Giuseppina Caldararo è il nuovo Dirigente scolastico dell’ITES Pertini-Anelli

Caldararo 2019

Prima “Maestra Giusy”, poi assessore, adesso Preside Caldararo: il cerchio si chiude

Giuseppina o se preferite Giusy Caldararo sarà, dall’ormai prossimo 16 settembre, il nuovo Dirigente scolastico dell’ITES “Pertini-Anelli” di Turi-Castellana. Laureata con lode in pedagogia, diventava 28 anni fa insegnante di scuola primaria a Novara, per poi spostarsi a Casamassima all’alba dell’anno scolastico ‘92/‘93. Da Settembre ‘99, presso l’attuale Istituto Comprensivo “Resta – De Donato Giannini”, iniziava invece il mito di quella che oggi tanti giovani adulti, adolescenti e bambini conoscono come la “maestra Giusy”: una storia, questa, che dopo 20 anni trova il proprio coronamento, la chiusura del cerchio grazie alla nuova avventura che dal 1° settembre attende l’appassionata e appassionante insegnante turese. La scelta di scomodare il termine “passione”, coi suoi derivati, non è casuale, come difatti stiamo per documentarvi attraverso questa breve intervista.

 

Dott.ssa Caldararo, era già certa di questo risultato durante tutte le travagliate fasi del concorso?

«Assolutamente no. Ho vissuto l’intero concorso con spensieratezza e umiltà. Ho sempre cercato di mantenere un sano distacco da aspettative positive, specie perché vi era la possibilità per la quale si sarebbero poi potute rivelare false. Il percorso è stato lungo e la mole di studio enorme: a luglio dell’anno scorso ho affrontato la prova preselettiva, a ottobre quella scritta e a giugno di quest’anno ho sostenuto a Roma la prova orale; durante tutto questo tempo, ho seguito un approccio “step by step”, dandomi forza di volta in volta.

A seguito della vittoria del concorso e attraverso un piazzamento in graduatoria piuttosto comodo, ho avuto la possibilità di scegliere la Puglia come mia destinazione: nonostante l’ITES di Turi-Castellana sia un Istituto di seconda fascia, e dunque per questa ragione non molto ambito, ho espresso la mia volontà di svolgere il ruolo di Dirigente scolastico qui nella mia terra, dando priorità alla mia famiglia, nonché spronata da un senso di sfida personale.

Del resto – specifica la Caldararo – ho dapprima conosciuto questa scuola nel ruolo di madre di un alunno che l’ha frequentata e, poi, come Assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione durante il mandato dell’Amministrazione Coppi, periodo nel quale ho avuto modo di rapportarmi con Dirigenti e insegnanti che nel tempo si sono avvicendati. La sorte dunque mi ha sostanzialmente spinta a chiudere il cerchio».

 

Poc’anzi faceva riferimento ad una sfida personale. In cosa consisterà fattivamente quest’ultima?

«Ho come obiettivo quello di motivare il collegio a progettualità in grado di restituire una certa visibilità all’Istituto e alla nostra città. Turi e la sua unica scuola superiore meritano di uscire allo scoperto, di essere più evidenti: non mancheranno dunque tutte quelle iniziative volte a creare una rete tra il nostro ed altri Istituti, come anche sarà necessario coinvolgere le imprese lavorative turesi ed ascoltare maggiormente gli studenti che, una volta iscritti, sono veicolo di informazione per tanti altri ragazzi che magari desiderano avvicinarsi alla nostra realtà.

L’incremento della visibilità e della comunicazione sono fattori imprescindibili per poter garantire l’autonomia all’ITES: aumentando le iscrizioni e superando abbondantemente la soglia dei 600 ragazzi, la scuola può andare avanti senza il timore di perdere la presidenza e dunque affrontare una reggenza straordinaria che, per quanto possa essere capace nell’ordinaria amministrazione, difficilmente può garantire una certa continuità nelle progettualità dell’intero Istituto.

