Domenica 23 Settembre 2018
   
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La Provinciale delle "curve maledette"

L'incidente mortale dell'ottobre 2013

Nonostante la petizione popolare del 2009, gli interventi di messa in sicurezza
della Turi - Sammichele non sono mai partiti


Dopo aver passato in rassegna le criticità della Turi - Gioia, questa settimana ci occupiamo della Strada Provinciale 132, che collega il nostro comune con quello di Sammichele di Bari.

Anche per la Provinciale delle "curve maledette", come è stata ribattezzata questa arteria, sono note da tempo le problematiche che mettono a rischio l'incolumità degli automobilisti: l'asfalto, ormai logoro e disastrato, ogni volta che piove si inzuppa, dal momento che non riesce più a drenare l'acqua, con la conseguente mancanza di aderenza del manto stradale. Per non parlare della segnaletica carente e inappropriata, soprattutto a ridosso delle curve più pericolose.

Il risultato è una serie continua di sinistri stradali: le automobili, quasi navigassero su una carambola, slittano e finiscono fuori carreggiata, impattando contro i muretti a secco giacché dei guard-rail non c'è nemmeno l'ombra. Un combinato disposto che non ha mancato di declinarsi nelle tinte della tragedia: basti ricordare l'incidente mortale dell'ottobre 2013, costato la vita al 71enne Giovanni Tedesco. L'uomo viaggiava a bordo della sua Fiat Panda e si scontrò frontalmente con una Fiat Bravo proprio in prossimità di una delle tante "curve maledette".

La petizione del 2009

E pensare che nell'ottobre di quattro anni prima, l'ex sindaco Vito Nicola De Grisantis si era fatto promotore di una petizione popolare che poneva come necessaria la messa in sicurezza della Turi - Sammichele, unitamente alla richiesta di intervento per la SP 172 (la Turi - Casamassima). Un'iniziativa che si inscriveva in un disegno più ampio: puntare sull'adeguamento delle infrastrutture come requisito fondamentale per lo sviluppo dell'economia locale, anche alla luce del certosino lavoro di individuazione e delimitazione della cosiddetta zona PIP (Piano degli Insediamenti Produttivi), un'area in cui sarebbero state localizzare tutte le attività produttive. Quel progetto curato dall'amministrazione De Grisantis - che riuscì anche ad ottenere un congruo finanziamento regionale pari ad un milione di euro e le istanze di adesione di ventitré imprese - si è poi dileguato con il cambio di guardia a Palazzo di Città: la successiva giunta azzerò l'iter, stabilendo diverse procedure per realizzare una zona industriale a Turi. Ci riferiamo al famoso Project Financing, cui andrebbe dedicato un capitolo a parte; per ora ci limitiamo a costatare che la "variazione di prospettiva" non ha sortito l'effetto sperato, giacché Turi è ancora oggi tra i pochi Comuni a non avere un'area dedicata alle imprese produttive e la zona individuata dalla giunta De Grisantis si è, nel tempo, trasformata in un "triste deserto abbandonato".

Allo stesso modo furono "azzerate" anche le oltre duemila firme raccolte e consegnate nel marzo 2010 all'allora Presidente della Provincia Schittulli che, a parte un impegno verbale ed una lettera d'intenti tanto diplomatica quanto vaga, non pose mai all'ordine del giorno la vicenda.

Da allora la Turi - Sammichele continua a mietere vittime, complice l'inerzia che ha caratterizzato la classe dirigente degli ultimi dieci anni.

FD

Commenti  

 
Francesco C
#1 Francesco C 2018-03-07 19:26
Quella strada è un abominio. E' assurdo che due comuni distanti 5,5 km circa in linea d'aria siano distanti ben 8,3 km. Addirittura si è costretti a passare da una provinciale all'altra, cioè dalla procinciale che collega Turi alla Sammichele-Putignano alla provinciale Putignano-Sammichele. E' assurdo a parer mio. Ci sono comuni come Cassano e Acquaviva, Adelfia e Valenzano, Sannicandro e Cassano che sono collegati da semplici strade rettilinee, e in alcuni casi parliamo comunque di territori che hanno morfologia collinare simile al nostro. Non capisco perché in questo paese tutto sia sempre più complicato. Ovviamente non è di competenza diretta del comune, perché paliamo di strade provinciali, quindi attualmente di competenza della città metropolitana di Bari, ma mi sembra impossibile che in tanti altri comuni sia possibile creare bretelle stradali rettilinee e più sicure per gli automobilisti e qui sia tutto magicamente complicato da fare. Cos'è il nostro, fantasilandia?
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