Martedì 22 Ottobre 2019
   
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Troppa pioggia, annata compromessa

cilieige spaccate

Martedì 21 maggio è stato il primo giorno senza pioggia. La pioggia come Attila: spacca, affetta e distrugge le Bigarreaux delle zone calde e delle zone fredde. Democraticamente. E finalmente fa capolino il sole, tenuto per mano da uno splendido arcobaleno. Un venticello appropriato è pronto ad asciugare le ferite alle ciliegie ma ormai l’annata è compromessa.

Faccio un giro in campagna, e trovo piccole e medie montagne di ciliegie spaccate e lasciate marcire nel terreno intriso d’acqua. Secondo alcuni cerasicoltori, la colpa di questo enorme danno che ha colpito le Bigarreaux sarebbe da imputare agli ‘anticipi’, e al calore della terra che è in aumento. Le ciliegie che vanno in maturazione, subiscono i danni dovuti a un tempo ancora instabile.

Gli agricoltori sono contenti di raccogliere le ciliegie prima del tempo ma, per la foga di fare ottimi prezzi, finiscono per raccoglierle anzitempo. Anzi, viste le montagne di ciliegie spaccate che coprono il terreno, finiscono per non raccoglierle affatto. Bisogna che si dica basta alla corsa a chi le vuole, prima possibile, mature al punto giusto, andando contro le leggi della natura seguendo un nesso illogico.

Molti fra agronomi, meteorologi e addetti ai lavori avevano capito prima, visto l’andazzo, che avremmo raggiunto queste date sia nella maturazione, sia nel raccolto. Possono, i cerasicoltori, decidere tutto quello che vogliono ma stavolta ha deciso la pioggia. E ha deciso anche il prezzo delle Bigarreaux, che si sono vendute a 5/7 euro il chilo. Poi sono scese pian piano ma inesorabilmente a prezzi di molto inferiori. Potevano far fare un grande salto al guadagno dei nostri produttori.

La grande speranza, come sempre, è ora riposta in quella che è considerata la “mamma di tutte le ciliegie”: la famosa e formosa ‘Ferrovia’. In due parole, il cosiddetto ‘oro rosso’ pugliese. La caratteristica Ferrovia, di natura più resistente rispetto alle altre qualità, matura in periodi molto più caldi e meno piovosi. Si spera ora che, alla luce di ciò che è accaduto quest’anno nelle nostre campagne, i cerasicoltori turesi “mettano sale” e si accontentino di quello che passa loro il ‘padreterno’. Ricordiamo che alle ‘Ferrovie’, grazie ai tantissimi pozzi artesiani pubblici e privati, si può dare l’acqua di cui necessitano gli alberi. Né più, né meno. Ma vedete un po’ in cosa ci tocca sperare: nella siccità. Siccità maledetta, bistrattata e allo stesso tempo, in alcuni casi, voluta e desiderata.

ANTONIO GASPARRO

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