Domenica 21 Ottobre 2018
   
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L'appalto dell'Aro Bari 5 spetta alla Falzarano

Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del TAR Puglia
e accoglie il ricorso della seconda classificata

 

Colpo di scena nella gestione del servizio di igiene urbana dell'Aro Bari 5, di cui fa parte il nostro Comune. Il Consiglio di Stato, con sentenza inappellabile emessa il 21 giugno e pubblicata lo scorso 25 luglio, ha revocato l'aggiudicazione al Raggruppamento d'imprese guidato dal CNS-Bologna, disponendo il subentro della Ecologia Falzarano srl, seconda classificata nella gara d'appalto.

In sintesi, prima di ripercorre i passaggi salienti della vicenda, i giudici della Quinta Sezione, guidati dal dott. Carlo Saltelli, affermano che una delle imprese facenti parte del Raggruppamento - la Del Fiume srl - è risultata priva dei "requisiti di qualificazione professionali" richiesti esplicitamente dal disciplinare di gara.

 

Aggiudicazione e ricorso al TAR

L'8 ottobre 2014 l'Aro Bari 5 approva gli atti di gara per l’affidamento dei servizi di igiene urbana nei Comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Turi.

Sette le aziende che partecipano alla gara aggiudicata definitivamente, il 3 novembre 2015, in favore del Raggruppamento di Imprese costituito da CNS-Bologna (impresa mandataria), Cogeir Costruzioni e Gestioni srl (impresa mandante) con sede a San Vito dei Normanni (BR) e Impresa Del Fiume spa (impresa mandante) con sede a Taranto.

L'Ecologia Falzarano s.r.l., seconda classificata con 54,406 punti per l'offerta tecnica e 19,086 punti per l'offerta economica, chiede al TAR Puglia l’annullamento di tale aggiudicazione, lamentando una serie di violazioni del disciplinare di gara, oltre a contestare il punteggio assegnato all’offerta tecnica e la presunta incompatibilità del Presidente della Commissione di gara, che rivestiva contemporaneamente il ruolo di Direttore dell'Aro Bari 5 e quello di responsabile unico del procedimento.

Il 23 febbraio 2017, la prima Sezione del Tribunale Amministrativo pugliese respinge il ricorso, ma la Falzarano non si arrende e chiama in causa il Consiglio di Stato.

 

Il "ribaltone" del Consiglio di Stato

Come anticipato in premessa, la Quinta sezione del Consiglio di Stato, dopo oltre un anno di attesa, si è pronunciata il 21 giugno, ribaltando la sentenza dei giudici amministrativi. A parere dei magistrati romani, l'impresa Del Fiume non avrebbe potuto essere ammessa alla gara poiché non rispettava quanto disposto dal disciplinare di gara, che prevedeva che tutte le aziende partecipanti avessero le necessarie certificazioni (certificato UNI EN ISO 14001 per i sistemi di gestione ambientale), rilasciate da un organismo accreditato e conformi alle norme europee.

L'impresa Del Fiume "è risultata in possesso di certificazione ISO 14001:2004 - si legge in un passaggio della sentenza - allo scopo di progettare, installare e mantenere impianti e reti elettriche di media e bassa tensione aeree e interrate, reti di distribuzione del gas, reti idriche e fognanti, impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, installare e mantenere cabine di trasformazione, costruire canalizzazioni per cavi e reti di energia e telefonici". Dunque, fanno notare i giudici, non vi è alcuna "contiguità" tra le attività per cui è abilitata l'impresa tarantina e quelle oggetto dell'appalto.

In aggiunta, si è riscontrata anche la mancata iscrizione dell'impresa Del Fiume alle classi e categorie dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali coerenti con il servizio che doveva svolgere: "[...] nel caso della Del Fiume la certificazione di gestione ambientale rimanda a tutt’altra branca, vale a dire il settore E, pertinente in generale al settore delle costruzioni".

Queste due violazioni - concludono i magistrati della Quinta sezione - rendono nulla la formazione del raggruppamento, e la successiva aggiudicazione dell'appalto, "per l’evidente assenza dei requisiti di qualificazione professionale di uno dei componenti, laddove richiesti inderogabilmente".

 

La clausola di salvaguardia

Ricordiamo che nel contratto che il Comune di Turi ha sottoscritto il 24 giugno 2016 con il Raggruppamento guidato dal CNS-Bologna è stata inserita un'apposita "clausola di salvaguardia" che, proprio in considerazione dei ricorsi all'epoca pendenti, consente il passaggio di consegna della gestione del servizio senza nessuno strascico legale per la nostra amministrazione.

Se è vero che si possono fin da ora escludere ripercussioni legali, non è detto che il cambio di gestore sia del tutto indolore anche sotto il profilo economico. Come noto, il costo del servizio di igiene urbana viene interamente coperto dai cittadini mediante il pagamento della TARI (tassa sui rifiuti). Se le condizioni offerte dalla Falzarano - che saranno ora perfezionate dall'Aro con la sottoscrizione di un nuovo contratto - dovessero essere più dispendiose di quelle attuali, si renderà necessario ricorrere ad un aumento della tassazione per compensare gli eventuali maggiori costi.

Nel frattempo, apprendiamo che l'Aro ha convocato una riunione di tutti i sindaci interessati al fine di valutare le soluzioni da adottare.

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