Sabato 26 Maggio 2018
   
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Lavoratori stagionali: una "questione privata"

Angelo Palmisano

Angelo Palmisano sposa la linea del Commissario e prevede un'annata che "non ricorderemo per la quantità"


Il piano operativo elaborato dal Commissario Prefettizio per fronteggiare "in emergenza" - dati i tempi ristretti - l'arrivo dell'esercito dei lavoratori stagionali, impiegati nella raccolta delle ciliegie, ha creato reazioni opposte.

Molti imprenditori agricoli si dicono scettici sulla possibilità di eseguire i controlli sui contratti di lavoro, requisito necessario per poter accedere ai moduli abitativi allestiti per l'occasione. L'obiezione è che, molto spesso, questi lavoratori stagionali che arrivano a Turi non hanno un ingaggio già stabilito, bensì si "avventurano" sperando di essere impiegati in corso d'opera, se la quantità di ciliegie da raccogliere lo renderà necessario. In quest'ottica - in verità condivisibile solo in minima parte - per evitare i bivacchi improvvisati in villa o nei giardini pubblici, spetterebbe alla collettività accollarsi la spesa della loro accoglienza, perché si parlerebbe di una questione di "ordine e decoro pubblico" e non di un "interesse privato".

Non manca, viceversa, chi si schiera apertamente in favore della linea del Commissario ritenendo l'intera vicenda "una questione privata", i cui costi devono essere sostenuti da chi decide di utilizzare questa manodopera. Tra questi Angelo Palmisano, imprenditore agricolo che ha ricoperto il ruolo di assessore all'Agricoltura durante l'amministrazione Resta. Nell'intervista che segue, Palmisano plaude all'iniziativa di spostare l'area di ricovero dal cimitero al campo sportivo; si dice fiducioso sulla volontà degli agricoltori di stipulare regolari contratti di lavoro con gli stagionali e, soprattutto, sposa la prospettiva del Commissario: "la collettività non deve supportare le spese per un interesse privato", aggiungendo che in un periodo di crisi del lavoro, la raccolta delle ciliegie può diventare "un buon modo per cercare di aiutare chi ha problemi".


Cosa ne pensa della proposta del Commissario?

"La scelta di spostare l’area di ricovero dal cimitero al campo sportivo sicuramente è giusta e decorosa nei confronti di Turi e dei turesi. È stato un pugno nello stomaco in questi anni vedere il degrado che si era formato, creando anche paure e indignazione da parte di chi andava a trovare i propri cari".


Pensa che gli agricoltori turesi si adegueranno, stipulando regolari contratti di lavoro?

"Io credo che la categoria degli agricoltori risponda sempre in maniera precisa e puntuale. Certo ci sarà sempre qualcuno che ci proverà, ma ovviamente i rischi saranno a loro carico".


La sua idea per risolvere il "problema stagionali"?

"La mia idea è che ogni titolare di azienda, se ha necessità di personale e vuole assumere degli stagionali, debba fornire l’alloggio. La collettività non deve supportare le spese per un interesse privato. In un periodo di crisi per il lavoro potrebbe essere un buon modo per cercare di aiutare chi ha problemi. Se la scelta fosse quella di evitare che gli stagionali non vengano più a Turi, basterebbe non fornire loro accoglienza e intensificare i controlli affinché non avvenga lo stesso in maniera selvaggia".


In che modo la nuova legge contro il caporalato danneggia gli agricoltori?

"La legge sul caporalato danneggia gli agricoltori in quanto il verificarsi del caporalato in azienda non è da attribuire al titolare perché “ non poteva non sapere” ma comunque è un argomento molto delicato e lungo, ci vorrebbero più giorni per spiegarlo. Spero solo venga un Ministro valido e competente che sistemi le tante e tante problematiche che il mondo agricolo ha".


Altra polemica è sull'uso dei fitofarmaci per garantire il cosiddetto "anticipo".

"Sugli anticipi credo si sia parlato troppo e a volte in maniera troppo semplicistica, facendo illazioni e supposizioni. Ci sono stati dei controlli da parte delle forze dell’ordine e il risultato è nelle carte, quindi... esistono prodotti legali che aiutano l’anticipo che permette di essere concorrenziali con le altre nazioni. Mi preme ricordare che l’economia di Turi e basata fondamentalmente sulla ciliegia e per chi vive solo di agricoltura è necessario farlo".


Una sua previsione sulla stagione cerasicola?

"La previsione è secondo me ancora incerta in quanto ci sono zone colpite dalle gelate di febbraio che non si riescono ancora a definire. Sicuramente non sarà un'annata che ricorderemo per la quantità. Speriamo di ricordarla per la qualità ed il prezzo. Buona raccolta a tutti".

Commenti  

 
Anonimo
#2 Anonimo 2018-05-06 10:12
Come Volevasi Dimostrare.
Ammissione dell'esistenza di un grave problema da anni e di una conseguente cattiva gestione che si vorrebbe a carico della collettività!!!
Ma chi vi ha detto o imposto di produrre più quantitativi?
Vi rendete conto che chi vi aspetta al conferimento/scarico delle ciliegie se la ride quando la "coda" è lunga?
Vi rendete conto che per la L. 199/2016 state rischiando il codice penale per far ingrassare ed arricchire il livello appena superiore della Vostra filiera agricola?
Piuttosto, produce e raccogliete di meno e meglio, senza uso della chimica ed affamate gli speculatori.
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2018-05-05 16:53
Invito l'amico Angelo a considerare che
se si applicasse il controllo paventato dal commissario cioè entra nel campo solo chi ha ingaggio, e si sguinzagliano ispettori nelle nostre campagne; o in alternativa, si costringe chi vaga a dire dove lavora e si persegue l'agricoltore che non ha dato alloggio,
la conseguenza sarebbe che nel campo non entra più nessuno ovvero nessuno viene più ingaggiato. Vale a dire che a Turi quella manodopera non viene più; e quindi ogni agricoltore che ora ha la manodopera, corre il rischio di vedersela portar via da qualcuno che, in mancanza d'altro, gli offrirà retribuzione più alta.
Per poche migliaia di euro il rischio sono decine di migliaia di euro e di peggio a carico di qualche agricoltore malcapitato, e guerra per l'accaparramento di manodopera.
Viceversa noi dobbiamo far si che sia incrementata la venuta di manodopera CAPACE portata da chi già ora in campagna mostra capacità di contribuire al nostro fabbisogno.
Al contempo si devono studiare modi di partecipazione spontanea(e non tramite recrudescenze ispettive generalizzate) alla spesa comunale da parte di chi utilizza tale manodopera, ad esempio con l'agricoltore che passa al bracciante 5 euro giornaliere in più da versare al campo. Anche perchè è quasi impossibile per un produttore predisporre un alloggio decente per pochi giorni e poche persone, un alloggio che abbia quei minimi requisiti che invece un campo collettivo può garantire.
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