Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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Accertamenti ICI, il Comune perde i ricorsi

giudice sentenza

La Commissione Tributaria Provinciale dà ragione ai cittadini ricorrenti
e condanna l'Ente a pagare le spese di giudizio


La Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha accolto i 71 ricorsi dei cittadini che, tra il 2017 e il 2018, si erano opposti agli avvisi di accertamento ICI relativi all'anno 2011, condannando il Comune di Turi al pagamento delle spese, che verranno quantificate con atto separato.

Lo apprendiamo dalla deliberazione del Commissario Straordinario, adottata lo scorso 27 novembre, in cui il dott. Cantadori - dopo aver raccolto le indicazioni dell'avvocato difensore dell'Ente - ha deciso di opporsi solo per quelle sentenze - al momento 4 - in cui i giudici tributari hanno sentenziato a favore dei cittadini adducendo come motivazione la «presunta tardività della notifica degli avvisi di accertamento».

Ovvero, secondo la lettura della Commissione Tributaria,il Comune avrebbe dovuto richiedere il pagamento dell'ICI entro 5 anni dalla data in cui il tributo doveva essere versato, quindi entro il 31 dicembre 2016. E poiché gli avvisi sono stati recapitati a luglio del 2017, sono da considerarsi nulli. Diversa l'interpretazione della linea difensiva di Palazzo di Città: appellandosi alla Legge Finanziaria del 2007, si ritiene che l'Ente aveva a disposizione 6 anni per l'attività di accertamento, dunque il termine ultimo slitta al 31 dicembre 2017.

L'opposizione a queste 4 sentenze, sempre secondo la relazione dell'avvocato difensore del Comune, si rende necessaria per due ragioni: la presunta erroneità del criterio di diritto adottato dalla Commissione Tributariae il fatto che «i prossimi avvisi saranno emessi sulla base della medesima tempistica».In altre parole, se si dovesse accogliere la motivazione espressa dai giudiciper questi specifici ricorsi, si creerebbe un precedente che metterebbe a rischio anche la validità degli accertamenti IMU per l'anno 2012,notificati con le stesse tempistiche (cioè calcolando 6 anni dalla data in cui era dovuto il tributo).

 

Le origini del ricorso

Nel dicembre 2015 dalla Casa Comunale partono una serie di raccomandate in cui si comunica ai rispettivi proprietari che i loro terreni agricoli, in seguito all'approvazione del PUG (Piano Urbanistico Generale),sono diventati aree edificabili, destinate a servizi e verde pubblico (le cosiddette Zone F). L'avviso arriva con oltre 4 anni di ritardo, considerando che il nuovo strumento urbanistico era stato adottato dal Consiglio Comunale il 21 luglio 2011.

È in questo momento che si costituisce il "Comitato Aree Edificabili", raccogliendo le istanze di tutti quei cittadini chesi sono visti penalizzati da questa "trasformazione", soprattutto sotto il profilo della tassazione.

Difatti, a distanza di un anno, il 27 dicembre 2016, il Comune di Turi, facendo propria la relazione dell’ingegnere comunale (datata 22/12/2016), determinò, per l’anno 2011 i valori venali in comune commercio per le aree edificabili.

I valori individuati dall’ingegnere comunale, per l’anno 2011, furono ricavati applicando un calcolo matematico che tentava di anticipare nel tempo (di circa 2 anni) la capitalizzazione derivante dalle rendite delle aree edificabili. Le rendite a cui fu applicato il calcolo furono individuate per gli anni 2014 e 2015, applicando il metodo estimativo della trasformazione cioè della differenza tra quanto si ottiene vendendo un bene realizzabile su un’area e quanto si è speso per realizzare quel bene, calcolando anche interessi bancari, l’utile che deve ricavare l’imprenditore ed i tempi abbastanza lunghi per realizzare il bene in questione. Tutto fu fatto senza tenere in considerazione il reale valore commerciale di tali aree edificabili.

A luglio 2017, come anticipavamo, partono gli avvisi di accertamento ICI relativi al 2011, tarati appunto sui parametri adottati dalla delibera del dicembre 2016. Parametri che, come più volte ha dimostrato il Comitato, sono del tutto incongrui rispetto al valore reale di quei suoli, ubicati in aperta campagna, e all'andamento recessivo del mercato immobiliare turese. Nessuno dei cittadini vuole sottrarsi al pagamento delle imposte dovute, si chiede solo di stabilire criteri di tassazione più equi.

 

La "linea dura" dell'Amministrazione Coppi

Dopo aver cercato invano una via di mediazione,di fronte all'inspiegabile "linea dura" intrapresa dall'Amministrazione Coppi, 71 cittadini si vedono costretti a presentare ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale di Bari per annullare l'imposta richiesta dal Comune.

E lo scorso 5 novembre è arrivata l'ennesima doccia fredda per le casse pubbliche: il Comune ha perso i ricorsi e, oltre ai quasi 6 mila 350 euro già impegnati per le spese legali, dovrà ora pagare anche gli oneri di giudizio che, al momento, non si sa a quanto ammonteranno.

L'esito di una scelta politica, nascosta dietro relazioni tecniche pagate fior di quattrini, ha portato l'intera collettività a imbarcarsi in un contenzioso che, utilizzando un po' più di ragionevolezza, si sarebbe potuto evitare.

FD

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