Domenica 19 Maggio 2019
   
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"Una vittoria sofferta"

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Il Comitato Aree Edificabili: "Chiedevamo solo una tassazione più equa"

Nella riunione di venerdì 7 dicembre il Comitato Aree Edificabili ha comunicato l'esito del verdetto pronunciato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bari in merito ai 71 ricorsi dei cittadini che, tra il 2017 e il 2018, si erano opposti agli avvisi di accertamento ICI relativi all'anno 2011.

Ricorsi accolti che costituiscono una "vittoria" sofferta, costata anni di affanni e che non risolve la radice del problema, che si ripresenterà puntuale con gli accertamenti che verranno disposti per gli anni successivi. La speranza è che in futuro, con la buona volontà di tutte le parti in causa, si possa giungere ad una risoluzione equa della vicenda.

L'incontro ha visto l'interveto del legale di fiducia del Comitato, l'avvocato Leogrande, che, oltre a consegnare copia delle sentenze già depositate in Cancelleria, ha tracciato le linee guida per le prossime "battaglie" relative ai ricorsi contro gli accertamenti IMU per gli anni 2012 e 2013.

«È stata l'occasione - commentano i referenti del Comitato - per ribadire un concetto per noi importantissimo: il nostro intento non è mai stato quello di trovare una scorciatoia per non pagare le tasse. Al contrario, siamo sempre stati convinti che era nostro dovere versare i tributi dovuti in ragione del possesso di quei suoli; l'unica cosa che abbiamo chiesto è che la tassazione fosse calibrata sul reale valore commerciale di tali aree edificabili».

È questo il nodo cruciale su cui si innesca il contenzioso: quando l'amministrazione Coppi calcola i valori venali utili a determinare le imposte dovute su quei suoli, preferisce affidarsi a stime e formule matematiche che trascendono le dinamiche concrete del comparto immobiliare turese. Piuttosto che rivolgersi a luminari o dare incarichi a ditte che, per loro stessa ammissione, hanno guardato Turi solo dall'alto delle mappe informatiche, sarebbe stato sufficiente interpellare gli operatori immobiliari locali per toccare con mano la fase recessiva che da anni attraversa l'intero comparto.

«Basti pensare - sottolineano i referenti del Comitato - che negli ultimi anni il Comune ha dovuto restituire migliaia di euro di oneri di urbanizzazione che erano stati anticipati. Questo perché alcune imprese edili sono fallite, mentre altre hanno deciso di non portare avanti i progetti per cui erano state autorizzate, avendone verificato la scarsa convenienza economica».

«A fronte di questa situazione - prosegue il Comitato - sarebbe cosa ragionevole prevedere una riduzione della tassazione: una strada che, come a suo tempo abbiamo documentato all'ex sindaco Coppi, è stata seguita da moltissimi Comuni, prevedendo una diminuzione dell'imposta dal 40 al 60 per cento. Un taglio basato sui risultati di un'indagine statistica, eseguita dall'associazione edile, che ha accertato che i prezzi degli immobili - e di conseguenza delle aree edificabili - hanno registrato un crollo del 66% ».

«Se in un prossimo futuro il mercato edilizio inizierà una fase di ripresa, sarà più che equo pretendere da parte dell'Ente una tassazione maggiore sulle aree edificabili. Oggi, con le compravendita bloccate e una poco rosea prospettiva di nuovi investimenti edilizi, ci pare irragionevole pretendere un'imposta spropositata su suoli che non hanno alcun valore, anzi rappresentano solo spese in passivo».

FD

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