Sabato 21 Aprile 2018
   
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"Non ci siamo ancora capiti"

Imu_TpOggi

Fa rabbia leggere nella delibera di Giunta Comunale, relativa alla individuazione dei valori venali delle aree edificabili per gli anni 2012 – 2013, ancora una volta, la pappardella già sentita per gli altri anni, e cioè che detti valori devono considerarsi solo indicativi, dando pertanto al contribuente, nella ratio della legge vigente, la possibilità di accedere a un confronto, a una interlocuzione, a una mediazione possibilmente su un piano di parità, tra ciò che stabilisce la parte pubblica e ciò che lui ritiene congruo sulla base di una perizia tecnica giurata di parte.

A questo punto, diciamolo senza mezzi termini, ci sembra che si voglia prendere per i fondelli il contribuente e spieghiamo perché.

Se l’Amministrazione dice che i valori sono puramente indicativi e che il contribuente, il quale non li ritenga congrui, può controdedurre con perizia di parte, perché poi si sottrae al confronto, scaricando questo compito sul giudice della Commissione Tributaria e rinunciando al ruolo di filtro e di agente deflattivo del contenzioso che il legislatore ha voluto attribuirle?

Infatti, lo snodo del problema è proprio questo.

Il Comune ha costretto i contribuenti per l’anno 2011 ad intraprendere la strada del contenzioso tributario, sottraendosi così, lo ripetiamo, al dovere e alla responsabilità di tentare una ragionevole e praticabile conciliazione o mediazione che dir si voglia, o anche, perché no, di rifiutarla adducendo le argomentate motivazioni del caso.

È certamente umiliante per i cittadini chiedere all’Amministrazione Comunale di rispettare un diritto previsto dalle norme in vigore e che la stessa Amministrazione ben conosce, per averlo menzionato negli avvisi di accertamento inviati ai contribuenti per le aree edificabili.

Per questo parliamo di presa per i fondelli. Anche perché l’atteggiamento lassista e, al contempo vessatorio, dei nostri Amministratori ha pesanti ricadute in termini burocratici ed economici, che i cittadini stanno sopportando impegnandosi in un iter giudiziario davanti alla Commissione Tributaria che costa soldi e ansie, anche per i tempi biblici della Giustizia Italiana.

Si calcola infatti che in Puglia i tempi di un processo tributario superano, mediamente, i 18 mesi.

Pensate un po’ Voi cosa succederà quando i vari contenziosi dal 2011 al 2018 si accavalleranno, moltiplicando il disagio dei contribuenti tra avvocati, periti e aule di Tribunale. E tutto questo perché Amministratori e Funzionari Comunali, tra l’altro ambedue ben retribuiti con i nostri soldi, si spaventano del carico di lavoro che una procedura di conciliazione di 70 ricorsi porta con sé.

Il fatto è che i nostri beneamati Amministratori e Funzionari, contando sul fatto che in Italia far rispettare un proprio diritto ha un costo economico, per cui molto spesso ci si rinuncia, hanno confidato sul fatto che molti avrebbero rinunciato al contenzioso legale.

In realtà per il 2011 il numero dei ricorrenti è elevato non solo perché, pur in presenza molte volte di somme esigue da pagare, alcuni ne fanno una questione di principio, ma anche perché le somme, pur esigue, verranno pagate ad libitum, all’infinito, per sempre, da noi, dai nostri figli e dai nostri nipoti, riconsegnando alle casse del Comune l’intero valore economico di quei terreni ogni dieci anni, per poi ricominciare nuovamente, secula seculorum.

In un prossimo articolo approfondiremo il riflesso negativo che tutta la questione avrà anche sulle vendite e successioni, con l’aumento del valore aggiunto (aumento di valore) da pagare all’Agenzia delle Entrate al quale non sfuggiranno neanche i coltivatori diretti ed i coltivatori agricoli, che farebbero bene ad appoggiare e sostenere il nostro Comitato.

Pensate poi per un momento cosa succederà quando la tassazione si riferirà all’intero anno a partire dal 2012 e, non a soli 5 mesi come nel 2011, e specialmente per gli anni 2014 e 2015, quando la misura della tassazione del valore venale sarà più consistente degli altri anni. Ci sarà un ulteriore aumento del contenzioso tributario se, nel frattempo, l’Amministrazione Comunale non avrà cambiato il suo atteggiamento di chiusura al dialogo con i contribuenti.

Ha un senso tutto ciò?

COMITATO AREE EDIFICABILI

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