Altro aspetto fondamentale consiste nel riportare ad una dimensione più ampia il senso di appartenenza e di identità di tutti coloro che frequentano il nostro Istituto, dai collaboratori agli insegnanti, fino agli studenti: quando ci si sente parte attiva di un organo collettivo, la collaborazione è, oltre che garantita, facilitata. Tutto ciò sarà possibile nell’ottica di un rapporto collaborativo e paritario, volto a favorire una crescita reciproca: sono certa di poter contare sul supporto di docenti e staff preparati che, magari col mio arrivo, possono avere la possibilità di esprimersi al meglio, esattamente come io, grazie a loro, potrei riuscire ad attuare concretamente la mia idea di scuola»

 

Su cosa vuole insistere per incrementare la visibilità cui accennava? La giornata dell’arte può essere uno strumento valido in tal senso?

«Ho intenzione di avviare uno spazio informatico digitale che sia costantemente in contatto con l’esterno, come ad esempio con la stampa locale. Sicuramente andrà inoltre rivisto il sito e rafforzata la promozione di tutte le nostre attività: in tal senso ce la metterò tutta. Per quanto riguarda la giornata dell’arte, penso che non debba solo essere alimentata, ma anche implementata con progettualità nuove e di ben più ampio respiro, in grado di restituire visibilità al nostro istituto e al nostro territorio».

 

E adesso qualcosa di meno appetibile per gli studenti: parliamo di disciplina

«Uno dei primi documenti che prenderò in considerazione è il Regolamento d’Istituto. Dopo questo passaggio, cercherò certamente un confronto con il rappresentante d’Istituto per verificare e confrontare i punti di vista che possono esserci nel merito; successivamente convocherò l’assemblea di Istituto degli studenti. I ragazzi di quest’epoca soffrono la mancanza di una linea guida e per questo il controllo sarà costante, perché la prima formazione è nell’educazione, veicolata anche attraverso la partecipazione attiva degli studenti stessi, a cui offro pieno ascolto e dialogo. Tutto è concesso, tranne la maleducazione e l’antidisciplina: la mia disponibilità si spingerà alla stipulazione formale di un patto di convivenza civile tra Preside e studenti. Il giorno dell’accoglienza, ovvero il 16 settembre, tutte le buone intenzioni collaborative e di reciproco rispetto verranno da me manifestate durante quella che sarà l’assemblea di presentazione agli studenti».

 

Chiunque sia stato alunno della già “Maestra Giusy”, è ben consapevole di quanto essa sia stata capace di ricoprire il proprio ruolo d’insegnante con la passione e la determinazione che la caratterizzano da un punto di vista squisitamente umano: la scelta di cominciare questo suo nuovo percorso da Preside Caldararo all’insegna dell’innovazione e dell’ascolto, le permettono di proiettare l’ITES verso una prospettiva in cui centrale è il concetto che in inglese si individua nel termine “empowerment” che, parafrasandolo in italiano, potremmo definire come “la crescita che deriva dalla conquista della consapevolezza di sé e delle proprie scelte in qualsiasi ambito della vita umana”.

D’altronde, volendo chiudere il cerchio, la Preside Caldararo nasce come pedagogista ed insegnante e, dunque, è ben consapevole di quanto la scuola abbia un ruolo fondamentale nel formare uomini e donne capaci di rendere una società migliore o peggiore. A testimonianza di ciò, ironia della sorte, l’intervista si avvia alla conclusione con un aforisma di Sandro Pertini, proprio colui a cui l’ITES di Turi-Castellana è intitolato: “I giovani di oggi non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi”. «Cercherò di fare ciò che disse Pertini in queste parole, di essere questo esempio. Intanto auguro a tutti una prospettiva di quest’anno scolastico ormai prossimo quanto più positiva» – ci congeda così la Caldararo, alla sua prima ed emozionante esperienza da Dirigente scolastico.

LEONARDO FLORIO