Mercoledì 25 Aprile 2018
   
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Ritorna lo spettro del Dormex?

Dormex contenitori

Anche quest’anno, pare che Turi debba fare i conti con alcuni agricoltori che, ritenendosi al di sopra della legge e del buon senso, stanno ricorrendo all'uso del Dormex, prodotto fitosanitario a base di idrogeno cianamide, utile ad anticipare l'apertura delle gemme e dunque il raccolto dei frutti, in particolare delle ciliegie.

Non sarà sfuggito a nessuno l'imponente dispiego delle Forze dell'Ordine in queste ultime settimane: un elicottero Augusta A106 per un paio di giorni ha sorvolato a bassa quota il nostro paese, posti di blocco dei Carabinieri quasi quotidiani e soprattutto nelle zone periferiche. Tutto suggerisce, seppur non abbiamo per il momento conferme, un controllo capillare dell'agro turese, magari proprio alla ricerca dei "furbetti del Dormex".

 

"Effetti indesiderati"

Nell'attesa di avere conferme dalle autorità preposte, ricordiamo alcuni passaggi salienti della storia del Dormex. Il fitosanitario in questione è stato ritirato dal mercato italiano a partire dal 2008 e, due anni dopo, il divieto di vendita si è esteso a tutto il territorio europeo.

Oltre ad "avvelenare" l'oro rosso turese e a mettere a rischio la salute di cui ne fa impiego, l'idrogeno cianamide - come già ci aveva spiegato Francesco Colafemmina della Rivista Nazionale di Apicoltura - una volta irrorato in dosi massicce, viene spostato dal vento e respirato all'interno degli abitati rurali e dei nostri paesi". Infine, studi successivi, hanno stabilito che il Dormex - al pari di molti altri prodotti fitosanitari - non è biodegradabile: "una volta assorbito dal terreno, finisce nella falda acquifera. Oppure, a contatto con gli ortaggi, sulle tavole degli italiani".

Dunque, potenzialmente, ogni cittadino diventa un "danno collaterale" di questa prassi insensata e nociva, il tutto per riuscire ad incassare qualche centesimo in più.

 

"La moda dell'anticipo"

Sappiamo bene che, oggi più che mai, il mercato somiglia sempre più ad una corsa dove l'ostacolo da superare è il fattore tempo: il prezzo delle ciliegie varia a distanza di una manciata di giorni e consegnare per primo il proprio prodotto al grossista di turno può garantire un guadagno maggiore.

Ma, pur volendo tralasciare etica e legalità, è davvero questa la soluzione per una ripresa della nostra agricoltura? Un'altra dichiarazione rilasciateci dal dott. Colafemmina risulta più che esauriente: "Anticipando le produzioni per spuntare prezzi migliori non risolve il problema della crisi del comparto agricolo. È solo una illusione piuttosto miope ingenerata dalla dipendenza dei nostri agricoltori dalle regole dettate dai grossisti. Se non cambierà la progettualità in agricoltura, non potremo avere alcuna crescita per il territorio. Produrremo piuttosto prodotti di scarsa qualità, ignorando i rischi per la salute degli operatori e di tutti coloro che vivono in questo territorio".

Quali saranno dunque le ciliegie "made in Dormex"? Chiaramente le prime, quelle che costano tanto e arrivano "in anticipo", creando un circuito di "concorrenza sleale" che penalizza gli agricoltori onesti.

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