Giovedì 13 Dicembre 2018
   
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"Il pasticciaccio di via Sedile"

Biblioteca Turi

Biblioteca comunale: la Regione avvia la revoca del finanziamento di 600mila euro
per l'assenza dei certificati di agibilità


Doccia scozzese per l'intera cittadinanza turese che, sulla scia delle promesse del governo Coppi, aveva riposto fiducia nella rivalorizzazione della nostra Biblioteca.

Qualche mese fa, infatti, vi parlammo dell'Avviso Pubblico "Community Library - Biblioteche di Comunità", un bando regionale che aveva visto il Comune di Turi aggiudicarsi al fotofinish il finanziamento di circa 600mila euro per la riqualificazione della Biblioteca comunale. L'imperfetto è d'obbligo poiché, come denunciato in una conferenza stampa da Fratelli d'Italia - di quel progetto restano solo le foto di rito, scattate il 23 febbraio in occasione della firma del disciplinare tra il nostro Ente, guidato all'epoca dal dott. Coppi, e la Regione Puglia, rappresentata dall'assessore Loredana Capone.

 

Un progetto bellissimo ma... manca l'agibilità

«Un progetto bellissimo - afferma il coordinatore Giacomo De Carolis - composto da oltre 80 pagine, che puntava a rendere la nostra Biblioteca tecnologica, dotandola di servizi innovativi ed inclusivi e prevedendo il restauro di una parte dei volumi dell'Archivio Storico cittadino e di altri preziosi carteggi del Fondo Gramsci». Per l'occasione il Comune di Turi arriva anche a fare rete, coinvolgendo realtà di spessore: il Centro Interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani, l'International Gramsci Society Italia, il Gal "Terra dei Trulli e di Basento", il Centro Studi di Storia e Cultura "Matteo Pugliese" e la Casa di Reclusione di Turi.

«L'idea viene premiata dalla Regione che stanzia un finanziamento di poco meno di 600mila euro. Ma - prosegue De Carolis - ad un certo punto gli uffici regionali si accorgono di un'anomalia: i locali dello stabile di via Sedile non hanno l'agibilità. Una mancanza aggravata dal fatto che - come scrive Dipartimento regionale Turismo e Cultura - questa circostanza non è stata comunicata alla Regione Puglia in fase di candidatura per l'ammissibilità e la valutazione del progetto».

Per essere ancora più precisi è la dott.ssa Graziana Tampoia, responsabile unico del procedimento, che il 24 maggio 2018 - a disciplinare già firmato - comunica alla Regione "incertezze riguardo all'agibilità degli immobili adibiti a Biblioteca comunale, da tempo chiusi al pubblico, con eccezione della Sala Conferenze". "Incertezze" su cui la Regione decide di vederci chiaro e, dopo aver ricevuto conferma dell'assenza dell'agibilità, «chiede di quantificare i tempi previsti per adeguare gli immobili ai requisiti imposti dall'Avviso Pubblico. E qui, l'ufficio Lavori pubblici, guidato dall'ing. Giuseppe Di Bonaventura, risponde con una nota del 28 settembre che ha dell'incredibile».

Infatti, Di Bonaventura fornisce due indicazioni. La prima ipotizza i tempi necessari per eseguire la verifica dello stato dell'immobile: serviranno 12 mesi a partire dal momento in cui il RUP metterà a disposizione le risorse finanziarie necessarie ad avviare la gara per l'affidamento della perizia. La seconda riguarda l'ottenimento dell'agibilità: qui le stime variano dai 12 ai 18 mesi nel caso di interventi di riparazione, e dai 36 ai 60 mesi se invece si rendesse necessario procedere con l'adeguamento sismico. Stessa ampia forbice viene profilata per i costi dell'operazione: da 100mila euro a 2,5 milioni di euro

 

Il rischio: esclusi dai bandi regionali per sei anni

A questo punto - e siamo al 28 ottobre - il Commissario Cantadori tenta un'ultima strada, chiedendo alla Regione di "valutare la possibilità di consentire lo svolgimento degli interventi nell'ambito dei tempi di realizzazione del progetto".

Una richiesta che viene respinta senza appello proprio in considerazione della tempistica indicata dall'Amministrazione: se solo per la perizia di verifica dello stato dei luoghi si prevede un anno, appare più che evidente che si sforerebbe il limite massimo - fissato a fine 2019 - per la conclusione e la rendicontazione delle opere. Motivo per cui la Regione ha comunicato l'avvio del procedimento di revoca del finanziamento.

