Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Via Ginestre, una discarica a cielo aperto

Via Ginestre Turi (2)

Le nostre periferie continuano ad essere vittime dell'abbandono selvaggio dei rifiuti

Il reportage fotografico - postato sul gruppo "Sei di Turi se..." da Isa Schettini - sullo stato di degrado in cui versa Via Ginestre ha destato la più che comprensibile indignazione dei turesi, stanchi di dover sopportare la tracotanza di chi ritiene di poter gettare qualsiasi tipo di rifiuto dove capita.

Via Ginestre Turi (1)Sulla situazione è intervenuto Giacomo De Carolis, coordinatore locale di Fratelli d’Italia: "Devo informarvi che per bonificare le periferie di Turi sia dall'amianto che da rifiuti ingombranti e vari, il comune ha speso la triste bellezza di euro 50.000; di questi, 30.000 fanno parte di un contributo regionale e i rimanenti 20.000 dal bilancio comunale.

Ora mi chiedo e vi chiedo: con 20.000 euro quante telecamere mobili si potevano acquistare? I siti sono conosciuti e censiti e metterle significherebbe far pagare a questi incivili criminali e sporcaccioni questi costi tramite i proventi contravvenzionali spesso cadendo anche sul penale, non si scherza.

Quindi concludendo, questi siti si stanno di nuovo riempiendo, altro che successo la raccolta differenziata, le politiche ambientali di questa amministrazione è inverosimilmente fallimentare perché il risparmio economico, se c'è, ma..., viene speso per ripulire la periferia, e quello che vedete nelle foto è niente in confronto ad altre zone. Insomma se questa Amministrazione non entra nell'idea di istituire un sistema di videosorveglianza, perché il controllo fisico da parte delle forze di polizia è sempre limitato, anche se effettuato quotidianamente, la situazione peggiorerà e tutti pagheremo, sfruttiamo la tecnologia".

Effettivamente, ad un anno dall'avvio della raccolta differenziata, non è più il caso di fare appello alle politiche di sensibilizzazione alle buone pratiche di smaltimento. In linea generale, occorre un serio censimento di tutte le abitazioni al fine di capire quali siano realmente abitate e, dunque, inserite come utenze attive del servizio di raccolta. Per il problema specifico, la strada delle cosiddette fototrappole - o comunque di un sistema di videosorveglianza - è stata intrapresa da vari comuni, Noicattaro e Rutigliano in primis, ed è risultata vincente per scoraggiare il sempre più diffuso fenomeno dell'abbandono selvaggio dei rifiuti.

Mesi fa l'amministrazione si era dilettata nel convincente proclama della "tolleranza zero" verso gli "sporcaccioni", non sarà giunto il momento di passare dalle parole ai fatti?

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