“Organico a peso d’oro”

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L’Ager impone di conferire presso l’impianto “Ecodaunia”, con un aumento di 75 euro a tonnellata

Il costo dello smaltimento dei rifiuti sembra destinato a subire ulteriori rincari. È quanto si ricava dalla determinazione numero 75 adottata lo scorso 29 aprile dall’Ufficio Ambiente.

In questi giorni i cittadini turesi, che stanno ricevendo i bollettini della TARI, hanno potuto verificare come le tariffe della tassa sui rifiuti, rispetto al 2018, presentino un aumento compreso tra il 5% e il 6%. Lo scostamento, come vi avevamo anticipato, è determinato dall’incremento del costo di conferimento dei rifiuti indifferenziati presso l’impianto complesso di Conversano (da 129,40 euro a 146,08 euro a tonnellata, oltre Iva ed Ecotassa), cui si somma il rialzo dei prezzi per lo smaltimento della frazione organica.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che occorre soffermarsi, alla luce della deliberazione del 29 aprile a firma dell’ing. Di Bonaventura.

Fino al 27 aprile, il Comune di Turi ha consegnato l’organico raccolto attraverso il servizio porta a porta all’impianto gestito dalla “Progeva srl”, pagando 110 euro a tonnellata per i rifiuti di cucine e mense (più la penalità di 7 euro a tonnellata a causa del grado di impurità) e 20 euro a tonnellata per i cosiddetti rifiuti biodegradabili (ovvero gli scarti derivanti dalle potature di giardini e parchi).

Dal 26 aprile al 1° giugno, l’AGER (l’Agenzia Regionale per i Rifiuti) con propria disposizione urgente ha imposto ai Comuni dell’ARO Bari 5, tra cui il nostro, di conferire la frazione organica presso l’impianto “Ecodaunia” di Cerignola.

L’offerta-contratto, pervenuta dall’impianto della provincia di Foggia e sottoscritta dal Comune di Turi, presenta prezzi nettamente meno vantaggiosi rispetto alle precedenti condizioni: per i rifiuti di cucine e mense si sale a 185 euro a tonnellata a fronte di un’impurità massima del 5%; il conferimento degli scarti delle potature, invece, schizza a 100 euro a tonnellata.

Considerato che la Navita srl raccoglie mediamente 190 tonnellate al mese di organico, la produzione stimata per il periodo di durata del contratto (dal 26 aprile al 1° giugno) è di 210 tonnellate. Il che ha portato a stanziare in bilancio un importo di 39.800 euro oltre Iva.

Possiamo concludere che una delle sfide che la prossima amministrazione dovrà affrontare sarà quella di confrontarsi con i comuni dell’ARO, per giungere a soluzione condivise che ottimizzino gestione e costi dei rifiuti. In assenza di risoluzioni politiche, il conto della Tari che verrà presentato il prossimo anno non potrà che lievitare ancora.