Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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"A Turi non c'è nessun caporalato"

CILIEGIE

A Turi c’è il caporalato. È stato lo stesso Sindaco Menino Coppi a denunciarlo in un articolo apparso qualche settimana fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno. «A Turi - dichiarava Coppi al giornalista Valentino Sgaramella - c’è questo rischio e non vorremmo diventre lo strumento per commettere attività illecite di caporalato». Per questa ragione il Sindaco di Turi ha palesato il suo timore alla Guardia di Finanza, al Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gioia del Colle e all’Ispettorato del Lavoro, chiedendo maggiori controlli. Bisogna assicurarsi infatti che venga rispettato il contratto collettivo in agricoltura. Va da sè che i controlli adesso sono serratissimi e che gli agricoltori sono preoccupati.

Il signor Gregorio Topputi, classe 1942 e agricoltore più volte emigrato in Germania e in altri Stati per lavorare, vuol fare alcune preciazioni in merito a tale questione, sentendosi direttamente chiamato in causa dalle parole di Coppi.

Signor Topputi, perchè ritiene che le leggi attuali siano penalizzanti per voi agricoltori?

«Le leggi attuali scaricano tutte le responsabilità su noi agricoltori! Noi dobbiamo persino fornire l’abbigliamento da lavoro agli operai! E come li ammortizzo questi costi io che lavoro solo con le ciliegie e ho sole tre ettari? Qualche anno fa ad Andria è morta una persona mentre raccoglieva le ciliegie sotto un temperatura percepita di circa  50 gradi: il datore di lavoro è in carcere con le leggi attuali».

Cosa cambierebbe di queste leggi?

«Innanzitutto pretenderei una visita medica approfondita per testare le condizioni dell’operaio e non le visite mediche che fanno adesso, una pura formalità. Si limitano a guardarli, senza far analisi del sangue o altro! Come si fa a capire se questa persona ha una patologia, se la visita non vale nulla?».

È vero che lei preferisce non assumere persone che seguono il Ramadan? Non le sembra discriminante?

«No, perché se una persona non mangia e sopratutto non beve è chiaramente debilitata e sotto il sole può svenire: se li succede qualcosa è colpa nostra. Insomma, al di là della nazionalità di origine, bisogna prendere degli operai che siano idonei per cultura oltre che per condizioni fisiche».

Lei ritiene che a Turi ci sia il caporalato?

«Io sono un liberale e qui non c’è nessun caporalato. Qui le norme noi le rispettiamo, e ne siamo anche penalizzati. Il Comune deve aiutare queste persone con dei sussidi e non mandare nei campi  persone non idonee. Inoltre serve della formazione anche per raccogliere le ciliegie, e questa formazione deve durare almeno un paio di giorni. Questo non è caporalato, è buonsenso».

Commenti  

 
jimmy
#1 jimmy 2017-07-06 08:27
A Turi non c'è caporalato come a dicembre non c'è il Natale
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