Mercoledì 20 Giugno 2018
   
Text Size

Ecco a voi l’oro verde

Alma Bamboo

Alma Consulting ci spiega perché investire sul Bamboo

Si è svolto, lo scorso 15 marzo, il workshop organizzato dal gruppo Alma Consulting sulla green economy presso la sala conferenze della Casa delle Idee. Questo è stato soltanto uno di una serie di incontri che il gruppo Alma sta svolgendo sin dal 2015 sul nostro territorio per la divulgazione del proprio marchio e dei propri prodotti. Il gruppo racchiude una cerchia di varie società quali l’Alma Bamboo, Green for Wealth (da cui si diramano Con.Ita.Lo e Agri Alma) e BambuBio.

La conferenza è partita dalla presentazione delle varie aziende che costituiscono il gruppo Alma, addentrandosi poi nel dettaglio sul principale argomento della serata, e cioè il Bambù Gigante e la sua coltivazione.

Uno dei soci fondatore del gruppo e relatore principale della serata, il turese Domenico Fortunato, ha illustrato quindi le varie caratteristiche di questo prodotto eccezionale: “Il bambù è una particolare tipologia di erba. Ne esistono 1300 specie, e di queste, 300 ne sviluppano un tronco legnoso dopo sei/sette anni (processo denominato fustificazione). Cento di queste trecento specie, possono essere utilizzate per scopi alimentari. Abbiamo individuato quindi nel Bambù Gigante (che può raggiungere anche i 20 metri di altezza) la specie più adatta sia alla produzione del legno ma anche perché è buona da mangiare”.

Il gruppo Alma ha sin da subito iniziato le coltivazioni di questo prodotto dalle ottime prospettive. Prodotto scelto anche grazie alla sua adattabilità al nostro clima.

 

Considerati tutti questi fattori positivi, cosa si può fare con il bambù? Solo dal germoglio e dal culmo ci sono oltre 1500 utilizzi, che vanno dall’alimentare all’edilizio. Eravamo magari abituati a notare il bambù solo nei classici mobili “da giardino”, ma ad esempio ci basta guardare all’interno dell’aeroporto di Madrid, per notare che il soffitto è interamente realizzato con il bambù. Per non parlare poi del settore bioalimentare. Il germoglio può essere mangiato crudo, può essere abbinato a vari piatti della cucina italiana, senza nemmeno escludere formaggi, biscotti e birre, che a fine serata sono stati offerti in un buffet di ringraziamento ai partecipanti del workshop.

“I bambuseti esistono in Italia già da 40 anni - continua Domenico - si è cercato di eliminarli ed estirparli bombardando il terreno. Noi invece li trasformiamo in un prodotto”.

L’altro aspetto positivo del bambù è dato dalla sostenibilità ambientale: è una pianta biodegradabile al 100%, produce fino a 20 volte la quantità di legname comparato ad altri alberi e contrasta persino l’effetto serra, grazie all’elevato assorbimento di anidride carbonica. Quindi lo slogan “Guadagni tu, guadagna la natura” è più che azzeccato.

 

Chi può addentrarsi in questo settore? Praticamente tutti. Il gruppo Alma è in una costante fase di ampliamento, e permette, grazie all’acquisizione di terreni sparsi sul territorio italiano, di far partecipare ai profitti derivanti dalla coltivazione del bambù anche chi non ha un proprio terreno, e ovviamente anche chi non ha le competenze né il tempo per gestire un’eventuale coltivazione. Basta diventare socio, versando una percentuale d’investimento, per poi iniziare a ricavarne i profitti (relativi alla quota versata), derivanti dalla coltivazione di cui si occuperà interamente l’azienda.
Qui entra in gioco un altro concetto, quello della Sharing Economy, grazie al quale i terreni vengono poi suddivisi in zone che corrispondono alle percentuali dei singoli investitori.

 

Ma quanto si guadagna con una coltivazione di bambù gigante? Considerando che i germogli vengono venduti a 2/5 € al kg e i culmi a 12/15 € cadauno, la stima di produzione varia dai 28.000 € agli 84.000 € annuali per singolo ettaro, in base a quanto intensiva è la piantagione.
Dato che la redditività non è propriamente immediata, ma bisogna aspettare qualche anno, il gruppo Alma ha introdotto un interessante tassello nella coltivazione, ovvero quella della lombricultura. Infatti, le piantagioni di bambù di Alma Bamboo vengono “affiancate” dall’allevamento dei lombrichi, che permette così di ottenere innanzitutto il concime per la piantagione, ma in secondo luogo anche un rientro economico derivato dalla vendita dell’humus e dei lombrichi stessi, che col passare dei mesi si riproducono e moltiplicano molto velocemente. Questo metodo consente di ottenere un rientro economico dall’investimento ancor prima che la coltivazione del bambù entri a pieno regime.

Al termine della serata, tutti i partecipanti hanno potuto allietarsi con i prodotti alimentari ricavati dal bambù del gruppo Alma, grazie anche alla preziosa partecipazione del turese Milko Iacovazzi, che collabora fattivamente con il gruppo Alma nel progetto “food”.

 

Ai nostri microfoni poi Domenico Fortunato si è mostrato positivo, con ancor più determinazione e fiducia nella crescita del gruppo societario: “Nel progetto lombricoltura tre persone hanno dimostrato interesse, due sulla partecipazione alle società agricole alma bamboo. Rispetto alle partecipazioni precedenti, aver portato il prodotto alimentare ha dato consapevolezza, perché inizialmente le persone non avevano la ‘vision’, che invece possiamo avere noi che siamo all’interno del progetto.
A Turi manca proprio questo, la capacità di visualizzare l’obiettivo finale. Si lavora principalmente sul ‘Picc maledett e subt’. Forse sbaglio, ma sono molto legato al territorio. Io ci ho messo la faccia, sono uno dei due soci fondatori, e complessivamente siamo sette soci, di cui due di Turi. Mettere la faccia nel tuo paese significa che hai un credo molto forte. Non si può sperare di creare un movimento lavorando da soli.
Crescita verticale dell’azienda, chiusura del cerchio della produzione (passando dalla trasformazione e arrivando alla commercializzazione dei prodotti), creare un’identità molto forte a livello locale, nazionale e internazionale del marchio per i soci e gli agricoltori che vogliono e vorranno partecipare al nostro progetto. Questi sono i nostri obiettivi principali ”.

Il gruppo Alma tornerà molto probabilmente il 7 maggio a Turi per un altro incontro, nel quale avremo l’occasione di assaggiare il germoglio di bambù appena colto.

Per ulteriori informazioni sulle coltivazioni di bambù e sulla lombricoltura è possibile contattare il numero verde gratuito 800199653 o visitare il sito www.almabamboo.com

Dario Centore

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI