Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

Il Comandante Campanella ritorna alla guida della Polizia Locale

Raffaele Campanella PL Turi

"Un presidio della legalità e della civile convivenza,
pronto a rispondere alle istanze dei cittadini"


«Il cittadino presso il nostro Comando troverà solo persone disponibili ad ascoltare, nell'intesa che quando si tratta di far rispettare le regole non è possibile transigere». Questo uno dei passaggi più emblematici dell'intervista che il dott. Campanella ci ha concesso, all'indomani del suo rientro alla guida del Comando della Polizia Locale di Turi. Il messaggio è chiaro: la Polizia Locale deve essere considerata come punto di riferimento; un presidio della legalità attento a garantire la corretta e civile convivenza, a mediare i conflitti ma senza alcuno "sconto" per i trasgressori.

Nonostante abbia ripreso la sua attività da pochi giorni, dopo un anno di servizio a Gallipoli, il Comandante Campanella non ha esitazioni a illustrare gli obiettivi, a medio e lungo termine, da raggiungere per il nostro paese. Compatibilmente con i limiti imposti dalla carenza di organico, le forze della Polizia Locale saranno dispiegate per garantire un controllo capillare del territorio, sensibilizzando i cittadini al rispetto delle norme del Codice della Strada. Poi c'è il capitolo del contrasto all'abbandono dei rifiuti, che all'attività investigativa degli agenti affiancherà gli investimenti nelle cosiddette "fototrappole". Infine, oltre all'attuazione degli ultimi step del Piano del Traffico, particolare attenzione sarà riservata a rafforzare settori strategici come quello della Protezione Civile, con cui la Polizia Locale ha sempre operato in sinergia.

 

Come è stata l'esperienza a Gallipoli?

«Ho avuto la possibilità di conoscere una realtà territoriale nuova, confrontandomi con problematiche diverse rispetto al Comune di Turi. Alla fine è stata un'esperienza formativa che mi ha arricchito sia come persona che sotto il profilo professionale».

 

Cosa l'ha motivata a riprendere la guida del Comando di Turi?

«Ragioni di carattere personale mi hanno riportato qui a Turi, dove mi sono sempre trovato bene. Sono convinto che si possa fare un ottimo lavoro, continuando quello che avevamo lasciato a metà».

 

Come ha ritrovato il paese dopo un anno di lontananza? Qualche miglioramento?

«Ho trovato una situazione più o meno invariata rispetto a quella che ho lasciato. Sicuramente alcuni problemi sono stati risolti, per altri bisogna proseguire a lavorare con tenacia. Il personale in servizio è cambiato, abbiamo avuto qualche nuovo ingresso ma, ahimè, il corpo della Polizia Locale continua ad essere sottodimensionato. Una carenza di organico che speriamo possa essere risolta in tempi ragionevoli, in modo da poter dare le giuste risposte ad una cittadinanza che ne ha bisogno».

 

Su quali aspetti concentrerete la vostra attività?

«L'attività principale deve essere quella finalizzata alla sicurezza del territorio, effettuando un controllo il più possibile capillare, al rispetto dei principi di legalità e in particolar modo del Codice della Strada. Una particolare attenzione la rivolgeremo ad alcune materie che possono essere sottovalutate, come la Protezione Civile. Il nostro impegno sarà poi orientato a dare le giuste risposte alle varie istanze che arrivano dagli utenti: il cittadino presso il nostro Comando troverà sempre persone pronte ad ascoltare, nell'intesa che quando si tratta di far rispettare le regole, soprattutto quelle del Codice della Strada, non è possibile transigere o derogare ai nostri obblighi deontologici.

Molto spesso ci troviamo di fronte alla contestazione dei verbali, una serie di rimostranze che nascono dall'idea paradossale che la responsabilità non sia di chi, in spregio alle norme della strada e della civile convivenza, ha parcheggiato il suo veicolo in sosta vietata, ma del vigile che si trovava a passare in quel momento. Su questo aspetto occorre un salto di qualità, e sono fiducioso che, con il confronto e la giusta opera di sensibilizzazione, riusciremo a farlo».