Tralasciando la "figuraccia" che il Comune di Turi ha collezionato con i partner del progetto, ora bisogna pensare a evitare ulteriori danni.
«Il Commissario Cantadori - conclude De Carolis - deve presentare un atto di rinuncia al finanziamento entro il prossimo 2 dicembre, se questo non dovesse avvenire, Turi verrà condannata per i prossimi sei anni a non poter partecipare ad alcun bando regionale. Ecco perché noi di Fratelli d'Italia, nei prossimi giorni, protocolleremo una richiesta affinché si proceda al più presto con questa rinuncia».

 

Responsabilità tecniche e incompetenza politica

Come riassume Sandro Laera, il primo errore di questa brutta vicenda è tutto tecnico: «Non è ammissibile che ci si "dimentichi" di segnalare l'assenza dell'agibilità dei locali che si stanno candidando ad un progetto; ed è ancor meno ragionevole immaginare di realizzare la valutazione dello stato dei luoghi solo dopo aver presentato il progetto». Questa volta, tra l'altro, non può valere l'alibi della mancanza di personale o del sovraffollamento di pratiche: ricordiamo che nell'ottobre 2011 fu affidato alla società barese "PJ Consulting s.r.l." l'attività di progettazione e di supporto tecnico, investendo ben 2.684 euro.

«Qualche giorno fa - prosegue Laera - ho avuto un colloquio con il Commissario che era furioso per questa vicenda e accennava anche ad una contestazione disciplinare. Non posso dire se in ordine a questo episodio specifico o ad altre vicende, considerando che le lacune dell'Area Tecnica di Turi sono tante: basti pensare che si sta provvedendo solo ora a rilasciare i permessi a costruire chiesti dal 2010 al 2013. Il che vuol dire che ci sono richieste dei cittadini che restano inevase per anni».

«In secondo luogo - aggiunge - emerge l'incapacità politica. Le 87 pagine del progetto hanno portato via tanto tempo e tante risorse, non è un copia e incolla e di questo va dato merito a chi ci ha lavorato. Tuttavia, accanto alla buona volontà, emerge l'incompetenza della classe politica che ha derogato al ruolo di controllo degli atti amministrativi e del lavoro degli uffici comunali, soprattutto quando si tratta di investimenti così rilevanti». «Anche alla luce di questa ultima vicenda - chiosa Laera - assume ancora più valore il percorso formativo e aggregativo, iniziato da Fratelli d'Italia e Lega, che ci porterà a creare una lista capace e competente affinché questi episodi non accadano. Un percorso che stiamo portando avanti con umiltà e correttezza: nessuno vuole ergersi a "maestrino", ciò che ci preme è consentire a tutti i futuri amministratori di comprendere il funzionamento dei meccanismi della macchina amministrativa, in modo da non giungere impreparati».

 

"Non potevano non sapere"

Pungente come sempre il commento di Giovanni Settani: «Risulta poco credibile che nessuno dei consiglieri e degli assessori dell'Amministrazione Coppi fosse a conoscenza che quei locali erano inagibili. Soprattutto se si considera che nel 2011 l'Auser fu "sfrattata" proprio per questa ragione.
Inoltre, a questo punto, nasce un dubbio: se quei locali sono privi dell'agibilità, a quale titolo si permette ai dipendenti comunali di lavorare lì? E la stessa Casa delle Idee, quando ha partecipato al progetto di amministrazione condivisa, ha presentato attestazioni non corrette?».

FD

Commenti  

 
Direttore
#3 Direttore 2018-12-01 22:57
Chiedo scusa, sento parlare troppo di una Biblioteca comunale a Turi... e come si chiama il nuovo DIRETTORE ? E che qualifica professionale vanta ? Prima c'era la dottoressa Anita ma è in pensione, si dice.
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Luletta
#2 Luletta 2018-11-25 11:48
Infatti, dove erano quelli che oggi sbraitano? Non erano anche loro in comune? Cosa facevano oltre che scaldare le poltrone? Povera Turi, il commissario fa miracoli con la situazione che ha trovato e va supportato da tutti i cittadini onesti.
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2018-11-21 20:24
TUTTI A CASA
Certo che emerge l'incapacità politica,e certo che nessuno dei consiglieri della maggioranza aveva a conto della inagibilità di tutti i locali del polivalente.
MA....nemmeno i consiglieri di minoranza , che oggi parlano, hanno mai detto un parola su tale situazione.
E chi oggi si domanda come possano aver trovato accoglienza tanti giovani( la casa delle idee, private "librerie" incluse...) in quei locali privi di agibilità e necessitanti importanti adeguamenti, queste domande doveva porle da anni, anni durante i quali, hanno dato anche loro ampia prova di incapacità, e nonostante addirittura occupassero posti e addirittura presiedessero la commissione di controllo che per 4 anni non ha controllato il becco di niente.
OCCORRE GENTE DEL TUTTO NUOVA in comune, gente che abbia il coraggio di aprire bocca, anzichè aspettare l'incidente per poter parlare.
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