Domenica 26 Gennaio 2020
   
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Lo Stato mette in vendita l’ex Polveriera

Polveriera

Al via il piano di dismissione degli immobili pubblici.


L’allarme dei Verdi: “Le amministrazioni comunali interessate alle privatizzazioni sappiano porre un argine alle manovre speculative”


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 luglio il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che definisce il perimetro e le modalità d'azione del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

Entro il 2021 verranno venduti 420 “beni di famiglia” e tra questi anche l’ex Polveriera di Turi, situata sulla strada provinciale che collega Sammichele a Putignano.

La descrizione del “gioiello” parla di un terreno di circa 140 metri quadri, su cui insistono “ruderi di fabbricati ed opere connesse, in pessime condizioni strutturali, non accatastati, della superficie di sedime complessiva pari a circa mq. 845”. Viene poi precisato che sul fondo sono presenti “alcuni rifiuti e materiali da smaltire a cura e spese dell’aggiudicatario”. Dalla documentazione agli atti, si ricava che l’immobile è stato dichiarato di non interesse culturale e che l’area ricade in zona tipizzata “D” agricola, con un vincolo faunistico che la iscrive tra gli ambiti estesi di tipo ‘B’.

Sul tema sono intervenuti i Verdi con una propria nota che sottolinea il rischio di trovarsi di fronte a una nuova ondata di speculazione edilizia, favorita da alcuni cavilli presenti nella Legge di Stabilità.

«Desta allarme il decreto (Gazzetta ufficiale del 17 luglio) che individua gli immobili pubblici da mettere in vendita, in attuazione della pessima Legge finanziaria 2018. In Puglia ne vengono individuati dieci, tra terreni, appartamenti, strutture militari in disuso e masserie, siti nei Comuni di Bari, Cassano delle Murge, Turi, Lecce e Taranto.

Ciò che preoccupa, oltre alla dispersione di un patrimonio che è di tutti gli Italiani, sono quelle norme, presenti nella Legge di stabilità, che consentono ai Comuni di variarne la destinazione d'uso, in deroga ai PRG vigenti, e ai futuri acquirenti di farlo addirittura per mezzo di semplici autocertificazioni, come denunciato da Angelo Bonelli già a dicembre 2018.

Risulta evidente che ad avvantaggiarsi di tali norme saranno la grande speculazione edilizia e chi vi troverà un facile escamotage per riciclare denaro sporco. Occorre dunque un'azione capillare di vigilanza, al fine di prevenire ulteriori abusi a danno di un territorio, quale quello pugliese, già martoriato dalla cementificazione.

Ci auguriamo che le amministrazioni comunali interessate alle privatizzazioni sappiano porre un argine alle manovre speculative e salvaguardare l'integrità dei loro territori, bloccando ogni intervento che ne comprometta ulteriormente l'assetto idrogeologico. Le nostre città sono già poverissime di verde e carenti di spazi destinati ai bisogni della collettività, siano essi di carattere residenziale o culturale e di aggregazione.

Sarebbe auspicabile che per una volta l'interesse pubblico prevalesse su quello privato. Gli amministratori locali valutino l'ipotesi di presentare ricorso amministrativo all’Agenzia del Demanio avverso l’individuazione dei suddetti immobili fatta dall’art. 1 del decreto del 17 luglio. Anche in questo campo, il M5S, una volta arrivato al governo ha disatteso tutte le promesse elettorali, di contrasto alle privatizzazioni».

Commenti  

 
gino
#2 gino 2019-08-02 12:47
Ma x loro è solo un costo.
Idee x farlo fruttare economicamente zero
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Giovanni Miccolis
#1 Giovanni Miccolis 2019-08-01 11:02
A questo proposito e ad onorare il vero, vale la pena di ricordare che solo poco tempo fa, con scadenza del 31 dicembre, gli Amministratori del Comune di Turi potevano richiedere l'assegnazione di questo immobile a costo ZERO.
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