 

Avete identificato i proprietari dei rifiuti abbandonati ritrovati da Mobedì in via Vecchia Sammichele?

«Prima dell'iniziativa dei volontari di Mobedì,grazie all'aiuto delle cosiddette "fototrappole", avevamo già sanzionato alcuni soggetti che si erano resi autori di questi illeciti amministrativi. A seguito della segnalazione dei volontari, abbiamo iniziato un'attenta attività investigativa: all'interno di alcune delle buste dei rifiuti abbandonatiabbiamo trovato elementi utili a risalire all'identità dei proprietari, successivamente procederemo alla contestazione degli illeciti.

Per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, abbiamo in cantiere progetti di più ampio respiro: stiamo stipulando un protocollo d'intesa con la Città Metropolitana per ottenere ulteriori "fototrappole",dispositivi che, sommati all'attività sul campo degli agenti, permetteranno di migliorare l'efficacia dei controlli e reprimere il fenomeno dell'abbandono illecito di rifiuti ai danni del nostro territorio».

 

C'è qualcosa del "modello Gallipoli" che pensa di proporre a Turi?

«Come dicevamo all'inizio sono due realtà molto differenti tra loro. A prescindere da tutto, ritengo che le singole situazioni vadano tipizzate: ogni realtà è a se stante e non consente di esportare modelli standardizzati, ci sono problemi peculiari cui vanno trovate soluzioni altrettanto specifiche».

 

Come sta procedendo l'attuazione del Piano del Traffico?

«L'attuazione del Piano del Traffico è articolata in step. Alcuni passaggi sono stati già conclusi, si pensi alladefinizione dell'itinerario per gli autocarrie alla realizzazione delle "zone 30", che ha visto l'installazione dei dossi artificiali nei punti più sensibili e di maggiore aggregazione, come le scuole o la villa comunale. A proposito dei dossi artificiali, spesso riceviamo richieste di installarli anche nelle strade "di uscita" dal paese, via Conversano in primis; tuttavia bisogna precisare che si tratta di itinerari preferenziali: sono arterie che devono risultare percorribili da parte dei mezzi di soccorso, ragion per cui non è giuridicamente possibile intervenire.

I passaggi immediatamente successivi prevedono di implementare la segnaletica stradale. Si è già provveduto a rinnovare la toponomastica, con l'apposizione delle nuove targhe nelle vie interessate; ora proseguiremo con la sostituzione della segnaletica verticale obsoleta e, in accordo con l'Ufficio Tecnico che abbiamo già coinvolto, con il rifacimento della segnaletica orizzontale, chiaramente compatibilmente con le risorse a disposizione.

Il Piano del Traffico prevede anche la realizzazione di alcuni percorsi ciclabili, in questo caso però ci troviamo di fronte a lavori strutturali che richiedono una serie di atti amministrativi propedeutici, ad iniziare dallo stanziamento in bilancio delle somme necessarie».

 

Un'ultima domanda sul centro storico. È ipotizzabile una chiusura integrale al traffico?

«La Zona a Traffico Limitato ha subito delle modifiche già durante l'ultimo mandato della giunta Coppi. Una chiusura totale, da estendere quindi anche ai cittadini residenti, è una valutazione che va affrontata prima sul piano politico e poi su quello tecnico: è un cambiamo radicale che deve passare dal coinvolgimento di tutti i portatori d'interesse coinvolti in questa scelta.

Bisogna tenere conto che un provvedimento di questo tipo, seppure tecnicamente e giuridicamente fattibile, va ad "attenuare la mobilità", incidendo in particolare sui chi vive nel centro storico, ed in alcuni casi parliamo di utenti di una certa età che utilizzano il mezzo per raggiungere la propria abitazione.

A titolo d'esempio, una città come Gallipoli - il cui centro storico è parte integrate della movida - prevede una ZTL che fino alle 10.00 di mattina consente l'accesso a tutti i mezzi, dalle 10.00 alle 2.00 solo a quelli dei residenti o ai veicoli autorizzati».

FD

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI