Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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Un fiore nel deserto della politica

Ites Pertini

L'Ites "Pertini", nonostante il riconosciuto prestigio formativo, perde autonomia e presidenza.

Buonaccino: "Scontiamo l'assenza di una classe politica rispettata"


Hanno lasciato qualche perplessità le dichiarazioni che Giusy Caldararo, ex assessore alla Pubblica Istruzione, ha consegnato ad un post sul suo profilo Facebook, ospitato anche sulle nostre colonne, in merito al destino dell'Ites "Pertini - Anelli".

Nella prima parte del suo discorso, la Caldararo mette "i cittadini attenti" a conoscenza del fatto che il nostro Istituto superiore, non avendo raggiunto la soglia minima dei 600 alunni, ha perso l'autonomia e la presidenza. Effettivamente da quest'anno l'Ites è affidato in reggenza al prof. Francesco Tricase, dirigente dell'Istituto "Minzele - Parini" di Putignano, che ha sostituito il prof. Andrea Roncone, attualmente in servizio a Mola di Bari.

Fin qui nulla da dire. Quello che non torna è la successiva ricostruzione - in verità un po' confusa - delle responsabilità di questa débacle. L'ex assessore esprime il suo rammarico per essere stata duramente criticata da chi faceva parte del Consiglio d'Istituto e, pur non essendo "addetto ai lavori", derise la sua proposta di accorpamento con Istituti di altri Comuni.

Decriptando i messaggi velati tra le righe di quel post, è facile intuire che la "non addetta ai lavori" tirata in ballo dall'ex assessore è Marilena Lerede, cui andrebbe imputata la colpa di non aver compreso "a quali interessi collettivi" mirava la prospettiva del sodalizio con la sede putignanese dell'Istituto "Agherbino".

Il prof. Buonaccino

Poiché anche noi ci riteniamo "non addetti ai lavori", abbiamo deciso di contattare il prof. Aldo Buonaccino d'Addiego, che riveste il ruolo di vicepreside dell'Ites dal 1992 e, senza ombra di dubbio, è fonte privilegiata per chi sia interessato a ripristinare la verità dei fatti.

«Scontiamo l'assenza di una classe politica rispettata, per cui da tempo stiamo vivendo una situazione di precarietà» - questa l'amara costatazione con cui esordisce il prof. Buonaccino, aggiungendo che «quello che è accaduto dopo il 28 dicembre 2017, data in cui la Regione licenzia il Piano di Dimensionamento , è irrilevante: le proposte presentate fuori tempo massimo non avevano nessuna garanzia di essere accolte».

È opportuno a questo punto fare un passo indietro e ripercorrere le tappe salienti della vicenda.

 

La proposta del Consiglio d'Istituto

Iniziamo dal 9 novembre 2017, giorno in cui si riunisce il Consiglio d'Istituto per decidere che posizione prendere all'indomani dell'approvazione in Consiglio Regionale delle linee d'indirizzo sul Piano di dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2018/2019. L'allora dirigente, il prof. Andrea Roncone, riferisce che il Collegio dei docenti «in continuità con quanto espresso nello scorso anno scolastico, propone di confermare l'attuale assetto dell'Istituto "Pertini - Anelli"» e di rinnovare la richiesta di attivazione del Liceo Linguistico presso la sede del nostro Istituto.

 

Il "piano di riserva"

Marilena Lerede

In quella stessa assise, Marilena Lerede, in qualità di rappresentante dei genitori, avanza un "piano di riserva".

«Fermo restando la volontà di continuare la progettazione con la sede "Anelli", nel caso in cui la Città Metropolitana dovesse prendere decisioni diverse, per motivi a noi sconosciuti», Lerede chiede di «votare l'accorpamento della sede "Pertini" con l'Istituto Alberghiero di Casamassima, o con l'Istituto "Agherbino" di Putignano».

Il Consiglio d'Istituto sostiene a maggioranza la prima linea (mantenere lo status quo e chiedere l'attivazione del Liceo Linguistico), ma Lerede non demorde e chiama in causa l'Amministrazione Coppi: protocolla una richiesta in cui invita a tener conto della sua proposta che, se adeguatamente supportata dalla volontà politica, avrebbe garantito «al nostro Istituto un futuro più stabile e la continuità gestionale della presidenza».

 

Il Consiglio Comunale

Ebbene, il 29 novembre la discussione sul piano di dimensionamento approda in Consiglio Comunale. È il momento di assumersi quella responsabilità politica e fare una scelta.

A conclusione di una dettagliata relazione della stessa Caldararo, vengono messe ai voti due proposte: la prima ricalca appieno il deliberato del Consiglio d'Istituto e, quindi, chiede di «confermare l’assoluto ed imprescindibile status quo della sede del Pertini di Turi con la sede dell’Anelli di Castellana Grotte», unitamente all'attivazione del Liceo Linguistico.

