Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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Da Turi la Coldiretti in protesta a Lecce

coldiretti Turi (2)

Xylella e burocrazia. Gli agricoltori manifestano e chiedono interventi urgenti

Partenza alle prime luci del sole di sabato 9 marzo. Destinazione Lecce. Un pullman che si tinge di giallo si fa strada, dopo aver attraversato Conversano e Castellana Grotte, fino all’ombelico del Salento per dar forza ai colleghi e amici di quella terra, che lottano contro il problema della Xylella.

“Il Salento non intende morire di Xylella e di burocrazia” - tuonano gli slogan in piazza, sventolati da un fiume di agricoltori della Coldiretti e Unaprol che con i trattori, insieme a cittadini e rappresentanti della società civile, hanno invaso il centro di Lecce “contro la gestione inconcludente dell’emergenza Xylella che ha devastato milioni di ulivi in Puglia e dal Salento sta avanzando inesorabile verso Nord”.

In migliaia hanno fatto sentire la propria presenza per denunciare i ritardi e chiedere interventi decisi per espiantare, reimpiantare e far rinascere le aree colpite, dopo anni di annunci, promesse, rimpalli di responsabilità della burocrazia e decreti senza impegni concreti per la ricostituzione del patrimonio olivicolo. Il corteo è partito dal Foro Boario di Lecce e si è snodato lungo la città per giungere in Piazza Sant’Oronzo con una montagna di legna degli ulivi contagiati scaricati davanti ai palazzi delle istituzioni. Da alcuni dati della Questura, pare siano stati almeno cinquemila i manifestanti scesi in piazza a Lecce, “guidati” da un trattore con un rimorchio sul quale è stato caricato un ulivo eradicato dopo essere stato ucciso dalla Xylella e diventato il simbolo della mobilitazione.

Ricordiamo come il problema Xylella non sia un problema che affligge il solo territorio salentino. Purtroppo, infatti, è avanzato inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese provocando danni per 1,2 miliardi di euro con 21 milioni di piante infette, "una strage di ulivi che lascia un panorama spettrale mentre si continua a perder tempo con annunci, promesse ed inutili rimpalli di responsabilità". È quanto è emerso dal Dossier "Coraggio Salento" elaborato da Coldiretti e Unaprol. Se non verrà fermata l'epidemia nei prossimi cinque anni - ha denunciato sui palchi la Coldiretti - rischia di essere infettato l'intero mezzogiorno d'Italia dalla Basilicata alla Calabria, dalla Campania al Molise. Ci auguriamo che le voci di protesta e le richieste di aiuto degli agricoltori vengano ascoltate e trovino un rimedio concreto, prima di vedere il nostro territorio inesorabilmente devastato.

coldiretti Turi (1)

Commenti  

 
C.s.
#1 C.s. 2019-03-20 20:48
Secondo me la lotta la si deve fare proprio contro la Coldiretti!
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