Domenica 24 Marzo 2019
   
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"Una manifestazione oltre la protesta"

Fabrizio Resta CGIL (1)

In Piazza San Giovanni, i sindacati scrivono la prima pagina di una piattaforma per l'equo sviluppo del Paese

La piazza si è espressa. Al di là dei numeri una cosa è certa: mentre in Piazza San Giovanni i Big hanno cominciato a parlare sui palchi, c'era chi non era ancora riuscito a partire dal luogo di ritrovo. Ragion per la quale molte persone non sono neanche riuscite ad entrare in Piazza, gremitissima e piena di folklore tra bandiere, fischietti, la banda che suonava "Bella ciao" e i formidabili senegalesi con i loro tamburi che colpivano a ripetizione come una mitragliatrice a dare ritmo al corteo e persino chi è venuto sui trampoli. No, non è stata una semplice manifestazione sindacale, c'erano pensionati, i ragazzi della Foodora che si sono presentati in "divisa" con le sacche porta-cibo agganciate, i delegati lucani dell’OIL& gas che hanno chiesto a gran voce di investire nel gas naturale italiano e molti migranti tra cui Coulibaly, ivoriano di 23 anni, residente a Turi con regolare permesso di soggiorno e con regolare contratto a Putignano, che sogna di poter diventare un giorno italiano a tutti gli effetti, anche se lui, in fondo italiano si sente già.

Fabrizio Resta CGIL (3)

A dispetto di anni in cui i cittadini si sono disimpegnati da tutto ciò che riguarda la politica, il 9 febbraio segna un cambiamento, quello vero stavolta: la riappropriazione della dignità dei cittadini che vogliono tornare a dire la loro. C'è voglia di essere presi sul serio, non c'è ancora un interlocutore politico (chi sta al governo quindi stia tranquillo; sostituirli non è il nostro mestiere) ma il sindacato c'è e fa un po’ paura con un leader che riesce ad unire tutti (sull'importanza degli investimenti è riuscito ad unire lavoratori e industriali, anche loro presenti e determinati) e che ha voglia di costringere l'esecutivo a negoziare le sue idee e non più semplicemente a contestare le decisioni prese dai governi.

C'è chi ha chiesto: "Dove eravate durante il Job Act?". È bene ricordare che se oggi alcuni tribunali stanno adottando decisioni che intaccano il Jobs Act e ne ridimensionano la portata, è anche grazie ai ricorsi promossi dalla Cgil. Durante il governo Renzi la Cgil ha organizzato ben dodici iniziative di mobilitazione nazionale tra cui scioperi, presidi e manifestazioni. Su tutte, quella del 25 ottobre 2014 di piazza San Giovanni con un milione di persone e il flash mob dei giovani “Il Jobs Act fa acqua da tutte le parti”. Potremmo procedere per molto ancora parlando dei voucher, della Legge Fornero, delle pensioni. Sicuramente, rispetto al passato, la manifestazione del 9 febbraio ha una sua particolarità; ossia che i tre principali sindacati hanno capito che bisogna rilanciare insieme la cultura del lavoro e dei diritti.

Fabrizio Resta CGIL (2)

È importante sottolineare che questa non era una semplice manifestazione di protesta contro il governo ma una vera e propria piattaforma, nata da una precisa idea di sviluppo del Paese, che i sindacati hanno chiesto di poter discutere con il governo. Sembra un sindacato diverso, pronto a combattere su tutti i fronti: dalla creazione di posti di lavoro alle condizioni di sicurezza sul lavoro; dall'aumento degli investimenti pubblici, specie nel mezzogiorno, agli interventi sulle infrastrutture; dalla questione migranti alla difesa della Costituzione; dalla lotta all'evasione fiscale alla questione salariale, troppo bassi al punto che la povertà ha raggiunto persino chi il lavoro ce l'ha; dal reddito di cittadinanza alla legge Fornero, che è rimasta lì, a dispetto dei propositi pre-elettorali dei gialloverdi ma soprattutto a dispetto di un mondo di lavoratori che non arrivano ai 38 anni di contributi, lasciati fuori dalla quota 100.

Tanti punti critici ma, come si è detto, con una visione ben precisa: l'obiettivo è di chiedere un piano nazionale di investimenti pubblico e privato, sia dal punto di vista dell'innovazione tecnologica sia dal punto di vista della manutenzione del territorio. Attenzione puntata anche su una necessaria riforma fiscale, sia perché ci sono ancora molti evasori sia perché questo governo lancia messaggi sbagliati come i condoni e la "flat tax". È invece importante rafforzare la progressività della tassazione, ridurre la tassazione sul lavoro dipendente per aumentare i consumi e ripristinare gli ammortizzatori sociali.

Prossimo appuntamento di questo nuovo sindacato è il 26 aprile per una grande manifestazione di tutti i sindacati europei, perché la politica si fa soprattutto a Bruxelles e se si vuole incidere è necessario cercare di fare rete e magari creare un modello del lavoro a livello europeo. Nel frattempo Di Maio, che è comunque Ministro del Lavoro e che almeno un po’ questa manifestazione dovrebbe interessargli, non si è visto né sentito. Si è limitato ad invitare Landini ad unirsi alla lotta contro i privilegi dei sindacalisti. Chissà se il popolo che lui dice di avere dalla sua, condivide le sue priorità.

Fabrizio Resta
Rsu Funzione Pubblica Cgil Policlinico di Bari

Commenti  

 
polemico
#1 polemico 2019-02-19 20:34
l'Italia non può andare avanti con certe palle al piede. Difendere chi ha chiuso ospedali, tolto ai poveri, ai disabili ed ai terremotati per dare alle banche ed agli africani mi sembra proprio fuori luogo. p.s. ma qualcuno ha abitato vicino quelli lì? non credo, perchè chi ha avuto la sfortuna di abitarci vicino, sa i casini che hanno fatto giorno e notte: facile fare i forti con le braccia degli altri
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