TANTO RUMORE PER NULLA...

guardia medica

Anticipato di due ore il turno della Guardia Medica di Turi per garantire l'assistenza agli stagionali


L'ASL (Azienda Sanitaria Locale) di Bari con una circolare datata 8 Giugno ha emanato un ordine di servizio che impone ai medici del Servizio di Continuità Assistenziale della sede di Turi di anticipare il turno di due ore. Dunque, nei giorni feriali la guardia medica dovrà essere reperibile a partire dalle ore 18.00 e non dalle ore 20.00.

Un cambiamento che, si legge nella disposizione firmata dal Commissario Straordinario dell'ASL BA, dott. Vito Montanaro, nasce dalle "esigenze di carattere organizzativo - sanitario, emerse nel corso del tavolo tecnico tenutosi in Prefettura lo scorso 18 maggio" e mira a "garantire la sicurezza dei lavoratori stagionali immigrati impegnati nella raccolta delle ciliegie nel Comune di Turi". La disposizione straordinaria, che impone il ricorso quotidiano all'istituto delle reperibilità, si concluderà al "termine del periodo della raccolta delle ciliegie", data che sarà comunicata.


Fuori tempo massimo...

Prima di entrare nel merito del provvedimento, una riflessione sulla tempistica: si stima che la campagna cerasicola si concluderà non più tardi del 20 giugno. Che senso ha dispiegare risorse umane ed economiche per meno di una settimana? Si aggiunga che la riunione in Prefettura, in cui sarebbe emersa la necessità di assicurare le cure primarie ai lavoratori stagionali, si è tenuta il 18 maggio. Ci sono voluti 20 giorni per scrivere un ordine di servizio? Insomma, "tanto rumore per nulla" dal momento che, come leggerete negli articoli successivi, da quando si è inaugurata questa rivoluzione copernicana al contrario, nell'ambulatorio della guardia medica non si è presentato alcun lavoratore stagionale.

 

Una decisione inutile e pericolosa

Analizziamo ora le perplessità che si aprono davanti a questa misura "straordinaria". Le guardie mediche, come noto, non hanno la possibilità di prescrivere né esami diagnostici né farmaci per patologie croniche. Ed è proprio di questo tipo di prestazione che i lavoratori stagionali che gravitano nel nostro paese hanno bisogno. Ricordiamo che non sono "rifugiati di guerra" privi di riferimenti nel Sistema Sanitario Nazionale, semplicemente, essendo lontani dai propri medici di famiglia, non hanno la possibilità di ottenere in esenzione la prescrizione dei farmaci che utilizzano per curarsi. Anticipare di due ore il Servizio di Continuità Assistenziale si profila come una scelta priva di qualsiasi sostanziale utilità.

Se poi il provvedimento punta a non intasare i Pronto Soccorsi con i "codici bianchi", l'ordine di servizio è ancora più stravagante: i lavoratori stagionali potrebbero tranquillamente usufruire delle prestazione della guardia medica a partire dalle 20.00 come ogni altro utente.

All'inutilità, almeno secondo il nostro punto di vista, di questo provvedimento, si aggiunge anche la "pericolosità". In primis, piegando gli assunti del sistema assistenziale alla contingenza, si rischia di creare un grave precedente. Per cui, consentiteci il paradosso, se dovessero giungere 150 turisti da un qualsiasi Paese non comunitario, risoluti a soggiornare per dieci giorni a Turi, l'ASL sarebbe per coerenza tenuta ad attivare la stessa misura. Con buona pace per le economie e la "dieta forzata" cui l'intero sistema sanitario è sottoposto da anni.

Ma ancora più grave è la tensione sociale che questo tipo di scelte rischia di innescare. A fronte di un Poliambulatorio funzionante a singhiozzo, di risorse sempre più esigue messe a disposizione dei servizi sanitari locali, il cittadino vede l'ASL compiere uno sforzo non indifferente a beneficio (presunto) dei braccianti stagionali.

Anche il più caritatevole degli esseri umani inizierebbe a storcere il naso. Soprattutto se venisse informato che, in attuazione del "piano di riordino" regionale, a partire da oggi, 15 giugno, chiudono i PPTI (Punti di Primo Intervento Territoriale) di Gioia del Colle, Santeramo in Colle, Casamassima, Noci, Locorotondo, Ruvo di Puglia, Grumo Appula, Conversano e Castellana. Dal primo ottobre, invece, toccherà a quelli di Alberobello, Mola, Polignano e Giovinazzo.

F.D.