Lunedì 23 Ottobre 2017
   
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Famiglia turese in lutto per la morte di 'Tony Crepes Show'

Antonio Dalessandro

Un brutto male, il più brutto di tutti, se l’è portato via a soli 42 anni.È morto martedì sera 27 giugno, a Mola di Bari dove da anni risiedeva, Antonio Dalessandro, noto a tutti come Tony Crepes Show. La famiglia Dalessandro vive a Turi ed ora la cittadina si stringe attorno al dolore immenso di questa anziana coppia di coniugi che ha assistito il figlio, da tempo ricoverato in oncologia, con spirito cristiano e con infinita devozione.

Antonio era impossibile non conoscerlo per chiunque abbia frequentato sagre e feste di paese del sud-est barese: aveva un chiosco di crepes assolutamente “particolare”. Non a caso si era guadagnato il soprannome di "Tony Crepes Show": mentre preparava le sue delizie, intratteneva il pubblico riproponendo i balletti più famosi di Michael Jackson, di cui era grandissimo fan. Insomma un vero showman che, con passione, girava infaticabile in lungo e in largo la Puglia. Questa almeno la sua "maschera", il suo volto pubblico. Sotto la maschera, un ragazzo sensibile e legato alla famiglia; un uomo che aveva avuto l’intraprendenza di inventarsi un lavoro, che faceva con grandissima passione.

I funerali si sono tenuti mercoledì 28 giugno a Mola di Bari nella chiesa San Domenico.Ci stringiamo attorno alla famiglia e ai genitori turesi, provando solo a immaginare il loro sconfinato dolore.

 

Il calvario raccontato su Facebook

È stata una lunga malattia e una degenza interminabile. Tra l’altro, il sospetto che qualcosa non abbia funzionato nel corso del suo lungo calvario cresce, leggendo i commenti su Facebook. Sia quelli pubblicati da Tony che quelle dei suoi amici. Dopo il decesso, uno dei suoi più stretti amici ha tuonato così su Facebook: “Solo per gli amici veri. Coloro i quali hanno veramente voluto bene a Tony stimandolo e rispettandolo; vivendo la sua vita e i suoi stati d’animo...Onore a quest'altra vittima della malasanità”.

Nel 2016 oltre al male, pure l’appendicite

Il 23 febbraio 2016, oltre un anno fa, dopo aver subito già diversi malori tre coma, Tony denuncia alcuni episodi gravi, e lo fa pubblicando un post su Facebook. Scrive: “Il giorno dopo del mio compleanno incomincio a tremare di freddo e febbre a 42, dicono a mia madre di farmi delle domande: Tonio alza la gamba, e la alzo e via di seguito. Poi mi dice, Tonio alza la mano? E io niente, e neanche l’altra. Insomma quando mi sono svegliato non sapevo di stare ad Acquaviva. Io gli ho detto a mia madre non ricordo tutto e sono andato anche in coma. Totale 3 volte in coma in questi 9 mesi, a Bari 2 volte per i liquidi e a Cassano in riabilitazione una volta, poi all’ospedale di Acquaviva non passavano l’acqua da mangiare, normale mi portavano roba liquida, poi la sera in coppa mischiato primo, secondo e terzo tutto liquido, poi mi faceva male la pancia quando facevo la tosse poi c’era un infermiera che nonostante sapeva che avevo i dolori allo stomaco era un po’ nervosa e spingeva con le dita… Allora mia madre giustamente incazzata ha preparato le valige, ha detto al dottore io metto firma e porto mio figlio a Bari. Chiamiamo l’ambulanza, arriviamo a Bari al pronto soccorso, faccio 3 tac, una alla testa, una al torace e una alla pancia, insomma alla fine mi hanno trovato un’appendicite. Ci mancava solo quella, ecco cosa mi ha fatto alzare la febbre e ora sono al quarto piano e tra circa mezz’ora mi operano e poi una volta che si è abbassata la febbre ritorno a Cassano per finire la riabilitazione”.

Il 2 marzo 2016 confida su Facebook: “Meno male che me ne sono andato e io gli dicevo mi fa male lo stomaco e loro non è niente. Al Policlinico di Bari in poche ore con 3 tac mi hanno trovato l’appendicite e il tubo della valvola infettato, quindi l’appendicite l’hanno tolta e il tubo una metà è stato tolto e meno male che ho messo firma e sono venuto a Bari”.

Qui lotterà duramente, e dopo anni di calvario, troverà la morte.

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