Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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La "donna del mistero" fa tappa a Turi

Donna del mistero Foto A.M. Di Venere

Colta e lucida, ha scelto di abbandonare tutto e vivere in strada.
Il suo pellegrinaggio senza meta dura da oltre venti mesi


Il pellegrinaggio della "donna del mistero", come è stata ribattezzata dai media, ha fatto tappa anche a Turi. Dalle prime ore di mercoledì 11 luglio, sui social ha iniziato a girare la foto di una signora che, dopo essere stata avvistata lungo la provinciale che collega Conversano a Turi, si aggirava tra le vie del nostro paese. Avvolta in un cappotto pesante, un cappello di lana in testa e due buste di plastica legate ai piedi, si trascinava un carrellino con una decina di buste tra le mani.

Le iniziali preoccupazioni per un eventuale stato di bisogno, si sono trasformare in un sentimento di incredulità quando si è appreso che la sua è una scelta di vita quasi "francescana".

A chi l'ha fermata chiedendo se avesse bisogno d'aiuto, ha raccontato di chiamarsi Anna, di provenire dal centro Italia e di essere legata al territorio pugliese, poiché da piccola trascorreva le vacanze estive a Bari.

Donna del mistero

Da oltre venti mesi, in seguito alla tragica perdita di suo marito e sua figlia, ha deciso di abbandonare tutto ed iniziare un personale pellegrinaggio, senza una meta prestabilita. Una marcia silenziosa che, dopo aver toccato i comuni leccesi nel giugno 2017, ora l'ha portata nella nostra provincia.
Nella tappa salentina del suo viaggio, su segnalazione dei cittadini di Nardò, la sua foto fu diramata anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”, nella speranza che qualcuno dei familiari potesse riconoscerla.

I Carabinieri della Locale Stazione hanno provveduto a verificare che non fosse nell'elenco delle persone scomparse e l'hanno scortata consentendole di giungere in paese in sicurezza; nell'immediato si è mossa anche la macchina della solidarietà della Caritas, che le ha fornito beni di prima necessità. Altro non è stato possibile fare: la donna, completamente lucida secondo le testimonianze, ha rifiutato l'offerta di un alloggio o di altri soccorsi.

Scorrendo i tanti commenti che hanno accompagnato il pellegrinaggio leccese, si apprende che la donna, educata ed estremamente colta, fornisce diverse versioni della sua vita: ad alcuni ha riferito di essere un insegnante di lettere, ad altri di lavorare per una multinazionale ad altri ancora di essere un'impiegata comunale. Tutte le varianti del suo racconto hanno in comune il dolore per la perdita della sua famiglia in un incidente stradale o, secondo altre varianti, in seguito al sisma che ha fatto tremare l'Abruzzo. La sua identità rimane ancora un mistero; la cosa certa è che nessuno è riuscita a convincerla a lasciare la strada.


"Ho deciso solo di cambiare modo di vedere il mondo"

Toccante la testimonianza, consegnata a Facebook, di Desirée Martines, una volontaria della Caritas di Lecce che, abbandonato ogni giudizio, è riuscita ad entrare in punta di piedi nel mondo della donna, imparando a conoscere la sua personale filosofia di vita. Un racconto appassionato e rivelatore che vale davvero la pena leggere.

Donna del mistero Foto D. Valentini

«Mi permetto di commentare essendo una volontaria Caritas che segue la signora da quando è arrivata in provincia circa 10 mesi fa. Iniziarono i primi avvistamenti e sembrava qualcosa di assurdo vedere una donna per strada sotto la pioggia e la neve. Abbiamo iniziato a vedere i suoi spostamenti e i suoi comportamenti pur di aver più facile approccio con lei. Pian piano ho conquistato la sua fiducia con piccoli gesti senza essere invadente.

La prima cosa che ha messo in chiaro è che non voleva essere costretta a fare qualcosa, non voleva una dimora e che voleva essere rispettata senza troppa invadenza e così è stato da parte mia. Ogni volta che la vedevo stavo veramente male pensando che quella potesse essere mia mamma, mia nonna o una mia parente, ma cercavo sempre di evitare il contatto per darle tempo, per non essere invadente, finché un giorno al mio saluto lei stessa mi ha fermata dicendomi di fermarmi un po' se avevo tempo. In quel momento il cuore mio e della mia collega erano al settimo cielo.

Iniziò a raccontare la sua storia in estrema tranquillità dicendo che la sua vita prima era perfetta, insegnate, benestante, famiglia perfetta e senza alcun problema, finché un giorno tutto si è rivoltato ed ha perso il marito e dopo poco la figlia in un incidente stradale. Il dolore è stato troppo e dentro di sé cresceva la voglia di cambiare qualcosa, di liberarsi da quel passato pesante che le aveva affranto il cuore, e così ha deciso di cambiare rotta scegliendo questo tipo di pellegrinaggio.

Io ero in lacrime e lei consolava me dandomi parole di conforto. Fu un piacevole incontro ma soprattutto lezione di vita. Giorni dopo l'ho rivista e mi son fermata a portarle da mangiare come ogni volta e anche lì ci siamo messe a parlare. Non posso mai dimenticare le sue parole: "Sai le persone a volte non capiscono, sono invadenti nei miei confronti ma io ti assicuro che ho deciso solo di cambiare modo di vedere il mondo, ho cambiato prospettiva e ti assicuro che è tutto diverso"... Continuò dicendomi che non potevo neanche immaginare come è bella la vita e ogni singolo secondo visto dalla sua parte, perché riesce a vedere anche le semplici cose e a vivere di emozioni.

Ero stupefatta dalle sue parole, dal suo racconto ma ascoltavo con piacere. Mi ha invitata a cambiare: "Lo dico a te che sei giovane, che sei ancora in tempo, inizia a guardare il mondo con occhi diversi, guarda la vita da occhi nuovi e inizierai a vedere le cose semplici, le cose belle, le reazioni vere, le persone sincere ma soprattutto inizierai ad emozionarti, promettimi di farlo".

Lei mi diceva che vorrebbe fotografare ogni istante, le nostre azioni comprese, per ricordare tutto e continuare ad emozionarsi vedendo queste foto. Ha girato ovunque, fa chilometri su chilometri e infatti le sue gambe ne stanno risentendo. Scarpe non ne vuole neanche a pagarla come non ha intenzione di separarsi dal suo cappello e giubbino. Le è stata offerta una casa, di andare a dormire in Caritas, ma non ha nessuna intenzione, lei sta bene così. A Galatina ha accettato solo di andare a mangiare in un ristorante.

Accetta del cibo e beni di prima necessità solo quando vuole lei e idem la compagnia perché a volte, in momenti di poca lucidità, stanchezza e oppressione da alcune persone, sempre educatamente ha allontanato tutti e rifiutato qualsiasi cosa. Più volte ha acquistato del bagno schiuma ed altre piccolezze e una volta nel bar dopo essersi presa del latte caldo disse che non voleva le fosse offerto perché non era giusto!

È una persona dolce, fantastica e con una filosofia di vita particolare e sua che tocca il cuore. "Chi l'ha visto" è già venuto, i documenti sono in regola ed è lucida per non firmare un trattamento sanitario. Se ha voglia di parlare ascoltatela e vedrete che qualcosa in voi cambierà da quel momento. In mancanza di voglia da parte sua, rispettatela e basta, ha i suoi momenti in cui non vuole essere disturbata».

Foto di aperture: A.M. Di Venere

Commenti  

 
L ho bah
#1 L ho bah 2018-07-18 11:00
Qualcosa di piú utile, tipo volontariato?
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