Giovedì 24 Maggio 2018
   
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La raccolta delle ciliegie inizia sotto buoni auspici

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Agricoltori con il fiato sospeso per il timore che le piogge "spacchino" le Bigarreaux

La raccolta delle ciliegie Bigarreaux, la prima varietà a maturare nelle nostre campagne, è partita un paio di giorni fa sotto i migliori auspici. "Chiaramente, per ora, non si tratta di grandi quantità - ci spiega Vincenzo Petruzzi - parliamo di 50-100 kili ad azienda".

Quanto ai prezzi di vendita, quest'anno ci si è attestati sui 7 euro, un valore di partenza simile allo scorso anno che fa ben sperare. "Quando si inizia - commenta Petruzzi - c'è sempre una forbice che varia dai 7 ai 10 euro. È durante la raccolta che il prezzo si stabilizza in base a quantità e qualità. Quest'anno il quantitativo delle Bigarreaux non è eccessivo e la qualità pare ottima, ragion per cui, salvo problemi climatici, non si dovrebbe scendere al di sotto dei 3 euro. Infine, nell'ultima fase della raccolta, quando la Bigarreaux non è più esportabile all'estero, viene ulteriormente deprezzata".

Dunque una partenza con il giusto piede che, tuttavia, viene adombrata dalle condizioni meteorologiche. A preoccupare i cerasicoltori, difatti, sono proprio le piogge che nelle ultime ore stanno interessando le nostre campagne. "Se continuerà a piovere nei prossimi giorni - spiega Petruzzi - le Bigarreaux subiranno il cosiddetto fenomeno dello spacco, ed a quel punto diventeranno inutilizzabili poiché, come noto, non hanno un mercato. Viceversa, se la pioggia dovesse cedere il passo al vento, le ciliegie avrebbero modo di asciugarsi e i danni potrebbero essere più lievi. Bisogna aspettare...".

Un ulteriore barlume di speranza arriva dall'esperienza dei cerasicoltori. Come ci raccontano, le prime piogge generalmente non creano grandi problemi: tramite il processo di osmosi, l'acqua passa dalla membrana al frutto, che si ingrossa migliorando in qualità. Al contrario, se le piogge dovessero durare più giorni, "lo spacco" diventerebbe inevitabile e i danni sarebbero enormi.

Altra incognita è il vento: se da un lato è un fattore positivo perché, come accennava lo stesso Petruzzi, aiuta ad asciugare l'acqua; dall'altro, se è eccessivo come quello che si è verificato negli ultimi giorni, rischia di creare "le macchie": le ciliegie sbattono contro i rami e si genera una fuoriuscita di zucchero, quindi il prodotto diventa facilmente deperibile e non più idoneo ad essere esportato all'estero.

Insomma, come sempre in agricoltura, tutto è legato alla benevolenza del clima. Saranno i prossimi giorni a decidere le sorti dell'annata 2018.

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