Lunedì 15 Ottobre 2018
   
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"Il Villaggio delle Ciliegie"

Vito Donato Giuliani

Dal 'macchinoso' meccanismo della D.O.P. per la nostra 'Ferrovia' al valore aggiunto dei braccianti stagionali.

L'analisi di Vito Donato Giuliani, presidente della Cooperativa della Ciliegia di Turi


Questa settimana, per fare il punto sull'andamento della stagione cerasicola, abbiamo intervistato Vito Donato Giuliani, presidente della Cooperativa della Ciliegia di Turi. Una realtà che ad oggi riunisce 250 produttori e pare avere tutte le carte in regola per offrire una valida alternativa ai cosiddetti "intermediari", che spesso decidono arbitrariamente i prezzi di mercato dell'oro rosso turese, penalizzando i cerasicoltori.

Tra i temi toccati nella conversazione, non potevano mancare l'annosa vicenda della D.O.P. per la nostra ciliegia 'Ferrovia' e il ruolo che i lavoratori stagionali giocano nell'economia agricola turese, aspetto su cui Giuliani avanza una proposta interessante.

 

Quanti produttori riunisce la Cooperativa?

"La Cooperativa riunisce 250 produttori. La maggior sono cerasicoltori di Turi, cui si affiancano anche alcuni soci dei Comuni limitrofi come Putignano e Sammichele".

 

I punti di forza di questa unione?

"La possibilità di avere ciliegie fresche e disponibili ad essere lavorate durante tutti i giorni della produzione. I nostri soci conferiscono quotidianamente le proprie ciliegie, a 30 giorni la cooperativa procede al pagamento. Il prezzo che viene riconosciuto varia in base al prezzo di vendita alla grande distribuzione, cui vanno detratti i costi di spedizione, imballaggio e confezionamento, aspetto quest'ultimo che viene eseguito a mano e curato con grande accortezza".

 

Da decenni Turi insegue il marchio D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) per la ciliegia 'Ferrovia'. È un'occasione sfumata definitivamente?

"Ritengo che si possa pensare, oggi per i prossimi anni, di riprendere la questione, anche in virtù del fatto che la ciliegia turese rappresenta il 30% della produzione cerasicola nazionale. Il tutto senza eccessiva animosità, considerando che non è di certo con l'ottenimento della D.O.P. che si risolvono i problemi di produzione e commercializzazione della ciliegia. Anzi, la parte più complessa inizia proprio quando si ottiene la denominazione: bisogna costituire un Consorzio a tutela del marchio, cui viene demandato il compito di controllare che il prodotto commercializzato rispetti le caratteristiche del disciplinare concordato".

 

Quali sarebbero le ricadute per i produttori turesi?

"Quello della D.O.P. è un percorso che, per dare i suoi frutti, non può prescindere dal prevedere il coinvolgimento di tutti gli attori che determinano la commercializzazione della ciliegia.

Il cerasicoltore, difatti, può sperare in un maggiore riconoscimento economico solo se i commercianti (intermediari e finali) riterranno opportuno vendere il prodotto come "Ferrovia D.O.P". In caso contrario avremmo un marchio senza reali benefici. A meno che il futuro Consorzio non riesca ad avere finanziamenti da utilizzare per organizzare una campagna mediatica, che porti la nostra ciliegia 'Ferrovia' ad essere riconoscibile al consumatore e dunque ricercata. In questo caso, il commerciante finale chiederà al commerciante intermediario quello specifico prodotto, innescando un meccanismo virtuoso che può portare ad un aumento del prezzo di mercato".

 

Veniamo alla stagione cerasicola in corso. Un bilancio di questa annata?

"Per il momento si sta procedendo alla raccolta delle "Bigarreaux". I danni causati dal maltempo fortunatamente sono stati minimi e ci sono ancora molte ciliegie da raccogliere soprattutto nella zona Turi-Putignano e Turi-Gioia, aree più tardive dove, tra l'altro, non si sono eseguiti trattamenti per l'anticipo della maturazione del frutto. Scelta che, alla luce delle condizioni climatiche, si è dimostrata vincente.

Dalla prossima settimana si inizierà a raccogliere la 'Giorgia' che, essendo una varietà autofertile, ha sempre una produttività considerevole. È la prima ciliegia dura che arriva sul mercato e, a differenza delle 'Bigarreaux', può essere sottoposta a manipolazione senza subire danni o ammaccature che possano innescare contestazioni.

L'unica varietà che potrebbe subire una flessione è la 'Ferrovia': nelle zone cosiddette fredde, al limite tra il nostro Comune e quello di Gioia, ci sono state avversità meteorologiche che hanno portato una minore allegagione del frutto".

 

Dalle testimonianze di vari agricoltori, la manodopera extracomunitaria pare essere vitale per le operazioni di raccolta.

