Mercoledì 18 Luglio 2018
   
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Un 'progetto pilota' per il depuratore di Turi

depuratore turi

450 mila euro per abbattere i cattivi odori e minimizzare l'impatto ambientale

Lo scorso 2 luglio l'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Giovanni Giannini, ha sottoscritto sette disciplinari per la sperimentazione e l'introduzione di tecnologie e misure innovative nella gestione dei servizi idrici.

Tra i siti in cui verranno attivati i progetti pilota, che serviranno a tutelare la qualità delle acque superficiali e sotterranee, e dunque a risparmiare risorse e tutelare l’ambiente, figura anche il depuratore di Turi.

Per il nostro impianto, l'attività di ricerca, finanziata con 450 mila euro, riguarderà "l'abbattimento degli odori per diffusione in vasca di ossidazione biologica". In poche parole, si cercheranno soluzioni innovative per eliminare i cattivi odori che si generano nella fase di trattamento e gestione delle acque reflue e dei fanghi. Particolare attenzione verrà posta, dunque, alla ricerca delle procedure in grado di minimizzare l'impatto ambientale. In secondo luogo, si investirà nell'affinamento e nel riuso delle acque reflue in campo agricolo e, grazie ad un puntuale monitoraggio qualitativo delle risorse, si punterà ad una più efficiente gestione del servizio idrico integrato.

"Sono orgoglioso di quello che stiamo facendo oggi - ha dichiarato l'assessore Giannini - perché questo è il risultato di una attività iniziata da qualche anno e che ci ha visti impegnati nel realizzare il miglioramento della qualità della depurazione in Puglia, registrando con favore e orgoglio il fatto che da trentasei procedure di infrazione comunitaria siamo arrivati a tre, due delle quali (Porto Cesareo e Casamassima) sono in via di definizione e per la terza invece, Taviano, ci vorrà ancora un po' più di tempo".

"Ora siamo impegnati - ha continuato Giannini - nella ricerca su come sviluppare il riuso dei reflui affinati in una regione che compra l'acqua dalle regioni vicine". L'obiettivo è arrivare a "mettere a regime 100 milioni di metri cubi annui di reflui raffinati, equivalenti a un grosso invaso. Significherebbe dare una boccata di ossigeno all'agricoltura".

Stesso discorso per i fanghi di depurazione: la Puglia spende circa 30 milioni l'anno per il loro smaltimento, un'uscita che si potrebbe trasformare in risorsa attivando accordi con Aqp e soggetti della ricerca scientifica. Ecco il motivo per cui, "se le sperimentazioni dovessero avere esito positivo - ha concluso l'assessore - avremmo fornito un servizio alla comunità pugliese davvero di notevole rilevanza".

Commenti  

 
C.s.
#1 C.s. 2018-07-11 21:30
A qualcuno fara' sicuramente piu' piacere Seul depuratore verra' spostato.
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