Domenica 24 Marzo 2019
   
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Tassa sui Rifiuti, "stangata" rimandata

Le due vasche di servizio e soccorso

La Regione media le tariffe di conferimento in discarica ma resta
la scure dei 10 milioni di euro di "arretrati"

È stato scongiurato l'aumento della Tari (tassa sui rifiuti) che i Comuni pugliesi avrebbero dovuto sostenere a causa dell'incremento delle tariffe per il conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati.

Turi, come agli altri 20 Comuni dell'ex Aro Bari 5 che utilizzano l'impianto complesso di Conversano, avrebbe dovuto pagare 154 euro per ogni tonnellata smaltita, circa 15 euro in più rispetto alla tariffa applicata fino al 2018.

A evitare il balzello che avrebbe messo in serie difficoltà le casse pubbliche, è intervenuta la mediazione dell'assessorato all'Ambiente della Regione Puglia, affiancato dall'Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti). Lo scorso 6 febbraio, infatti, è stato siglato un accordo di programma con i gestori delle discariche di Canosa di Puglia (Bleu Srl), Taranto (Italcave Spa), Brindisi (Formica ambiente Srl) e Statte (Cisa Spa) che blocca il prezzo dei conferimenti a 100 euro per ogni tonnellata (oltre Iva e Ecotassa).

 

I nuovi impianti

«Chiediamo che vengano subito realizzati gli impianti pubblici di cui si parla da anni, ma senza riscontri concreti» - ammonisce l'Anci in una nota in cui sottolinea l'importanza di dotarsi di siti di discarica che siano pubblici, con costi calmierati e sostenibili.

E su questa linea si è mossa la seconda parte dell'accordo siglato il 6 febbraio. L'assessore regionale ha annunciato la realizzazione di 21 nuovi impianti, distribuiti equamente sul territorio.

Ai due termovalorizzatori privati, quelli di Manfredonia e Massafra, si affiancheranno sette impianti di compostaggio e quattro strutture per la produzione di CSS (combustibile solido secondario), cui spetterà il compito di selezionare e trattare la frazione secca non riciclabile per poi consegnarla agli inceneritori.

L'ambizioso piano regionale prevede inoltre la realizzazione di tre "centri di recupero", rispettivamente dedicati a vetro, plastica e carta; due impianti per il trattamento del percolato, due strutture per il recupero dei rifiuti da spazzamento stradale e un “deferizzatore” (ovvero un impianto per separare il ferro e l’alluminio dalla plastica).

 

L'incubo degli "arretrati"

Due buone notizie (tariffe congelate e nuovi impianti pubblici) che vengono ridimensionate da un altro spettro, che potrebbe portare l'Amministrazione a rivedere al rialzo la tassazione dei cittadini.

Nel 2013, a seguito di un'indagine della magistratura barese avviata l'anno prima, la discarica annessa all'impianto della "Progetto Gestione Bari Cinque" (le cosiddette "vasche di servizio e soccorso") fu sottoposta a sequestrato. A seguito dell'attività investigativa dei Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) erano emerse varie inadempienze, tali da far scattare i sigilli e bloccarne la facoltà d'uso. Da quel momento i nostri rifiuti sono stati biostabilizzati a Conversano e poi trasportati in altri siti, le discariche di Trani e Brindisi, con il conseguente aumento dei costi.

Costi maggiori che finora sono stati coperti dalla "Progetto Gestione Bari Cinque", nonostante l'ordinanza regionale che individuava i siti alternativi dove conferire i rifiuti biostabilizzati prevedesse che gli oneri aggiuntivi per il trasporto fossero a carico dei Comuni.

Il 5 luglio 2018 il Tar Puglia si era espresso a favore dei gestori, annotando che l'articolo 6.3 del contratto di servizio «disciplina la “rideterminazione” della tariffa in varie ipotesi, tra le quali il caso di eventuali maggiori costi nello svolgimento del servizio». Una rideterminazione chiesta fin dal 2013 e che né gli Oga (gli organi di goveno dell'ATO) né l'Ager (subentrata nel 2016) hanno mai eseguito.

La tesi del tribunale amministrativo, appellata dall'Ager, è stata confermata dal Consiglio di Stato. I giudici della Sezione Quinta, con sentenza pronunciata il 27 dicembre 2018, hanno sancito la legittimità dell'istanza della "Progetto Gestione Bari Cinque", facendo ricadere sui 21 Comuni una scure stimata in circa 10 mila euro, corrispondente all'adeguamento delle tariffe di conferimento dal 2013 ad oggi, maggiorato dagli interessi contrattuali per ritardato pagamento.

Il dovere di cronaca, infine, ci impone di segnalare che, a maggio 2018, il procedimento penale a carico dei gestori dell'impianto complesso di c.da Martucci e della cosiddetta "vecchia discarica" si è concluso con l'assoluzione, aprendo la strada per la riapertura delle vasche di servizio e soccorso.

 

Aumenta anche l'organico

Anche sul fronte della frazione organica (FORSU) la situazione non è confortante. Con determinazione del 22 gennaio, l'Ufficio Ambiente, coordinato dall'ing. Di Bonaventura, ha affidato all’impianto di compostaggio "Progeva srl" il servizio di recupero della FORSU riveniente dalla raccolta differenziata porta a porta.

Il contratto, valido dal 1° gennaio al 2 marzo 2019 salvo rinnovo, prevede che vengano corrisposti 110 euro per ogni tonnellata avviata a recupero. Solo un mese prima, a dicembre 2018, il prezzo fissato dalla "Progeva" era di 96 euro.

Al netto dell'ecotassa, si arriva al paradosso di pagare più per il recupero del rifiuto che per il suo conferimento in discarica. Una pessima strategia per incentivare la raccolta differenziata.

Commenti  

 
Marilena
#3 Marilena 2019-02-24 22:16
Il nostro Commissario lo aveva anticipato:nessun aumento. E cosí è stato.
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Piripicchio
#2 Piripicchio 2019-02-22 19:58
Analfabetismo funzionale. Quando leggete capite il senso dello scritto o andate a senso capendo quello che volete voi?
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polemico
#1 polemico 2019-02-21 20:28
solo al sud accadono queste cose: al nord con la raccolta differenziata si paga la metà di quanto paghiamo noi. gli errori e l'incapacità di gestire una cosa del genere, come sempre, ricadono sui cittadini. e ti pareva... avete scritto bene: bel modo di incentivare la raccolta differenziata
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