Lunedì 19 Novembre 2018
   
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"Sant'Oronzo è tornato in mezzo a noi"

L'arrivo della reliquia (16)

La sacra reliquia del nostro Patrono accolta trionfalmente dalla comunità turese

Sabato 11 agosto, con l'arrivo della reliquia di Sant'Oronzo, Protovescovo di Lecce, sono entrati nel vivo gli appuntamenti dell'Anno Giubilare Oronziano, indetto da Papa Francesco per commemorare i 1950 anni trascorsi dalla data del martirio del nostro Patrono.

La teca contenente la costola del primo Vescovo di Lecce è stata trasportata da una società specializzata, riconosciuta anche dal Ministero della Cultura della Croazia, seguendo protocolli di massima sicurezza che hanno visto prima la scorta della Polizia Stradale e poi quella dei Carabinieri.

Alla fine del lungo viaggio da Nona a Turi, il reliquiario è stato consegnato nelle mani di don Giovanni Amodio che, all'interno della sagrestia della Chiesa Madre, ha provveduto ad aprire il contenitore che custodiva la reliquia alla presenza del Comandante Sacchetti e dei Vigili Urbani. Portata alla luce la cassettina, l'arciprete ha chiesto ai presenti di riunirsi in preghiera, invocando il Santo affinché «aiuti tutti, in particolare quelle persone che non stanno bene e che hanno bisogno della sua protezione». «Sant'Oronzo - ha proseguito don Giovanni - ha fatto tanti miracoli e continuerà a farli nella nostra Comunità e nella nostra Regione».

Concluso il momento di raccoglimento, i parroci turesi, insieme al Vescovo Favale e al suo Vicario, don Vito Fusillo, si sono riuniti nel piazzale antistante la Grotta di Sant'Oronzo per presentare alla comunità la sacra reliquia. Alla solenne celebrazione eucaristica, officiata dallo stesso Monsignor Favale, hanno preso parte, insieme al Comitato Festa Patronale e alle Confraternite turesi, il Commissario Cantadori, il Sub Commissario Giangrande e tutte le autorità religiose e civili, ad iniziare dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Turi, Giovanni Sacchetti, e da quello della Polizia Locale, Evangelista Marzano, fino ad arrivare ai volontari della Protezione Civile, distintisi ancora una volta per il prezioso supporto organizzativo, e agli agenti della Metronotte.

 

La prima immagine di Sant'Oronzo Vescovo e Martire

Prima di passare in rassegna i momenti salienti della giornata, vale la pena ricordare che la reliquia di Sant'Oronzo, giunta in pellegrinaggio nella nostra città, riveste un'importanza dirompente anche sotto il profilo storico, artistico e archeologico. Difatti, come già annotato dal ricercatore Stefano de Carolis, tra i medaglioni che ornano il sacro scrigno vi è quello di Sant'Oronzo Vescovo e Martire che ci restituisce la prima e la più antica raffigurazione del nostro Patrono.

Ed è proprio de Carolis, le cui ricerche "laiche" rivestono sempre più il carattere di pietra miliare nell'ambito della ricostruzione iconografica del Protovescovo di Lecce, che ci rivela di aver contattato il prof. Antonio Calisi per un'ulteriore conferma sulla paternità storica dell'effige.

«Professore presso l'Università del Salento, Calisi oltre ad essere fine conoscitore dell'iconografia bizantina è egli stesso un maestro iconografo, ovvero dipinge immagini sacre secondo la tradizione bizantina, appresa dai suoi numerosi viaggi nei monasteri di Russia, Romania, Albania, Grecia e Monte Athos.

Reliquia Sant'Oronzo dettaglio

Dal nostro confronto - spiega de Carolis - è emersa la certezza che l’immagine riprodotta sul reliquiario è sicuramente bizantina ed ha le caratteristiche iconografiche del Vescovo Oronzo di Lecce. Una conclusione che si ricava dagli attributi episcopali delle vesti, dal Vangelo e in modo particolare dall’iscrizione (S. A. Ronci)».

«Calisi, inoltre, mi ha fornito una descrizione tecnica e dettagliata dell'icona: il santo è rappresentato come un uomo anziano con sopracciglia rade e sporgenti e una barba dal profilo arrotondato. Il personaggio è a capo scoperto e indossa abiti vescovili: lo stichárion, ovvero una tunica a maniche lunghe, il phelónion, cioè la cappa, simile a un pallio, e l'omophórion, la lunga stola bianca decorata con croci che scende lungo la parte anteriore del corpo.

Egli reca un vangelo nella mano sinistra e con la destra benedice secondo lo stilema orientale: le tre dita unite (pollice mignolo e anulare) stanno a indicare il mistero della trinità; mentre l’indice e il medio, le due nature divina-umana di Cristo».

Nel frattempo la comunità dei fedeli leccesi scalpita per poter ammirare con i propri occhi il frutto dell'epocale scoperta tutta turese. Tanto è vero che, oltre ad essere previsto un massiccio pellegrinaggio, il 20 agosto - come da programma - è stata confermata la visita dell'arcivescovo di Lecce, Monsignor Michele Seccia.

Sempre a livello storico, artistico e iconografico de Carolis torna a precisare che questa scoperta archeologica è un punto di partenza per ulteriori approfondimenti e studi da parte sia dei ricercatori locali che del mondo accademico leccese.

