Domenica 24 Marzo 2019
   
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Turi si conferma "Comune Riciclone"

I relatori dell'edizione 2018

Con il 79,5% di rifiuti differenziati, il nostro Comune supera Rutigliano e si classifica al secondo posto

A due anni dall'avvio del sistema di raccolta "porta a porta", Turi si qualifica al secondo posto della classifica regionale dei "Comuni Ricicloni", superando Rutigliano, il Comune che negli ultimi anni era diventato il punto di riferimento per le buone prassi della gestione dei rifiuti.

La buona notizia è stata divulgata lo scorso 14 dicembre nell'ambito della presentazione dell'undicesima edizione di "Comuni Ricicloni Puglia", il rapporto annuale che fotografa e premia le performance dei Comuni in tema di gestione sostenibile dei rifiuti. Realizzato da Legambiente, in collaborazione con l'Assessorato alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia e di Anci Puglia, il dossier fornisce un quadro dettagliato della situazione del ciclo dei rifiuti nella nostra regione.

Le classifiche, riferite al 2017 e ai primi nove mesi del 2018, sono state elaborate incrociando i dati raccolti tramite questionario inviato alle Amministrazioni locali e quelli forniti dai Comuni al Servizio Ciclo Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia.

Il riconoscimento  ottenuto nel  2017

Grazie all'impegno dei cittadini, unito alla collaborazione degli operatori della Navita srl e del Comune, è stato confermato il dato record del 79,5% di rifiuti differenziati. Ricordiamo, infatti, che nel dicembre 2017, il nostro Comune aveva già ricevuto "il Premio di Seconda Categoria", assegnato alle Amministrazioni che, nei primi 9 mesi di avvio dei nuovi sistemi di gestione dei rifiuti, registravano una media percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 65%. E il nostro Comune, in cui il servizio "porta a porta" era partito nel novembre 2016, in quei nove mesi del 2017 era riuscito a far schizzare la percentuale di rifiuti differenziati dal 25,2% del 2016 al 79,5% del 2017.

Come abbiamo più volte raccontato - anche tramite le denuncie di Mobedì - non mancano nel nostro territorio i casi di abbandono dei rifiuti nelle campagne e nelle strade più periferiche del paese. Tuttavia, il prestigioso riconoscimento di Legambiente conferma che questi gesti incivili sono "isolati", compiuti da una minoranza di "cittadini recidivi" che si ostina a non adeguarsi alle nuove prassi, ignorando il danno che il loro "rifiuto" comporta a tutta la comunità.

 

Manca la "filiera del riciclo"

«In questa edizione - commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - aumentano i Comuni virtuosi e grazie al loro lavoro meritorio, che oggi premiamo, la media percentuale regionale di raccolta differenziata è cresciuta di ben dieci punti percentuali rispetto allo scorso anno e di conseguenza si è ridotta la quantità di rifiuti urbani smaltita in discarica. Tuttavia, gli sforzi dei "Comuni Ricicloni" rischiano di vanificarsi di fronte alla carenza impiantistica e all’assenza della filiera del riciclo, importante per valorizzare le frazioni differenziate. Nulla di nuovo si è concretizzato in merito alle priorità di realizzazione dell’impiantistica necessaria al trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata.

«Da anni - conclude Tarantini - sosteniamo l’urgenza di chiudere e rendere sostenibile un ciclo dei rifiuti, ostaggio di un’eterna emergenza sempre dietro l’angolo. Per rendere virtuosa e circolare l’economia in Puglia serve ridurre la produzione dei rifiuti, interrompere l’uso delle discariche, realizzare la rete degli impianti di selezione, trattamento e riciclo, e responsabilizzare i cittadini attraverso una capillare informazione».

 

La sfida dell'economia circolare

«Il ruolo dei Comuni nel portare l’attuale sistema di gestione dei rifiuti sempre di più verso l’economia circolare è fondamentale - ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti - le amministrazioni locali sono le uniche in grado di indirizzare i propri concittadini verso pratiche virtuose di prevenzione, raccolta e riciclo.

È importante però che siano inserite in un contesto di normative regionali e nazionali e di piani d’ambito che sostengano questa direzione, prevedendo gli strumenti necessari come la tariffazione puntuale, sistemi di premialità per sfavorire il conferimento in discarica e incentivare il recupero di materia, la raccolta porta a porta e serie politiche di riduzione della produzione dei rifiuti.

Al tempo stesso gli amministratori possono, attraverso scelte consapevoli e obbligatorie (come il Green Public Procurement), incidere in maniera significativa sulla diffusione dei ri-prodotti e nello sviluppo di una vera e propria economia circolare, scelta ancora più urgente vista anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti».

 

Il "pesante fardello dell'ecotassa"

«In questo momento storico - ha sottolineato Domenico Vitto, presidente Anci Puglia - è priorità assoluta per i sindaci avere grande attenzione e sensibilità per il tema dei rifiuti. Anci Puglia ha inteso assumere un ruolo di grande responsabilità nella fase di adozione del nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani (PRGRU), avviando un dialogo costante, puntuale e consapevole con la Regione, per sottolineare la posizione dei Comuni, in un settore delicato e strategico.

«Il confronto serrato con la Regione - aggiunge Vitto - deve proseguire anche perché bisogna intervenire sulla questione ecotassa, pesante fardello che grava sui bilanci comunali, su cui la Regione si è impegnata a trovare risorse per risolvere problema e valorizzare appieno gli obiettivi di raccolta differenziata raggiunte dalle nostre comunità. A tutti i Comuni che si sono impegnati e distinti raggiungendo elevati livelli di RD e abbattendo la produzione di rifiuti, vanno le mie più sincere congratulazioni, con l’augurio di fare sempre meglio. Infine, un ringraziamento a Legambiente, punto di riferimento e baluardo instancabile, nella difesa del nostro meraviglioso territorio e nella promozione di una sana cultura ambientalista».

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