La seconda, riprende solo una porzione dell'istanza protocollata da Marilena Lerede, ovvero l'accorpamento con l'Agherbino di Putignano, dimenticando l'opzione del connubio con Casamassima. Un tandem che avrebbe dovuto superare qualche ostacolo (si tratta di Istituti appartenenti ad ambiti territoriali differenti), ma sicuramente sarebbe stata un'occasione di reciproca crescita per le due comunità scolastiche, distanti l'una dall'altra una manciata di kilometri.

 

Un fiore nel deserto della politica

«L'Ites - riprende il prof. Buonaccino - potrebbe essere il fiore all'occhiello per la nostra città, ma la politica piuttosto che difendere questa scuola si è limitata ad arrovellarsi su ipotesi che non hanno avuto alcun esito».

E le occasioni in cui la classe dirigente ha "girato le spalle" al nostro Istituto partono da lontano, precisamente da quando viene interrotto «il felice sodalizio con il "Montale" di Rutigliano, in nome della volontà di qualche politico che premeva per realizzare un polo scolastico tutto rutiglianese».

«Stessa cosa - prosegue Buonaccino - è accaduta lo scorso anno davanti alla proposta di accorpare il "Pertini" con la sede putignanese dell'Istituto Agherbino. L'unione, sebbene appoggiata dalla Città Metropolitana, quando è passata all'esame della Regione è stata ribaltata. Evidentemente l'Amministrazione putignanese è riuscita ad essere più incisiva, battendosi per evitare che il proprio Istituto fosse smembrato. Al contrario la nostra classe politica si è dimostrata priva di un peso specifico tale da ottenere quello che chiedeva. E questo nonostante all'epoca in Comune, Provincia e Regione avessimo un governo monocolore; viene il sospetto che Turi abbia pagato il prezzo di qualche problema di "corrente"».

In conclusione, l'unica cosa che l'Ites "Pertini" riesce ad ottenere è la riconferma dell'accorpamento con l'Istituto "Anelli", ben sapendo che si prospettava una situazione numericamente provvisoria: «Permangono alcune criticità nella sede castellanese, eppure con non pochi sforzi siamo comunque riusciti a creare una classe prima e a ribaltare la precedente situazione. Ciò ci rende ottimisti nella ripresa di quell’istituto, che va precisato essere l’unico in tutto il territorio che prepara i futuri geometri. Tuttavia, il risultato è stato che, per soli 8 alunni in meno, l'Ufficio Scolastico ha decretato il nostro sottodimensionamento».

 

Una scuola da difendere

«Mentre nel panorama nazionale gli Istituti tecnici sono in caduta libera, con un calo nelle iscrizioni, noi ci siamo difesi, riuscendo a creare cinque nuove classi prime. Inoltre - sottolinea il prof. Buonaccino - a ulteriore dimostrazione della potenzialità e della qualità della nostra offerta formativa, per l'ennesima volta la Fondazione Agnelli ci ha collocato al secondo posto tra gli Istituti del sud-est barese per la qualità e serietà della nostra offerta formativa».

«Cosa accadrà per il prossimo anno - conclude il vicepreside - è difficile prevederlo, non sappiamo se riusciremo a ribaltare la tendenza e superare il sottodimensionamento, continuando il nostro percorso virtuoso».

La signora Lerede Marilena, interrogata sulla situazione politica emersa dichiara che «personalmente, insieme al circolo PD di Turi abbiamo cercato di fare tutto quanto possibile, purtroppo però quando si pongono degli obiettivi e non si mostra compattezza da parte dell’Amministrazione e del dirigente si perde credibilità, a dimostrazione di questo ci sono dichiarazioni poco chiare e veritiere che a mio parere creano soltanto confusione e non si capisce dove vogliano arrivare. Il vero problema è che un buon politico e un buon dirigente di qualsiasi colore deve sempre tutelare e difendere un bene comune e mai strumentalizzarlo».

Al di là di questa ricostruzione, occorre guardare al futuro: si avvicina il nuovo Piano di Dimensionamento e sarebbe il caso che, questa volta, si unissero le forze per tutelare il "Pertini", un Istituto che ha ampiamente dimostrato di sapersi presentare come volano dello sviluppo di Turi.

Fabio D'Aprile

Commenti  

 
turese doc
#1 turese doc 2018-10-07 22:17
Qui il rispetto bisogna guadagnarselo
Il Commissario ad esempio se lo è guadagnato e i turesi lo apprezzano. Ma fra i politici locali?
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