato, come conferma il Presidente nell’intervista che vi proponiamo, è stata la creazione di “un gruppo formato da persone dai 15 agli 80 anni, che ha dimostrato di avere il giusto mix di grinta ed esperienza”.

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La Festa di Sant’Oronzo è ritornata a essere vissuta come “patrimonio di tutti i turesi”: ognuno ha trovato il giusto spazio per dare il proprio contributo, sentendosi parte integrante di quella macchina organizzativa che ogni anno si adopera per onorare il Santo Patrono. Una conquista importante da cui il Comitato potrà ripartire il prossimo anno, con ancora più forza e determinazione, proseguendo l’opera di modernizzazione nell’assoluto rispetto della tradizione.


Presidente, un bilancio della Festa?

«Sono contento del lavoro svolto. In appena un mese e mezzo credo che il Comitato, assieme a tutti coloro che ci hanno affiancato, siano riusciti a dare il meglio. Sicuramente ci sono tanti margini di miglioramento ma necessitano di studio e riflessione».

 

Qual è stato il momento più intenso?

«Ogni momento dell’organizzazione della Festa in onore del nostro Patrono ha lasciato un segno profondo; più di tutto mi ha emozionato la curva del Carro in via XX Settembre».

 

Le novità introdotte sono state accolte positivamente dai cittadini?

«Tante critiche positive... Quest’anno abbiamo iniziato a inserire alcuni elementi innovativi, arricchendo il programma con vari “eventi collaterali” che hanno scandito i giorni precedenti la “Festa Grande”. Altri cambiamenti, come ad esempio la posizione del Carro, abbiamo preferito rimandarli al prossimo anno, prendendo il giusto tempo per valutarli insieme alla cittadinanza».

 

Una delle polemiche che accompagna la Festa Patronale è quella sui fuochi d'artificio, troppi ed esplosi a ridosso del centro abitato. Si può pensare ad una "Festa Grande" in cui i botti siano sostituiti con attrattive differenti?

«Gli elementi fondamentali della Festa Patronale sono: processione, luminarie, banda e fuochi. Il resto è collaterale. I fuochi pirotecnici di quest'anno erano uno spettacolo diverso, con un calibro diverso e meno pericoloso».

 

Altra critica ha riguardato l'interruzione della Giornata dedicata ai "Turesi nel Mondo", fissato il 23 agosto.

«In realtà questa ricorrenza non è mai stata organizzata dal Comitato».

 

Cosa pensa che andrà migliorato per il prossimo anno?

«C'è molto da fare. Se ne avremo possibilità, cercheremo di incidere su tante cose, modernizzando nell'assoluto rispetto della tradizione».

 

Poco tempo e tanto lavoro. Chi vuole ringraziare per la riuscita di questa impresa?

«Semplicemente tutti. Don Giovanni, il sindaco Tina Resta e l'Amministrazione, i sacerdoti turesi, Carabinieri e Polizia Locale, Protezione Civile e associazioni di volontariato, i dipendenti comunali, le mule del Carro, i portatori, gli organizzatori e i figuranti del corteo storico.

Un ringraziamento particolare al Comitato, un gruppo formato da persone dai 15 agli 80 anni che ha dimostrato di avere il giusto mix di grinta ed esperienza, e al Direttivo che mi ha affiancato in tutte le decisioni, composto dal vicepresidente Mimmo Tria, dal segretario Nuccio Gargano, dal tesoriere Carmelo Lerede e dai consiglieri Andrea Saffi, Beppe Coppi e Tony Maggiolini.

Ringrazio di cuore il presidente onorario Giammaria Di Venere per non averci fatto mancare il suo sostegno. Prezioso l’aiuto dell'architetto Viviana Cirillo e dell'artista Daniela Angelillo. In ultimo ringrazio la mia famiglia per aver condiviso tutte le tappe che hanno portato a realizzare questo sogno».

FD
Foto di Damiano Barbieri