 

Il messaggio del Vescovo Favale: "Sant'Oronzo deve risvegliare
in tutti i turesi la gioia dell'evangelizzazione"

Difficile descrivere l'emozione che si è respirata quando la reliquia di Sant'Oronzo è stata presentata ai fedeli, assiepati per assistere ad uno degli eventi che di diritto si iscrive nella storia del nostro paese.

L'arrivo della reliquia (4)

Una sintesi la offrono le parole che Monsignor Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi Conversano - Monopoli, ha speso dopo la benedizione del sacro scrigno: «Sant'Oronzo è tornato in mezzo a noi con questo segno della reliquia di una sua costola; è tornato in questo luogo dove ha trovato rifugio in un momento burrascoso della sua vita, durante le persecuzioni dei primi tempi del cristianesimo. Non abbiamo fonti storiche per conoscere come realmente sono andati i fatti, però noi accogliamo la voce della tradizione che ci dice che Sant'Oronzo in questa grotta ha annunciato il Vangelo e i nostri padri si sono lasciati guidare dalla sua parola, hanno accolto il dono della fede, hanno aderito a Cristo».

«Il messaggio che voglio lasciare questa sera alla città di Turi, che deve essere fiera di avere questo celeste Patrono, è quello delle parole dell'Apostolo Paolo, che secondo la tradizione Oronzo ha conosciuto attraverso San Giusto: "Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!". Sono le parole di San Paolo ai cristiani di Corinto e, ne sono certo, sono le parole di Sant'Oronzo quando, grazie all'Apostolo Paolo, è stato afferrato dalla voce del Vangelo ed è diventato strumento dello Spirito Santo».

«Stasera Sant'Oronzo - incalza il Vescovo - consegna a noi questa provocazione che diventa impegno per tutti i cristiani di Turi. In questo nostro tempo meraviglioso e tormentato, che ha tanto bisogno della luce del Vangelo, io devo portare questa ricchezza.

L'ho detto dal primo momento in cui si è pensato alla commemorazione di questo anniversario del martirio di Sant'Oronzo: io vorrei che questo Giubileo fosse un'occasione preziosa per risvegliare la gioia dell'evangelizzazione in tutti i turesi e in tutti i luoghi».

«Davanti alle preziose reliquie di Sant'Oronzo - ha concluso Monsignor Favale - chiedo al celeste Patrono di questa comunità di trasmettere a ciascuno un pizzico di entusiasmo in più per annunciare il Vangelo, per rinnovare il tessuto umano, civile ed ecclesiale di Turi, perché solo il Vangelo dà una svolta alla vita delle persone, perché il Vangelo ci presenta il progetto di Dio per la vita degli uomini, quel progetto che si è incarnato nella persona di Gesù Cristo».

 

Don Giovanni: "L'unità e la comunione sono il più bel frutto del Giubileo"

Processione reliquia (9)

«Il rito che stiamo per celebrare - ha proseguito don Giovanni Amodio - esponendo alla venerazione la teca contenente l'insigne reliquia di Sant'Oronzo Vescovo e Martire, rende anzitutto gloria a Dio fonte di ogni santità. Offrendo alla devota attenzione dei fedeli le reliquie dei Santi, la Madre chiesa intende presentarci come modelli e intercessori coloro che, guidati dallo Spirito Santo, hanno seguito Gesù in vita e in morte. Innalzando lo sguardo alla città futura, possiamo scorgere la via per la quale i Santi sono giunti alla perfetta unione con Cristo. Essi sono amici ed eredi del Signore, nostri modelli e patroni, ci amano, ci soccorrono ed intercedono per noi in forza del misterioso vincolo di comunione fra i membri della chiesa pellegrina nel mondo e coloro che sono già entrati nella Gerusalemme del Cielo».

«Questo momento - ha tenuto a precisare l'arciprete - è stato preparato da tanto tempo, 'costruito'. Non arriva dall'oggi al domani un reliquario di così grande importanza dal punto di vista artistico, storico e archeologico. Dobbiamo continuare a vivere questo evento come un momento che, come ricordava il Vescovo, deve aumentare la fede, deve spingerci a tenere di più Dio presente nella nostra vita.

Non ci stancheremo mai di ringraziare tutti, ad iniziare dai confratelli sacerdoti con le loro comunità di fedeli, sempre uniti. L'unità, la concordia, la serenità, la comunione nonostante le differenze, penso siano il più bel frutto del Giubileo».

 

La visita in Grotta e la processione in Chiesa Madre

Al termine della solenne celebrazione, esaudendo la richiesta dell'Associazione dei Bersaglieri, la reliquia è stata portata in visita all'interno della Grotta di Sant'Oronzo per poi essere accompagnata in processione in Chiesa Madre. Adagiato sull'altare maggiore, lo scrigno resterà esposto alla venerazione dei devoti fino al 27 agosto.

A conclusione della manifestazione, la teca è stata trasportata presso la locale Caserma, dove sarà vigilata nelle ore notturne.

Il prossimo appuntamento ufficiale è fissato per mercoledì 15 agosto, giorno in cui inizierà l'undena e si potrà assistere al rito dell'apertura della Porta Santa.

Reportage fotografico a cura di Fabiana Stanisci

Commenti  

 
A. B.
#2 A. B. 2018-08-13 19:15
Se la redazione di Turiweb me lo consente vorrei far arrivare al commissario dottor Andrea Cantadori i miei migliori auguri di buon Ferragosto, insieme a quelli di tutta la mia famiglia, per l' ottimo lavoro che sta svolgendo.
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Romi
#1 Romi 2018-08-13 17:26
Grazie don Giovanni, grazie Commissario Cantadori.
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