Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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Residence Regina al buio, un'odissea infinita

Residence Regina

Sessanta famiglie al buio pesto ormai rassegnate

Negli anni passati, Turi ha dato il via alla costruzione di nuovi complessi residenziali, purtoppo però dinanzi a questa cementificazione galoppante non sono susseguiti i dovuti servizi per i cittadini.

Il Comune, a fronte di imposte e tasse percepite sempre entro la scadenza prevista, avrebbe dovuto compiere, o far in modo che venissero eseguite, tutte quelle opere cosiddette di urbanizzazione, quali per esempio: marciapiedi, illuminiazione pubblica, rete fogniaria ecc....

Nel caso del Residence Regina, sono passati anni e tra le accuse reciproche tra la ditta e l'ente pubblico, a farne le spese sono sempre ovviamente i cittadini che si vedono privati di un diritto primario. Primario sì, non ci siamo sbagliati, perchè senza illuminazione non c'è sicurezza e senza sicurezza non c'è libertà.

Abbiamo appreso di casi di furto sia negli appartamenti che negli esercizi commerciali, mentre nel parcheggio, al calar della notte, sosterebbero anche delle macchine sospette, dove all'indomani si ritrova di tutto, lasciamo alla vostra immaginazione i dettagli, con il problema che in quelle aree giocano i bambini durante il giorno.

Diciamo che la situazione è ancora più complessa, perché, si sa, mettersi d'accordo per trovare delle soluzioni in un condominio non è cosa semplice. Moltiplicate questo per un residence di due complessi e diverse scale, per un totale di sessanta famiglie e diverse attività, e avrete l’esatta dimensione del problema.

L'ultima discussione su questo tema in Consiglio comunale risale al 29 novembre 2017 (consultabile nell'albo pretorio on line), dove in sostanza, per riassumere il solito linguaggio prolisso da burocrati, secondo il Comune sussisterebbe un vincolo pertinenziale ma richiede allo stesso tempo, ulteriore documentazione, cosa che a detta dei residenti è stata inoltrata.

Riportiamo una parte del testo scritto nell'allegato B del resoconto della seduta consiliare di oltre due anni fa: «Avrà un’utilità quella documentazione che lei ha chiesto, faccio la domanda secca, a quale scopo, a cosa serve quella documentazione? Cerchiamo di comprenderci» - chiede un consigliere all'ingegnere che risponde - «Per la presa in carico delle aree pubbliche, che lui ha dichiarato pubbliche chiedendomene la presa in carico. La richiesta è quella, attenzione alla richiesta che viene fatta dal cittadino, la presa in carico delle opere di urbanizzazione realizzate, e l’ufficio gli ha semplicemente chiesto quali sono e come sono fatte».

Per concludere, da quel novembre 2017 non abbiamo avuto più aggiornamenti e, ovviamente, la situazione è sempre la stessa. L'unico bagliore di luce, chissà, lo si potrà avere con la nuova amministrazione, sperando che il loro interessamento in merito non sia solo in campagna elettorale.

Gianluca Marini

Commenti  

 
Rossi8
#2 Rossi8 2019-05-06 19:46
Ma perchè dovrebbero pagargli la luce i cittadini di Turi?
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Realista
#1 Realista 2019-05-06 15:55
Città da abbandonare
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