"Ricordo che quando ero ragazzo c'era tanta manodopera cittadina, oggi è ai minimi storici. Non abbiamo più tanti giovani che si dedicano alla raccolta e, in effetti, i braccianti extracomunitari diventano sempre più una risorsa. Logicamente bisogna mettere questi lavoratori nelle migliori condizioni igienico-sanitarie per dare il proprio contributo alla raccolta delle ciliegie".

A tal proposito, in queste ore si stanno allestendo i container che ospiteranno i lavoratori stagionali. Parte dei costi, al netto del contributo della Regione Puglia, ricadrà sulla collettività. Condivide questa linea?

"Turi è almeno all'80% un paese agricolo, quindi potrebbe essere giustificato pensare ad un contributo collettivo, spalmando i costi per la temporanea accoglienza dei braccianti stagionali sulla comunità.

Si può tuttavia pensare, quando l'amministrazione comunale non avrà più fondi a disposizione per intervenire, che i produttori privati di una certa consistenza, quelli che hanno bisogno di una nutrita manodopera, si uniscano e realizzino a proprie spese una sorta di "villaggio delle ciliegie", una struttura che rispetti le condizioni igienico-sanitarie in cui i lavoratori possano vivere dignitosamente, anche perché prestano un servizio direttamente a noi agricoltori".

 

Nel centro temporaneo potranno entrare solo i braccianti con contratto di lavoro. Quali sono i costi medi che un produttore sostiene per una regolare assunzione?

"Le condizioni sono quelle del Contratto Collettivo Nazionale, che prevede una retribuzione in busta paga di circa 50 euro a giornata. È bene sottolineare che, come ha affermato il presidente dell'INPS Tito Boeri, tutti i contributi previdenziali riconosciuti agli stagionali extracomunitari sono soldi che entrano nelle casse dell'INPS e che difficilmente ritorneranno in forma di pensione, pertanto servono anche per pagare le pensioni ai cittadini italiani".

Considerando i ricavi spesso esigui della vendita delle ciliegie, il piccolo produttore non rischia di "andare in perdita"? "Purtroppo le regole di mercato sono queste. Vedere risicato l'utile, una volta stornate le spese impiegate per la conduzione del ciliegeto, fa parte del rischio d'impresa. Un rischio che per gli agricoltori è sempre stato alto. La maggior parte degli anni si chiude in perdita, qualche anno si riesce a chiudere in attivo; tuttavia, visto che l'agricoltore ha le spalle larghe, si assume tutti i carichi che ha sempre subito in questi anni e, magari, al posto di comprare il trattore nuovo aggiusta quello vecchio.

Altro problema è che la maggior parte delle nostre aziende è condotta da ultrasessantenni. La riforma che puntava allo svecchiamento del comparto agricolo, con una serie di sgravi fiscali per incentivare il passaggio delle imprese da padre a figlio, non ha ancora avuto i risultati auspicati. Certo, ci sono varie iniziative come la misura del primo insediamento, ma si ha il timore che siano solo pratiche finalizzate ad ottenere i contributi regionali ed europei. Il mio augurio è che ci siano giovani che si impegnino nella coltivazione della nostra terra: soltanto rinnovando il parco gestionale, si può dare smalto e nuova grinta all'agricoltura".

FD

Commenti  

 
Mino Miale
#2 Mino Miale 2018-05-26 12:13
La D.O.P. e chi lo potrà dire ... speriamo in futuro, intanto bisogna aspettare... il prossimo . L' ultimo treno distrattamente l'abbiamo perso.
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2018-05-26 03:58
Occorre fare alcune precisazioni a quanto considerato
1)Non esiste nè potrebbe esistere una "Ferrovia DOP"DOP sta per denominazione di origine controllata, e l'origine riguarda un luogo caratterizzato da determinate condizioni di terreno e di clima, nonchè di metodi umani di lavorazione della coltivazione. In questo caso le condizioni di ottenimento del prodotto originatesi nel territorio di Turi. Quindi DOP alla "CILIEGIA FERROVIA DI TURI", denominazione presente documentatamente sin dagli anni settanta sulle bollette doganali delle spedizioni di Giovanni Simone.
2)Non è obbligatorio alcun consorzio peer tutelare la DOP.La costituzione di un consorzio è eventuale discrezionale..
3)Il controllo della corrispondenza del prodotto da commercializzare al disciplinare,cioè che nelle etichette di ferrovia di Turi ci sia effettivamente la ferrovia di Turi, non compete ad alcun consorzio, ma , per legge, ad un organismo di certificazione(riconosciuto dal ministero) scelto dall'associazione dei produttori.
4)Tutela del nome e commercializzazione sono due cose assolutamente distinte.Se l'importanza e il valore di una DOP dipendesse da chi la commercializza non ci sarebbe bisogno delle DOP, che invece servono a far conoscere ai consumatori, e quindi fargli richiedere alla distribuzione i prodotti di qualità, commercializzati da chiunque sia, privati, supermercati cooperative.
5)Non servono finanziamenti e consorzi (e politicanti e parassiti ad essi appiccicati), a noi serve che la smettano di boicottarci.
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