Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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Ex "Cinema Zaccheo", una storia lunga tre anni

L'ex cinema Zaccheo

L'immobile è stato finalmente consegnato alla Cooperativa "Elpendù", aggiudicataria della gara per la gestione del Centro Polifunzionale

Il 27 novembre è stato finalmente siglato l'ultimo atto amministrativo che dà l'avvio ufficiale al funzionamento del Centro Polifunzionale Socio-Assistenziale, realizzato al posto dell'ex "Cinema Zaccheo" e destinato a fornire alloggio e assistenza a coloro che si trovino in condizioni di grave disagio sociale ed economico

Sebbene non sia stato possibile stipulare il contratto per "temporanea indisponibilità dell’ufficiale rogante", si è deciso ugualmente di consegnare l'immobile al Consorzio fra Cooperative Sociali "Elpendù", aggiudicatario della gara per la gestione del Centro, consentendo di avviare le attività preliminari all'esecuzione della concessione.

Una decisione che - come spiega la determinazione dell'Ufficio Servizi Sociali - è stata presa per due ragioni: evitare che l'immobile, poiché non presidiato, continui ad essere esposto ad atti vandalici e scongiurare la revoca del finanziamento regionale per inadempienza dei termini previsti dal disciplinare.

 

Il lungo iter

Era il gennaio 2010 quando il Comune di Turi otteneva dalla Regione un finanziamento di 1 milione e 750 mila euro per riqualificare l’area di proprietà comunale su cui sorgeva l'ex "Cinema Zaccheo" e realizzare un Centro Polifunzionale Socio Assistenziale.

I lavori vengono ultimati il 30 settembre 2015. Da questo momento parte un braccio di ferro che vede il nostro Comune stretto tra due fuochi. Da un alto l'Ambito Territoriale Sociale che fatica a convocare il Coordinamento Istituzionale e assumere le determinazioni necessarie alla gestione del Centro; dall'altro la Regione Puglia che insiste su una lettura stringente del disciplinare sottoscritto: la struttura deve essere operativa entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori e non entro il 30 dicembre 2017.

Dopo infiniti solleciti, il Coordinamento Istituzione convoca una riunione il 23 marzo 2016. Tutto si chiude con un nulla di fatto poiché l'Ufficio di Piano non è in grado di fornire notizie sulle eventuali risorse disponibili per la gestione in affidamento dei servizi.

A marzo 2017, con la Regione che continua a pressare per l'attivazione della struttura, la Giunta Coppi decide di procedere in autonomia e approva gli atti di gara per individuare il soggetto cui concedere la gestione del Centro. Due le offerte giunte entro il termine di scadenza: quella della costituenda A.T.I. Panacea-EMI e quella Consorzio Elpendù. Sette mesi dopo, il 22 novembre 2017, la Commissione giudicatrice, i cui membri vengono selezionati con avviso pubblico, assegna la gara al Consorzio Elpendù. La realtà sociale, originaria di Mola di Bari, consegue il migliore punteggio per l’offerta tecnica ed economica e si impegna a riconoscere in favore del Comune di Turi un canone pari a 90 mila euro per i cinque anni della durata della concessione.

 

Un anno in attesa delle certificazioni

Siamo solo a metà dell'opera. A questo punto, infatti, parte la lunga attesa per avere l'attestazioni del Settore Urbanistica del Comune di Turi "in ordine alla sussistenza dei requisiti tecnici e strutturali" e la certificazione dell'ASL Bari relativa ai requisiti igienico-sanitari.

E mentre si attendono i documenti, a marzo 2018, il Centro Polifunzionale è oggetto di atti vandali, che comportano lavori di manutenzione e messa in sicurezza a carico delle casse comunali.

Il 5 luglio 2018, nel frattempo che si ultimino i lavori e arrivino le certificazioni richieste sette mesi prima, viene approvato lo schema di contratto che regolamenta i reciproci impegni tra l'Ente e il "Consorzio Elpendù".

Trascorrono ancora due mesi di silenzio. Il 14 settembre 2018 si reitera ad ASL e Settore Urbanistica la richiesta di inviare le rispettive certificazioni e, finalmente, il 26 ottobre il Dipartimento di Prevenzione Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl di Bari, dopo aver effettuato apposito sopralluogo, trasmette il parere favorevole al’utilizzo dell’immobile sotto il profilo igienico-sanitario. Pochi giorni prima, il 20 ottobre, anche il Settore Urbanistica consegna l’attestazione sul rispetto dei requisiti tecnici e strutturali.

 

La struttura e i servizi offerti

Sfogliando lo schema di contratto, si apprende che la struttura potrà accogliere un massimo di 19 utenti: 6 ospiti presso il centro di pronta accoglienza per adulti sito al piano terra; 6 ospiti presso l’alloggio sociale per adulti in difficoltà cui è destinato il primo piano; 7 ospiti presso il centro di accoglienza per persone sottoposte a provvedimenti limitativi della libertà personale, ubicato al secondo piano.

In parallelo saranno svolte attività socio-educative volte allo sviluppo dell’autonomia individuale e sociale, nonché all’inserimento lavorativo. In tal senso, per quanto riguarda gli utenti sottoposti a misure alternative alla detenzione, il Centro dovrà operare in stretto contatto con l’Amministrazione penitenziaria e potrà svolgere attività di tutoraggio anche per i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo di quanti, a seguito di condanna da parte dell'Autorità Giudiziaria, sono impegnati in lavori di pubblica utilità o in tirocini e ‘stage’ presso le organizzazioni del privato sociale.

FD

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