Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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Ecomafia: Puglia al terzo posto

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Secondo il rapporto di Legambiente, la nostra Regione resta sul podio per i reati legati al ciclo dei rifiuti, del cemento e per quelli contro la fauna


Mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l’ambiente come nel 2017, mai tante inchieste sui traffici illeciti di rifiuti. Dal Rapporto Ecomafia 2018, elaborato da Legambiente, spiccano infatti le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). Un risultato importante sul fronte repressivo frutto di una più ampia applicazione della Legge 68 (la cosiddetta 'Legge sugli Ecoreati') e di un vero e proprio balzo in avanti dell’attività delle Forze dell’Ordine contro i trafficanti di rifiuti.

A completare il quadro, un fatturato dell’ecomafia che sale a quota 14,1 miliardi, una crescita del 9,4%, dovuta soprattutto all'incremento degli affari nel ciclo dei rifiuti, il settore dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, nel campo agroalimentare e nel racket animale.

Sono questi in sintesi i dati nazionali che emergono dal rapporto di Legambiente presentato a Roma. Quelli pugliesi, invece, sono stati illustrati lo scorso 9 luglio a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Renato Nitti, Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, e dei Comandanti regionali dei Carabinieri, della Forestale e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza.

«Nel Rapporto Ecomafia 2018 - precisa Francesco Tarantini in apertura - la Puglia conferma il terzo posto nella classifica regionale dell’illegalità ambientale con 3.119 infrazioni accertate. L’abusivismo edilizio, i reati legati al ciclo dei rifiuti e quelli contro la fauna non accennano a diminuire».

«Occorre completare la rivoluzione avviata con la legge sugli ecoreati - aggiunge il Presidente di Legambiente Puglia - per rendere ancora più efficace la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e delle imprese sane e rispettose dell’ambiente. È fondamentale che siano approvate quelle norme che mancano ancora all’appello, a partire da una legge che semplifichi l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive. Servono anche norme che prevedano i delitti contro la flora e la fauna protette, pene più severe contro le archeomafie, le agromafie e, sul fronte dei controlli, occorre dare gambe forti alle Agenzie regionali di protezione ambientale».

 

Traffico di rifiuti

Il 2017 è l’anno del rilancio delle inchieste contro il ciclo illegale dei rifiuti, un settore in cui la Puglia rimane salda al secondo posto, con 677 infrazioni accertate, 811 persone denunciate, 33 arrestate e 317 sequestri effettuati. In particolare la provincia di Bari si aggiudica l'undicesimo posto con ben 104 violazioni.

In crescita anche le tonnellate di rifiuti sequestrate dalle Forze dell’Ordine nell’ultimo anno: nella nostra Regione gli uomini della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 1.317 tonnellate di rifiuti industriali, 4 discariche abusive e constatato un’evasione dell’ecotassa per un ammontare complessivo di poco più di 16 milioni di euro.

La Puglia rimane la base logistica per i traffici internazionali di rifiuti, costituiti principalmente da rottami ferrosi, materiali plastici, rifiuti elettrici ed elettronici, carta e vetro. Più che allo smaltimento vero e proprio i trafficanti puntano alle finte operazioni di trattamento e riciclo, sia per ridurre i costi di gestione che per evadere il fisco.

 

Abusivismo edilizio

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia scende dal secondo al terzo posto con 418 infrazioni accertate. È proprio sulla costa che si materializzano i peggiori ecomostri e i peggiori abusi edilizi, frutto di lottizzazioni spregiudicate: villette, piscine, ristoranti, campeggi, resort, spesso costruiti direttamente sulla sabbia.

Un vero e proprio assalto, il più delle volte pilotato dalla criminalità organizzata, di fronte al quale la nostra Regione pare inerme: gli interventi di abbattimento continuano ad essere pochi e sporadici.

 

Agromafie

Anche il 2017 si è rilevata un’annata particolarmente a rischio per il settore agroalimentare pugliese. Diverse le operazioni, portate a termine dai militari del Comando Regionale Carabinieri Forestale Puglia, volte a garantire la sicurezza agroalimentare e a tutelare i consumatori da frodi e contraffazioni.

Altri controlli hanno riguardato la tracciabilità, l’etichettatura e la commercializzazione sia delle carni che dei prodotti ortofrutticoli freschi.

 

Pirati di biodiversità

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia sale al secondo posto e la provincia di Bari si piazza al terzo posto con 287 violazioni.

Ricordiamo che una vasta operazione mirata alla lotta al bracconaggio dei Carabinieri Forestali nel Sud barese, in particolare nelle località di Gioia del Colle e di Alberobello, ha portato al sequestro di diversi richiami acustici utilizzati come mezzi di caccia non consentiti.

 

Corruzione e archeomafia

La corruzione è sicuramente il peggior nemico dell’ambiente. Gli appalti pubblici nel settore dell'ecologia sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata. Dal gennaio 2010 a maggio 2017, in Puglia ci sono state 30 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 194 persone arrestate, 349 denunciate e 41 sequestri effettuati.

Sul fronte dell’archeomafia, ovvero dell’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, sale al settimo posto con 38 furti di opere d’arte.

Commenti  

 
vito totire
#1 vito totire 2018-07-27 18:45
Un sentito ringraziamento a Legambiente; teniamo tutti gli occhi aperti.
Ancora grazie.

Vito Totire
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