L'inquinamento di amianto nelle campagne

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Le campagne turesi sono il luogo di vita di molti lavoratori, che siano essi agricoltori o contadini. Ma c'è anche una parte della popolazione che vive le campagne per le sue bellezze paesaggistiche, come i ciliegi in fiore durante la primavera o i campi di grano, verdi durante l'inverno. Insieme a questa realtà ce n'è una più desolante, che è stata documentata e dibattuta: quella delle discariche a cielo aperto.

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L'abbandono dei rifiuti, e l'inquinamento che ne deriva, sono un danno ecologico per il terreno coltivabile e per l'ecosistema, ma anche paesaggistico. Materiale industriale, buste di plastica, rifiuti domestici, contenitori di prodotti per l'agricoltura e poi l'amianto. Di quest'ultimo, il più pericoloso per l'uomo, se ne possono trovare quantità rilevanti in via Mola al km 0,7 dal centro abitato; sempre su via Mola al km 2,3 nei pressi di "Albero d'oro"; in via vecchia Sammichele al km 1,9; in via Rutigliano a km 0,5 e al boschetto in via Gioia, che è territorio di Sammichele. Questa mappatura è stata presentata dall'associazione Mobedì ad un tavolo congiunto, tenutosi il 13 novembre dello scorso anno, tra i volontari dell'associazione, il Sub Commisario Sebastiano Giangrande, il Comandante della Polizia Locale Raffaele Campanella, il dirigente del Settore Lavori Pubblici, l'ingegnere Di Bonaventura e due responsabili della ditta "Navita", Vito Catucci e Nunzio Gaudio.

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Sappiamo che molti di questi siti in cui è stato sversato amianto sono recenti. Alcune delle zone interessate sono oggetto di abbandono da soli 12/15 mesi. Si pensi alla Macchia di Paola, in via vecchia Sammichele, bonificata qualche anno fa. Questo fa pensare che il materiale cancerogeno è ancora presente nelle case o negli edifici aziendali di Turi e che non è stato ancora bonificato, nonostante l'amianto sia stato messo fuori legge dal 1992 e diversi governi nazionali abbiano provveduto a dare detrazioni fiscali del 65% per le operazioni di bonifica.

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È importante ricordare che se la rimozione e lo smaltimento non vengono eseguiti con i dovuti criteri e con gli opportuni mezzi di sicurezza, si rischia di mettere in serio pericolo la propria salute. Infatti l'amianto, conosciuto in ambito commerciale come eternit, è composto da sottilissime particelle di silice, 1300 volte più piccole di un capello, a forma di ago, che una volta inalate perforano i polmoni. Queste particelle restano nell'organismo poiché il sistema immunitario non è in grado di smaltirle, così da provocare varie tipi di cancro a seconda dell'esposizione.

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Il governo della Regione Puglia, almeno dal 2014 in poi, ha predisposto bandi per la bonifica di aree interessate da amianto, a cui l'amministrazione Coppi ha partecipato. Nei primi anni dell'amministrazione di centrosinistra, uno di questi bandi ha permesso la bonifica in via vecchia Sammichele, in zona Macchia di Paola, e in una traversa di via Castellana; invece il bando emesso nell'anno 2017/2018 il nostro Comune non è riuscito a vincerlo. «Con il primo finanziamento riuscimmo a bonificare poco rispetto a quanto c'era e c'è ancora nelle campagne» - dichiara Antonello Palmisano, ex assessore all'ambiente dell'amministrazione Coppi, così furono interessati i tecnici degli uffici affinché partecipassero a quanti più bandi possibili.

Nonostante il Commissario Cantadori si rammarichi che a quest'ultimo avviso pubblico non si sia riusciti a partecipare, ha fatto sapere che si muoveranno con tempi celeri, intorno ai sei mesi, per fare una bonifica delle aree interessate. Inoltre è stato espresso il chiaro intento di impegnare i vigili urbani per una mappatura più dettagliata di quella prodotta dai volontari di Mobedì, aumentando il sistema di controllo e pattugliamento delle strade di campagna.

Antonio Zita